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LE OPINIONI

RICCARDO SEPE VISCONTI (direttore Ischiacity) «Sull’isola la ragionevolezza è merce rara»

«Spesso nei dibattiti sul Covid 19 prevalgono le posizioni ideologiche su quelle scientifiche. A parer mio è necessario attenerci a ciò che sappiamo, che purtroppo è poco. Scientificamente si sa ancora poco di questo virus, di come agisce, di come si diffonde; sicuramente ci è noto che non abbiamo una cura e, per ora, neppure un vaccino (che naturalmente sono cose assai diverse tra loro). Dunque possiamo agire esclusivamente sulla prevenzione. Il resto sono chiacchiere… La prevenzione può essere adottata solo in tre modi: igiene, distanziamento, ragionevolezza. Purtroppo quest’ultimo requisito è “merce rara”. E non c’è molto altro che si possa aggiungere poiché fintanto che le persone pensano di poter proseguire nelle loro normali azioni quotidiane (mezzi pubblici, scuola, uffici, negozi, vita sociale, sport, riunioni, incontri, passeggiate, etc.) è evidente che la catena di contagi non riuscirà ad essere spezzata! D’altra parte si rende necessario – oltre al distanziamento – anche l’isolamento per i casi conclamatamente positivi. Ecco perché per evitare cluster familiari occorrono strutture (a disposizione delle Aziende Sanitarie) per ospitare singolarmente i contagiati ed allontanarli dalle famiglie. Questo sarebbe possibile in un ambito molto controllato quale potrebbe essere l’isola d’Ischia, se solo i sindaci di ricordassero di essere loro i responsabili sanitari del territorio e predisponessero i provvedimenti opportuni di concerto von l”Asl Na2. Purtroppo non mi sembra che i controlli ci siano, anzi. Abbiamo tutti assistito a recentissimi assembramenti tanto stupidi quanto superflui… eppure perfettamente tollerati dai rispettivi sei municipi! Un atteggiamento a mio avviso estremamente pericoloso e sbagliato. Si consideri che in caso di necessità un eventuale ricovero in terraferma non può essere effettuato con l’eliambulanza (che non è attrezzata per il Covid) e dunque bisognerebbe restare prigionieri nella claustrofobica barella di bio contenimento a bordo di un’ambulanza imbarcata su un traghetto per molte ore (con tutto ciò che questa drammatica situazione comporta) prima di giungere in un Covid Hospital. Altrimenti si può solo sperare che al Rizzoli non siano saturati i posti in intensiva. In definitiva, poiché ad Ischia il contagio è parecchio diffuso, sarebbe altamente opportuno un comportamento di maggior ragionevolezza da parte dei cittadini e soprattutto una assai più alta soglia di vigilanza e di prevenzione da parte delle Amministrazioni locali.

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