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Referendum del 4 dicembre, anche a Ischia un fronte per il sì

di Francesco Castaldi

ISCHIA – A pochi giorni dalla conferenza stampa del comitato per il no al referendum, nella serata di ieri anche i fautori del sì hanno deciso di organizzare un incontro durante il quale saranno spiegati i motivi di coloro che, convintamente, appoggiano la riforma costituzionale voluta dal premier Matteo Renzi e dal ministro Maria Elena Boschi. A dare vita al comitato per il sì sono stati cinque studenti universitari, ovvero Mario Fusco, Davide Cipolletta, Giovangiuseppe D’Ambra, Giovanni Fusco e Giovangiuseppe Buono, che hanno indetto per questo giovedì, a partire dalle ore 18.00, una riunione presso il “Break” di via delle Ginestre, alla quale potranno prendere parte tutti coloro che desiderino approfondire criticamente le ragioni del sì.

Come si apprende dalla descrizione dell’evento pubblicizzato sui social, «il Comitato Ischitani per il Sì è nato dall’iniziativa di giovani studenti universitari e appartiene al Comitato nazionale Basta un Sì. Esso ha come scopo promuovere lo spirito che anima questo progetto di riforma costituzionale, ha come impegno l’informazione riguardo alle ragioni del Sì e ai contenuti della riforma nella convinzione che una sua conoscenza nel merito favorisca un giudizio positivo da parte dei cittadini». In attesa della conferenza stampa di giovedì sera, abbiamo raccolto le considerazioni del coordinatore del comitato, Giovangiuseppe D’Ambra, che ha dichiarato al nostro quotidiano: «L’aspetto più bello è rappresentato dal fatto che questa iniziativa è nata da cinque ragazzi, e vorrei sottolineare che non abbiamo alcun partito alle spalle. Ci impegniamo ad entrare nel merito della riforma costituzionale – sottolinea D’Ambra – perché riteniamo che attraverso una lettura approfondita del testo si possa suscitare l’interesse dei cittadini».

PACE (PRES. COMITATO NAZIONALE PER IL NO): «È UNA RIFORMA “PASTICCIATA”»

Intanto, prosegue anche la sensibilizzazione dei sostenitori del no. Significative e dure sono state le dichiarazioni rilasciate dal costituzionalista e presidente del comitato nazionale, il professor Alessandro Pace: «Voglio sottolineare la ragione principale del no. Che sia una riforma “pasticciata” dovrebbe essere chiaro a tutti tranne forse al ministro Boschi. Il punto dirimente – e girando l’Italia noto che i ragazzi se ne rendono conto – è che questa riforma è eversiva della nostra Costituzione. Violare consapevolmente una sentenza della Corte costituzionale che afferma che la rappresentatività era stata sottomessa al principio della governabilità è qualcosa di incredibile. La sentenza numero 1 del 2014 – spiega Pace – ha dichiarato l’incostituzionalità del “Porcellum”, che è la legge elettorale sulla base della quale la XVII legislatura è stata eletta. Era un parlamento “drogato”, viziato, e quindi è stato un rischio, un azzardo fare una riforma costituzionale con un parlamento del genere. In questa sentenza la Corte costituzionale alla fine fa capire che questo parlamento poteva andare avanti soltanto per tre mesi, e invece coprirà tutto il quinquennio. C’è quindi l’intenzione di violare la Costituzione, l’intenzione di modificare la Carta costituzionale con un parlamento “drogato”. Se vincerà il “no” – conclude – dovrebbero essere sciolte le camere perché il popolo italiano è in credito nei confronti dei politici perché vuole esprimersi».

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