LE STORIE DI SANDRA Ricordando Anna Bozza e Carlo Gaetano Iodice

Ci sono state persone che con tanta speranza in un futuro migliore, hanno lavorato, si sono inventati lavori, hanno sempre saputo che solo il lavoro avrebbe potuto rendere migliore la loro vita. E sono le persone che ormai da tanto sto ricordando ogni settimana. A Ischia Ponte, nel bel borgo che da sempre è stato punto aggregante per tanti, ci sono state famiglie che ho conosciuto attraverso i racconti di figli e nipoti miei alunni, e che mi hanno intenerito. Carlo Gaetano Iodice (U Raustar), era nato a Ischia Ponte 3 agosto 1907 e li crebbe e divenne poi pescatore come tanti a quel tempo. Il mare da sempre è stato per Ischia molte cose insieme, e la pesca ha veramente dato a tanti un lavoro si faticoso, ma che rendeva abbastanza bene. Non c’erano le barche attuali, e passare le notti in mezzo al mare senza cabine era duro. Carlo si fece subito conoscere e apprezzare per quel suo buon carattere. Era un bell’uomo dai lineamenti non marcati e ci teneva a vestire bene quando quelle rare volte, non lavorava. E anche Carlo come tanti si innamorò di una ragazza, Anna Bozza (Nannina e Baston) nata a Campagnano, il 18 aprile del 1923. Si sposarono e formarono una bella famiglia numerosa con otto figli. Cecilia, Maria, Antonietta, Annunziata, Vincenzo, Pasquale, Concetta e Pietro. Oggi purtroppo Antonietta, Vincenzo e Pietro non ci sono più. Anna fu una delle donne che volle lavorare, e pur con tanti figli riuscì ad aprire una salumeria nel mercato rionale di Ischia Ponte dove attualmente si trova la sede dell’INPS e si dedicò al commercio. Così tra Carlo e Anna le cose procedevano e migliorava la vita economica per fare stare bene i figli, ai quali non è mancato mai nulla. Ma il destino era in agguato e la notte del primo novembre 1965 Carlo mori a mare tra il pontile e il Castello Aragonese, appena due giorni dopo che si era sposata sua figlia Maria e lui non fece più ritorno a casa.


Al suo funerale tantissime persone, veramente tante, perché Carlo si era fatto amare. Un papà di otto figli, morto ancora giovane fu veramente qualcosa di brutto. Carlo era un uomo che riusciva oltre a tirare avanti la famiglia, anche ad avere un poco di tempo per giocare a carte con gli amici, per stare insieme e divertirsi con scopa, maniglia, briscola al bar, intorno a quei tavolini che sembravano essere un posto dove finalmente passare del tempo sereno, e ogni Domenica conservando le consumazioni prendeva i dolci da portare a casa. Carlo era un uomo che amava la pace e quando un giorno si accorse che alcuni giovani ischitani, avevano rubato parte del suo pescato, andò dalle loro famiglie e tutto finì con tre pacchetti di sigarette, tanto per far capire, che essere buoni non significava fare sempre finta di niente. E quei figli sono riusciti tutti a crescere sani, a lavorare, farsi stimare, sposarsi e dare tanti nipoti a quel loro papà perduto presto. Anna continuò fino a che potè a non stare ferma abituata come era a lavorare sempre. Nel 1987 anche Anna ci lasciò a 64 anni dopo una vita da donna forte e indipendente, che per quei tempi fu forse un esempio raro, visto che solo poche donne lavoravano fuori casa. Ringrazio Pasquale Iodice per aver collaborato con me




