CRONACA

Ricostruzione, risultati sotto gli occhi di tutti: perché fermarsi ora?

La ricostruzione a Ischia ha finalmente prodotto risultati concreti grazie al metodo e alla continuità garantiti dal Commissario Giovanni Legnini. L’incertezza sul dopo 2025, però, rischia di interrompere un percorso che stava funzionando, in un momento in cui l’isola non può permettersi passi indietro.

di Antonio Iacono

Nel delicato e complesso processo di ricostruzione post-sisma e post-frana sull’isola d’Ischia, l’azione del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, On. Avv. Giovanni Legnini, si è rivelato un elemento di stabilità, concretezza e lungimiranza istituzionale. Incaricato dal Governo italiano di guidare la rinascita dell’isola dopo le tragedie del 21 agosto 2017 e del 26 novembre 2022, Legnini ha saputo imprimere un’accelerazione significativa a un percorso che, fino a pochi anni fa, versava in una fase di forte incertezza operativa.

Sin dall’inizio del suo mandato, Legnini ha adottato un metodo di lavoro fondato su programmazione, dialogo istituzionale e semplificazione delle procedure burocratiche. La nomina avvenuta nel gennaio 2022, successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2025, ha garantito continuità e coerenza all’intero percorso di ricostruzione, scongiurando il rischio di frammentazione delle competenze che spesso accompagna interventi complessi di questa portata.

Elemento centrale dell’azione commissariale è stato il confronto costante con i Comuni, la Regione Campania, le associazioni di categoria e i cittadini, con l’obiettivo di calibrare strumenti normativi e misure di sostegno sulle reali esigenze del territorio.

Tra i risultati più significativi si registrano i contributi destinati a famiglie e proprietari di immobili danneggiati. Decine di decreti hanno autorizzato cantieri di ricostruzione privata con stanziamenti che raggiungono decine di milioni di euro, sostenendo centinaia di unità abitative su tutto il territorio isolano.

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Sul piano economico, l’azione del Commissario si è tradotta anche in misure di ristoro per le imprese colpite, consentendo l’accesso a contributi per la riduzione del fatturato causata dagli eventi calamitosi e dalla lunga fase dei cantieri. Un intervento decisivo per la tenuta del tessuto produttivo locale, già fortemente provato.

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Piano della Ricostruzione operativo e condiviso

Un passaggio cruciale della gestione Legnini è stata la pubblicazione del Piano della Ricostruzione dell’isola d’Ischia, strumento urbanistico-paesaggistico e operativo che definisce regole, priorità e obiettivi per una ricostruzione coordinata e sostenibile. La piena operatività del Piano, frutto di un intenso lavoro di confronto con cittadini, tecnici e istituzioni, rappresenta una pietra miliare per garantire trasparenza, equità e sviluppo futuro.

Lo stesso Legnini ha più volte definito il Piano come “uno spartiacque decisivo nel processo di ricostruzione post-sisma e post-frana”, capace di offrire regole chiare e sostenibili tanto per la ricostruzione pubblica quanto per quella privata, in un contesto territoriale particolarmente delicato come quello ischitano.

Accanto a decreti e ordinanze, l’azione del Commissario si è distinta per la capacità di aprire Ischia a partnership internazionali strategiche. L’accordo con la Banca Europea per gli Investimenti (EIB), che prevede oltre un miliardo di euro tra finanziamenti e assistenza tecnica, pone le basi per una ricostruzione non solo più rapida, ma anche sostenibile e resiliente alle sfide climatiche future.

Una collaborazione che rafforza la capacità finanziaria dell’intervento e introduce una visione orientata alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla sostenibilità ambientale, oggi imprescindibili in qualsiasi progetto di rigenerazione territoriale.

Prossimi obiettivi: sicurezza, qualità e sviluppo

La comunità ischitana guarda ora con fiducia ai prossimi passaggi: l’avanzamento dei cantieri, la riqualificazione degli spazi urbani e l’affermazione di criteri sempre più stringenti di sicurezza e qualità per le nuove costruzioni.

L’azione di Legnini, pur in un contesto complesso e non privo di difficoltà, rappresenta una prova concreta di capacità istituzionale, dialogo con i territori e visione progettuale. Una ricostruzione che va oltre la semplice riparazione dei danni e si configura come un vero progetto di rinascita urbana, sociale ed economica per l’intera isola d’Ischia.

L’ombra del 2026 e una scelta politica che lascia perplessi

A rendere il quadro più amaro è però una decisione che rischia di interrompere bruscamente questo percorso: Giovanni Legnini non è stato ancora confermato Commissario per il 2026. Una scelta che appare quantomeno incomprensibile alla luce dei risultati raggiunti, della complessità ancora irrisolta della ricostruzione e della necessità di continuità amministrativa in una fase tutt’altro che conclusa.

Si tratta di una decisione interamente politica, assunta dal Governo senza che si registrino prese di posizione significative da parte delle istituzioni territoriali. In particolare, pesa il silenzio del neo Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che non risulta aver promosso iniziative concrete né per difendere una governance che stava producendo risultati, né per impostare una transizione credibile.

Analoga assenza di iniziativa si registra da parte del Presidente della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, che avrebbe potuto – e dovuto – esercitare un ruolo di raccordo istituzionale a tutela di un territorio ancora fragile e segnato da ferite profonde.

In un contesto come quello ischitano, dove ogni ritardo si traduce in famiglie ancora fuori casa, imprese in difficoltà e comunità sospese, interrompere un’esperienza commissariale efficace senza una visione alternativa chiara appare una scelta grave, destinata a mettere a rischio quanto di buono è stato costruito.

La ricostruzione di Ischia non è un dossier amministrativo qualsiasi: è una questione di giustizia territoriale, sicurezza e futuro. E lasciare senza continuità una guida che ha dimostrato capacità, metodo e risultati è una responsabilità che la politica, prima o poi, dovrà spiegare ai cittadini dell’isola.

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