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CRONACA

REWIND – Quando Santaroni disse: «Il danneggiato sono io»

A rileggerle oggi, quelle parole, certamente lasciano un po’ perplessi. Ecco perché ci auguriamo di poterlo riavere presto ai nostri microfoni. Nel frattempo non possiamo non riannodare i fili e andare a ritroso nel tempo. A poco più di un anno fa quando l’avvocato Mario Santaron spiegava che “stiamo parlando di un’impresa estremamente difficile” prima di aggiungere testualmente: “Detto questo, devo anche precisare che mentre tanti si lamentano e vanno a cercare altrove, le cause dei propri mali, qua, chi paga per gli imprevisti, le difficoltà, i tempi che si prolungano, il lavoro che si aggiunge a quello programmato, sono solo io. Insomma, qui il primo danneggiato sono io. Ognuno osserva, commenta, sentenzia ma sono io che sto realizzando un’opera che ad Ischia non è stata mai realizzata e che ha i suoi rischi, i suoi tempi e soprattutto, i suoi imprevisti che, ovviamente hanno dei costi”.

Insomma, l’avvocato rivendicava con fierezza la bontà e la difficoltà del suo operato e a chi gli faceva paragoni a dir poco scomodi ribatteva senza mezzi termini: “Vorrei ricordare che questo non è il parcheggio del Jolly dove non c’è acqua, qui la situazione è molto più complessa. Si tenga conto che, sistemate queste ultime situazioni impreviste, tolta l’acqua che ognuno avrà visto, il proseguimento non dovrebbe essere difficile perché il parcheggio è un prefabbricato che va solo calato nello spazio definito. Tutto qui”. Quel tutto qui, riletto oggi, ha davvero il sapore della beffa.

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