Fondi per la ricostruzione, il Comitato chiede verifiche
Una nota indirizzata al commissario straordinario Marcello Feola sollecita verifiche sugli interventi già finanziati nell’ambito della ricostruzione post-sisma e post-alluvione: chiesto in particolare l’accertamento del nesso causale tra opere finanziate ed eventi calamitosi del 2017 e del 2022. Nella lettera si invocano trasparenza, revisione del piano degli interventi e pubblicazione dei dati relativi ai finanziamenti

Nel pieno della fase di ricostruzione che interessa Casamicciola Terme e l’isola d’Ischia dopo il terremoto del 2017 e la frana del 26 novembre 2022, il Comitato di Casamicciola Terme per la Salvaguardia e Tutela della Salute e dell’Ambiente ha trasmesso una lunga nota istituzionale al commissario straordinario alla ricostruzione e all’emergenza, l’avvocato Marcello Feola. Il documento, firmato dal presidente del Comitato, l’avvocato Agostino Iacono, prende le mosse da recenti dichiarazioni rese dal commissario, nelle quali Feola avrebbe affermato che alcune opere non sarebbero state finanziate perché non direttamente connesse al sisma del 2017 o all’alluvione del 2022. Da quelle dichiarazioni il Comitato fa discendere la richiesta di una revisione complessiva degli interventi finanziati e programmati, con particolare attenzione al cosiddetto “nesso causale” tra evento calamitoso e opere pubbliche finanziate. Nella parte introduttiva della nota vengono richiamati diversi riferimenti normativi. Il Comitato cita l’articolo 17 del decreto-legge 109 del 2018, che disciplina la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del 21 agosto 2017 e attribuisce al commissario straordinario il compito di assicurare una ricostruzione “unitaria e omogenea”. Viene poi richiamato l’articolo 18 dello stesso decreto, relativo alle funzioni del commissario, comprese la ricognizione dei danni, il coordinamento degli interventi pubblici e privati e la gestione delle misure di assistenza.
La nota ricostruisce anche il quadro successivo all’alluvione del novembre 2022, ricordando l’ordinanza della Protezione civile che ha attribuito allo stesso commissario post-sisma le funzioni relative agli interventi urgenti conseguenti agli eventi meteorologici eccezionali. Il documento evidenzia inoltre il raccordo normativo tra ricostruzione post-sisma e interventi di mitigazione del rischio idrogeologico introdotto dal decreto-legge 186 del 2022. Dopo il richiamo delle norme, il Comitato entra nel merito delle richieste rivolte alla struttura commissariale. La prima riguarda proprio le dichiarazioni pubbliche del commissario Feola. Secondo il Comitato, quelle parole “evidenziano la necessità di riportare la spesa pubblica entro i confini del nesso causale”, evitando “dispersioni e distorsioni” e garantendo che “le risorse siano destinate prioritariamente alla sicurezza delle persone e alla ricostruzione delle abitazioni”. Nella nota si sostiene che, qualora emergessero irregolarità o utilizzi impropri delle risorse pubbliche, dovrebbero essere adottati “non solo i provvedimenti amministrativi di competenza”, ma anche eventuali segnalazioni agli organi amministrativi, contabili e giudiziari. Uno dei punti centrali del documento riguarda la richiesta di una verifica puntuale degli interventi già finanziati. Il Comitato chiede di accertare “la sussistenza del nesso causale con sisma 2017 o alluvione 2022” e di verificare eventuali “presupposti di illegittimità”, tra cui “assenza di danno documentato”, “classificazione impropria dell’intervento” e “utilizzo di fondi per opere non ammissibili”.
Richiamate anche le recenti dichiarazioni del commissario sulla necessità di non finanziare opere prive dei requisiti di ammissibilità. Il documento insiste sulla priorità da assegnare alla ricostruzione delle abitazioni e alla messa in sicurezza del territorio
La nota aggiunge che, in presenza di anomalie o illegittimità, dovrebbero essere disposte “sospensione o revoca del finanziamento”. Il Comitato mette poi in relazione il rigore richiesto ai cittadini con quello che, a suo giudizio, dovrebbe essere applicato anche agli interventi pubblici. Nel testo si legge infatti che “lo stesso principio di legalità e coerenza deve valere anche per gli interventi pubblici, affinché non vi siano doppi standard”. Ampio spazio viene dedicato anche alle difficoltà economiche e amministrative vissute dai cittadini colpiti dagli eventi calamitosi. Il documento elenca una serie di misure che, secondo il Comitato, non sarebbero state attivate: esenzioni Imu per gli immobili inagibili, agevolazioni sui mutui, misure economiche analoghe a quelle adottate in altri territori terremotati, istituzione della zona franca, indennizzi per le famiglie delle vittime e copertura dei costi delle demolizioni e delle pratiche di condono. In questo passaggio la nota sottolinea che “a fronte di tutto ciò, emergono invece finanziamenti destinati a opere prive di nesso causale con il sisma del 2017 e l’alluvione del 2022”. Una situazione che il Comitato definisce “non ammissibile né compatibile con i principi di legalità, equità e corretta destinazione delle risorse pubbliche”. Nel documento viene poi chiesta una “riconsiderazione complessiva del piano degli interventi”, attraverso l’eliminazione o la riclassificazione delle opere ritenute non connesse agli eventi calamitosi. Tra le priorità indicate figurano “ricostruzione delle abitazioni”, “messa in sicurezza dei versanti” e “ripristino delle infrastrutture realmente danneggiate”.
Il Comitato richiama anche il tema dell’organizzazione amministrativa e del lavoro degli uffici tecnici. Secondo la nota, l’istruttoria di opere considerate non pertinenti comporterebbe un aggravio per le strutture amministrative, con conseguente rallentamento delle pratiche ritenute prioritarie. Nel testo si parla di “impegno di personale su pratiche che non dovrebbero essere ammesse”, “rallentamento delle istruttorie urgenti” e “dilatazione dei tempi di risposta ai cittadini”. Tra le richieste finali compare anche quella relativa alla trasparenza. Il Comitato propone la pubblicazione di un “cruscotto aggiornato e sintetico” contenente elenco degli interventi, stato di avanzamento, importi, CUP e motivazione del nesso causale. Viene inoltre chiesto che siano indicati anche gli eventuali interventi che, “secondo la nuova linea commissariale, eventualmente non sarebbero oggi ammissibili”. Nella parte conclusiva, il Comitato sintetizza le richieste rivolte al commissario straordinario: verifica degli interventi già finanziati, eventuale adozione di provvedimenti di sospensione o revoca, revisione del piano complessivo delle opere, priorità alla ricostruzione delle abitazioni e alla sicurezza del territorio, riduzione della dispersione di risorse amministrative e maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Il documento si chiude con la disponibilità del Comitato ad aprire un confronto con la struttura commissariale “per condividere criteri, metodi e tempistiche della verifica ed eventuale revisione”.






