POLITICA

Renzi e la “carezza” a Giosi: «Vittima di un sistema, c’è da indignarsi»

Il leader di Italia Viva racconta la vicenda giudiziaria dell’ex sindaco di Ischia e Casamicciola nel suo libro ‘Controcorrente’. E lo fa ricordando come Ferrandino era semplicemente uno “strumento” per arrivare più in alto

«All’inizio del 2021 mi sono reso responsabile di un gesto che a molti è sembrato un errore, un azzardo, una provocazione: aprire una crisi di Governo in piena pandemia. L’ho fatto – insieme ad altri colleghi e amici – perché pensavo fosse giusto e necessario per l’Italia cambiare passo sui vaccini, sull’economia, sul futuro. Oggi sono più convinto di prima. L’ho fatto e lo rifarei, dunque. E tuttavia avverto la responsabilità di raccontare, confidare, illustrare ciò che è accaduto in queste settimane, per chi davvero vuole conoscere, giudicare e criticare le nostre scelte. Ma vogliamo farlo partendo dalle ragioni profonde che ci hanno mosso, non dalla verità preconfezionata degli slogan, dei tweet, dei titoli acchiappa consenso. Ciò che è avvenuto non è una sconfitta della politica, ma il capolavoro di una politica che vive di idee e non si piega alla logica dei sondaggi e degli influencer. Di una politica capace di essere controcorrente. Siamo andati controcorrente per realizzare questa svolta. Controcorrente, contro tutti. Ma nel mondo che cambia ci sarà sempre più bisogno di persone capaci di andare controcorrente». Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva spiega nel suo libro ‘Controcorrente’ gli ultimi mesi della politica italiana. Un libro coraggioso, ricco di passione, aneddoti e retroscena, ma soprattutto di una visione capace di squarciare il conformismo a cui troppo spesso siamo stati abituati. Nel libro c’è spazio anche per Ischia e per la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Giosi Ferrandino.

Anche in occasione della presentazione del libro al Teatro Augusteo di Napoli, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha ricordato anche la disavventura giudiziaria patita dall’eurodeputato Giosi Ferrandino citando il caso CPL Concordia e prendendo le difese dell’ex sindaco di Casamicciola e Ischia. In ‘Controcorrente’ di parla del suo rapporto con la magistratura. «Renzi cadrà per via giudiziaria», scrive, «Come è noto, cado per il referendum, non per colpa di un’indagine. Ma l’opera di aggressione costante non è solo legata alla diffamazione». E qui la citazione al caso Clp concordia. «Ho già scritto di Consip, indagine che nasce a Napoli. Erano alcuni inquirenti della città partenopea che avevano infatti aperto ufficialmente la caccia. Ne fa le spese una vittima collaterale, il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, messo nel mezzo da chi era convinto di potermi coinvolgere in una strana vicenda giudiziaria sulla quale come uno sciacallo si era avventato l’allora leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio. Ferrandino finisce in carcere e poi viene assolto con formula piena e tante scuse. Ma la vicenda, il presunto scandalo CPL-Concordia, era secondo alcuni inquirenti il gancio per intercettare persone vicine a me. Una storia incredibile, quella di Giosi. Viene arrestato nel 2015 mentre è sindaco per un appalto del 2004. Finisce per ventidue giorni a Poggioreale mentre Di Maio organizza i collegamenti con i TG da Napoli per tuonare sul sistema del Pd». Il leader di Italia Viva spiega: «Tutto nasce da un’incredibile mole di intercettazioni che verranno poi dichiarate illegittime, ma che servono per arrivare a me e a persone a me vicine. In questa vicenda ci sono talmente tante cose che non tornano che si fatica a capire come nessuno si indigni per ciò che è successo. Ma la cosa più incredibile di tutte è che alla fine si scopre che quando l’appalto in questione viene assegnato dal comune, Ferrandino non è ancora stato eletto sindaco. Hanno sbagliato le date, hanno sbagliato a intercettare, hanno sbagliato ad arrestare, hanno sbagliato la competenza territoriale come spiega una coraggiosa PM di Modena». Ed incalza: «Hanno sbagliato tutto ma non paga nessuno: quando il PM Woodcock, che coordina anche questa inchiesta, finisce davanti al CSM per affrontare il procedimento disciplinare, siamo nel pieno del nuovo CSM. Che ovviamente lo salva, ancora una volta, tanto per cambiare. Chi sbaglia in magistratura non paga (quasi) mai». Insomma Matteo Renzi non lesina di schierarsi accanto all’ex collega di partito. Ricordiamo infatti che Giosi Ferrandino è europarlamentare del Partito democratico e non ha seguito il suo ex leader quando ha fondato Italia Viva. Ma la difesa e fiducia dell’ex premier nei confronti dell’ex sindaco di Ischia non è mai mancata. Già nel 2018 Renzi scommetteva che «nei prossimi mesi questa vicenda tornerà clamorosamente fuori. Perchè è strana, molto strana. Ne vedremo delle belle, amici. Nel frattempo ribadisco la nostra posizione: il tempo è galantuomo, la verità prima o poi arriva. Ci vuole solo un pò di pazienza. A noi non manca». E l’assoluzione di Giosi Ferrandino ha restituito la verità dei fatti.

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