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Referendum Caremar, la gioia del sindacato ORSA

di Marco Gaudini

 

NAPOLI – La consultazione promossa dai lavoratori sull’accordo di II livello, aveva già riscontrato nella prima giornata di voto, un notevole successo. Nelle prime ore, infatti, aveva votato più del 50% degli aventi diritto. Il quesito chiedeva se si vuole abrogare l’accordo di II livello duramente contestato dal sindacato Or.S.A. Marittimi. L’esito è stato chiarissimo, senza alcuna sbavatura, infatti, tutti i lavoratori che hanno deciso di votare al referendum consultivo si sono espressi per il “si”, chiedendo appunto di rivedere, previo annullamento, l’accordo siglato tra la nuova Caremar ed alcune sigle sindacali, tranne l’Or.S.A. Marittimi, che per inciso, vanta circa 90 iscritti. Il referendum, da regolamento,  può essere chiesto da almeno il 30% dei lavoratori. In questo caso i lavoratori che hanno firmato per chiedere la consultazione referendaria sono stati molti di più, così come i partecipanti al voto. Testimonianza che sono tanti i dipendenti che vogliono dire la loro, su una vicenda, che ormai sta assumendo dimensioni importanti, e che potrebbe deflagrare presto, soprattutto con l’arrivo della stagione “calda”. Oltre ai componenti del seggio, presso Porta di Massa, a Napoli, ieri mattina durante le operazioni di scrutinio,  erano presenti anche Gennaro Bottiglieri, segretario nazionale del sindacato Or.S.A. Marittimi, e Nicola Lamonica dell’Autmare. Le loro sono state parole di soddisfazione, per l’esito, ma soprattutto per la partecipazione alla prima consultazione referendaria del comparto marittimo.  «Siamo più che soddisfatti dell’esito del referendum, oggi è una giornata di democrazia soprattutto per i lavoratori – ha dichiarato Gennaro Bottiglieri – Segretario Nazionale dell’Or.S.A. Marittimi – il risultato è estremamente positivo, in quanto tutti i votanti, ben 115, hanno aderito al SI. Si evince quindi, che tutti vogliono democrazia e quindi l’azienda deve anche ascoltare le giuste e legittime richieste dei dipendenti, che hanno, attraverso questa massiva partecipazione, dimostrato di voler dire la loro. Inoltre, l’accordo interconfederale, prevede proprio l’istituto del referendum consultivo, pertanto adesso l’azienda deve chiamarci adesso ad un tavolo e discutere cosa fare. Noi siamo persone responsabili e siamo pronti a rivedere i termini di questo accordo, ma ora è la Caremar che deve decidere, se aprire la strada del dialogo, oppure farci continuare in questa lotta, che crea solo disagio all’utenza. Noi sappiamo infatti – aggiunge Bottiglieri – che la si espleta un servizio pubblico, e le persone devono avere la loro continuità territoriale, quindi anche l’azienda su questo punto deve rivedere la propria posizione per costruire insieme un nuovo futuro» – ha concluso il Segretario Gennaro Bottiglieri

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