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Resistenza e oltraggio, assolto per “particolare tenuità del fatto”

Si è concluso ieri mattina il processo a carico di un venticinquenne isolano accusato di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il giudice Capuano ha reso pubblico il dispositivo della decisione, che assolve Daniele Di Meglio “per particolare tenuità del fatto”. In pratica, una bravata che sarebbe potuta costare cara, nel senso “economico” del termine, e che risale a quasi due anni fa, quando nella notte del 18 ottobre del 2015 due agenti di polizia giudiziaria  si trovarono a transitare a Ischia in via Pontano nei pressi di un bar. All’esterno del locale sostava un gruppo di ragazzi, tra i quali vi era anche l’imputato. Secondo quanto dichiarato dagli agenti, i ragazzi alla vista della volante di polizia cominciarono a inveire contro i rappresentanti delle forze dell’ordine, proferendo più volte le parole “Via via la polizia”. Una scena surreale che induceva al riso tutte le persone presenti.

Gli agenti finirono per identificare i cinque amici dell’imputato, con quest’ultimo in stato di ubriachezza avrebbe continuato a inveire contro tutte le autovetture che si trovavano a transitare, insultando gli occupanti e offendendoli con frasi senza senso. Un atteggiamento che costò al giovane il deferimento all’autorità giudiziaria per oltraggio, oltre alla contestazione dello stato di ubriachezza. Uno stato che, secondo quanto dichiarato dagli agenti che eseguirono i controlli, lo portò a rifiutare di firmare gli atti, e a inveire contro di essi pronunciando espressioni come: “Io non pago un cazzo, porto tutto all’avvocato”, oppure “andate a fanculo, siete degli stronzi, vi faccio vedere io, ci vediamo in tribunale, io vi denuncio”. Il processo nasce tramite un decreto penale di condanna per 17mila euro, a cui la difesa del Di Meglio, rappresentata dall’avvocato Gianluca Maria Migliaccio, si oppose.

Durante la prima udienza in Tribunale era stata acquisita su consenso della difesa l’annotazione di servizio con cui gli agenti illustravano le circostanze di quella notte. Ieri mattina è stato invece ascoltato  un testimone della difesa. Per il  giudice Capuano gli elementi emersi dal dibattimento sono stati più che sufficienti per invitare subito le parti a formulare le conclusioni. Da parte sua il Pubblico Ministero ha chiesto la conferma del decreto penale, mentre la difesa, reputando oltremodo  eccessiva la richiesta di 17mila euro per qualche epiteto nei confronti degli agenti, ha chiesto l’assoluzione del proprio assistito.  Il giudice Alberto Capuano nella tarda mattinata ha letto il dispositivo, col quale ha appunto  assolto Daniele Di Meglio per particolare tenuità del fatto. Le motivazioni saranno depositate entro  quindici giorni.

Francesco Ferrandino

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