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Residenze “elettorali” a Lacco, indaga la Procura di Roma

Gli investigatori sull’isola per conto dell’autorità giudiziaria capitolina alla ricerca di riscontri dopo le rivelazioni di Domenico De Siano al termine del primo turno: ieri mattina blitz al Comune di Casamicciola per verificare alcuni “flussi migratori” verso il Comune del Fungo

La notizia è di quelle deflagranti e riporta indietro nel tempo, a un passato però decisamente recente e non certo remoto. Il riferimento è alle elezioni di Lacco Ameno ed in particolare ad una delle accuse che la coalizione guidata dal candidato sindaco Domenico De Siano aveva indirizzato alla lista avversa, quella guidata da Giacomo Pascale che poi al termine del ballottaggio sarebbe stato riconfermato primo cittadino. La voce circolava con insistenza da diversi giorni, ma adesso non sembrano proprio esserci più dubbi: la Procura della Repubblica di Roma indaga proprio sulle elezioni lacchesi. Non certo sulle dinamiche che hanno riguardato il momento elettorale in sé, comunque destinato ad entrare alla storia non soltanto sull’isola, ma su una serie di residenze che sarebbero state concesse proprio dal Comune del Fungo e che avrebbero avuto la finalità di allargare la “platea” di elettori alle prossime amministrative.

Che la magistratura capitolina, dove evidentemente deve essere stata sporta qualche dettagliata denuncia, ritenuta più che attendibile o quantomeno meritevole di approfondimento, abbia davvero puntato i riflettori su quanto successivo a Lacco Ameno lo conferma l’ultimo episodio in ordine di tempo, accaduto ieri mattina a Casamicciola. Alcuni investigatori provenienti proprio dalla Procura romana sono arrivati di buon mattino presso l’ufficio Anagrafe del Comune di Casamicciola ed hanno chiesto di poter visionare e prelevare una serie di atti. Che, secondo le scarne indiscrezioni trapelate, avrebbero attinenza proprio con il trasferimento di un numero non meglio precisato di residenze dalla cittadina termale a Lacco Ameno. Un “flusso migratorio” evidentemente ritenuto sospetto e conoscendo le procedure che si adottano in questi casi non ci sono dubbi sul fatto che i riflettori siano puntati su Lacco Ameno: la condotta da valutare è sempre quella di chi accoglie nuovi residenti, non certo di chi autorizza la partenza verso altri lidi. Difficile sapere quali risultanze possono rinvenire i magistrati nel materiale acquisito, né se potranno esserci ulteriori sviluppi a breve. Così come è probabile che il “pool” giunto da Roma non abbia ancora esaurito il suo lavoro di screening, ricerca ed acquisizione di atti sulla nostra isola.

Il caso delle residenze “elettorali” a Lacco Ameno è stato uno dei tempi caratterizzanti dell’ultima campagna elettorale. Tutto ebbe inizio lo scorso 24 settembre quando, al termine del primo turno che si concluse in perfetta parità tra i due candidati alla carica di sindaco, Domenico De Siano convocò una conferenza stampa presso l’albergo Reginella nella quale dopo essersi soffermato su una serie di questioni riferì testualmente: «Nel Comune di Lacco Ameno nell’ultimo anno sono state rilasciate addirittura 240 residenze, siamo arrivati ad avere 4.001 aventi diritto al voto. Io e alcuni componenti della mia squadra, che facciamo campagna elettorali da una vita, ci guardavamo in faccia e ci chiedevamo: ma questo chi è? Ma dove viene? Pensate che è venuto un signore con la scheda elettorale in mano e mi ha chiesto: “Scusat, aggia vutà: è chist u Lacc Amen?”. Il livello che ha toccato la nostra comunità è osceno, non possiamo permettere che la comunità finisca in mano a queste “macchiette”». Dichiarazioni forti, che si capì immediatamente che non potessero passare inosservate. E che, probabilmente, hanno dato il “là” ad una attività investigativa che potrebbe anche avere risvolti clamorosi.

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