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LE STORIE DI SANDRA Ricordando Letizia Romeo e Gennaro Minicucci

Ci sono persone che ho visto vivere fin da bambina e che mi hanno attratto non solo per la loro bellezza, ma per quel modo di essere sereni e riservati. Letizia Romeo, nata a Barano il 25 agosto del 1936, era così bella nella sua estrema semplicità, di quella bellezza fine e non appariscente, che la rendeva tanto delicata e dolce. Ero ragazzina quando cominciai ad amare il lavoro a maglia, e un giorno incontrai Letizia mentre compravo lana alla Profumeria Primavera. Ero alle prime armi, lei già tanto brava. Non dimentico mai quel momento in cui fu lei a scegliere per me una lana delicata ma che era facile da lavorare e mi disse cosa potevo fare. Questo ricordo ogni tanto torna in me quando prendo ferri e lana. Letizia era così dolce, così riservata, così timida, e quando Gennaro la notò capì che si trovava di fronte a una donna particolarmente affascinante. Gennaro, nato a Ischia il 16 maggio del 1935, anche lui tanto bello con due occhi di un colore incredibile, aveva studiato al nautico di Procida da Capitano di macchina, e gli piaceva tanto quel lavoro fatto per anni con passione. Gennaro e Letizia si fidanzarono ed erano una coppia che si faceva notare per bellezza e signorilità. Si sposarono il 28 ottobre del 1961 nella chiesa di Portosalvo, e andarono a vivere nel palazzo a Via Alfredo De Luca dove vivevano anche i genitori di Letizia. Rimasero in quella casa per 25 anni fino a che comprarono a San Ciro due appartamenti di proprietà e vi si trasferirono. Dopo sposati, Gennaro fu chiamato per l’imbarco e a quei tempi gli imbarchi erano lunghi anche più di 8 mesi e fino a un anno.

Molti conoscevano i figli quando erano nati già da alcuni mesi. Cosi successe a Gennaro che vide per la prima volta suo figlio Paolo, quando aveva tre mesi. Eppure a ogni sbarco Gennaro arrivava carico di giocattoli e cose belle per i figli. Quegli uomini che scelsero di fare una vita in mezzo al mare, ebbero mogli in gamba. E così fu Letizia che da sola riuscì a essere dolce e severa allo stesso tempo, crescendo due bravi figli Paolo e Sabrina, che di lei conservano il ricordo di una mamma tenera e sempre presente. A quei tempi le mogli di uomini imbarcati per lunghi imbarchi, erano speciali da ogni punto di vista. Gennaro che veniva da una famiglia numerosa e conosciuta, amò tanto il suo lavoro e se penso a loro due, rivedo Gennaro portare sotto braccio Letizia quando sbarcava dopo mesi, e io mi incantavo a guardarli, mentre lei mi salutava in modo affettuoso che non dimentico e Gennaro mi sorrideva. Letizia era una donna dedicata alla casa e alla famiglia e trovava il tempo per il lavoro a maglia e faceva cose bellissime per i suoi figli. Lei aveva lavorato come primo lavoro dalla sarta Rita Amalfitano, e sapeva anche cucire, come si diceva a quei tempi, Letizia aveva le mani d’oro. Per anni Gennaro navigò e quando finalmente andò in pensione, amava fare passeggiate o andare a trovare fratelli e sorelle al Bar di loro proprietà, ma spesso come ho già detto, si vedevano Gennaro e Letizia passeggiare insieme felici di poco, di prendere quel poco d’aria come facevano tante coppie a quei tempi, per poi una volta a casa, riprendere le abitudini di sempre. Letizia era circondata d’affetto da sorelle e fratello sempre presenti così come Gennaro.Sono stata contenta di ricordare questa coppia a cui ero legata da un dolce affetto, e che è stata una coppia solida e innamorata fino alla fine. Ringrazio Regina Di Meglio per aver collaborato con me.

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