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Ricostruzione, i sindaci: «L’ordinanza è un buon punto di partenza»

Gb Castagna e Giacomo Pascale hanno accolto con favore il provvedimento emesso dal commissario per la ricostruzione Schilardi: «Si tratta di un testo condiviso e nato dopo numerosi confronti»

Un provvedimento nato da un continuo e costante confronto tra il Commissario straordinario per la ricostruzione con i sindaci dell’isola. Così è nata l’ordinanza sulla ricostruzione cosiddetta pesante pubblicata lunedì. Un’ordinanza che potremmo definire ‘partecipata’. A confermarcelo anche i sindaci di Lacco Ameno e Casamicciola. “Mi ritengo soddisfatto del metodo di lavoro.

Il commissario straordinario Carlo Schilardi non ha mai imposto nulla. Anche per la redazione di questa ordinanza sono stati coinvolti i sindaci e gli uffici tecnici”, ha detto Giacomo Pascale. Stesse impressioni anche per il primo cittadino di Casamicciola Giovan Battista Castagna. “Si tratta di un testo valido e condiviso. Dobbiamo ricordare, infatti, come tra il testo originale proposto come bozza e quello approvato ci siano delle importanti modifiche. Questo è un segno di quanto il commissario straordinario Schilardi abbia ascoltato ed accolto le istanze del territorio”. Castagna è soddisfatto dell’ordinanza “perché si può cominciare a ricostruire”. “Ovviamente – sottolinea – questo provvedimento non rappresenta una panacea ma è un primo step importante per la ricostruzione”. Dal testo iniziale dell’ordinanza che ricalcava quella prodotta per il sisma del centro Italia a quello approvato, numerose sono le modifiche. “Abbiamo recepito le indicazioni che ci ha fornito lo studio sulla microzonazione – incalza Castagna – e non solo. Il testo prende anche in esame il Pai – Piano assetto idrogeologico – e l’amplificazione sismica.

Tutti aspetti fondamentali”. Rispetto alla bozza iniziale del provvedimento sono anche altri gli aspetti presi in considerazione. “Abbiamo sottoposto la possibilità di prevedere una variazione di poter consorziarsi in aggregato edilizio. In pratica chi abita nello stesso stabile – spiega Castagna – può consorziarsi per i lavori”. Quella del consorzio edilizio adesso rappresenta “una possibilità e non più un obbligo, come invece era stato previsto nella fase iniziale. Ma per chi si consorzia ci sono degli incentivi dal punto di vista economico”. E sempre a proposito di incentivi economici “abbiamo fatto sì che venissero calcolati dei costi parametrici. Non si può ignorare che siamo su un’isola e che tra l’altro c’è un vincolo paesaggistico”. Più cauto, invece, Giacomo Pascale che parla dell’ordinanza come “un primo importante passo verso la ricostruzione”. “È tanto – sottolinea – ma non è tutto e soprattutto dobbiamo ben tener presente che non è lo strumento ‘madre’ per la ricostruzione. C’è ancora tanto da lavorare”. L’ordinanza così come adottata, infatti, non riguarda tutti coloro che hanno visto danneggiati i propri immobili dal sisma che ha colpito Casamicciola e Lacco Ameno il 21 agosto 2017. “In ogni caso questo provvedimento rappresenta un valido punto di partenza per la ricostruzione”, conferma Pascale che sottolinea come sia “arrivato il momento della ricostruzione pesante solo per alcuni. La ricostruzione può partire immediatamente solo per chi è proprietario di immobili legittimi”. E non poteva essere altrimenti dato che l’ordinanza è stata emessa sulla falsariga di quanto prevede la norma cornice ovvero la legge 130.

Quello relativo agli immobili terremotati sottoposti a condono, quindi, resta un problema irrisolto. L’ordinanza, infatti è chiara. Al terzo comma del primo articolo recita: “Ai sensi dell’art. 25 comma 3 del D.L. 109/2018 il procedimento per la concessione dei contributi di cui al presente capo, in caso di immobili edificati abusivamente è sospeso nelle more dell’esame delle istanze di condono e la loro erogazione è subordinata all’accoglimento di dette istanze. Il contributo comunque non spetta, allo stato, per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono”. E come evidenzia il sindaco di Lacco Ameno si tratta di “Un problema per il quale dobbiamo lavorare anche politicamente in modo che, una volta legittimato, l’immobile possa acquisire lo stesso status del legittimo”. Giacomo Pascale vede il bicchiere mezzo pieno. “Continuo a pensare che il testo nella sua interezza vada a risolvere qualche problema, ma non tutti. Non riesco ad immaginare una ricostruzione senza un piano. E proprio per questo a breve daremo vita al Puc – piano urbanistico comunale – partendo proprio dalla zona ammalorata dal sisma”.  “Anche perché – conclude Pascale – non possiamo immaginare di ricostruire tutto ciò così com’era”.

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