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Ricostruzione, primo contatto tra Regione e Comune di Casamicciola

Ieri la riunione introduttiva tra l’assessore regionale Discepolo e gli esponenti dell’amministrazione comunale: varato un calendario di appuntamenti per giungere all’auspicata pianificazione post sisma

Un primo approccio ma a giorni si entrerà già nel vivo. Ieri mattina si è svolta la prima riunione, in video conferenza, tra esponenti dell’amministrazione comunale di Casamicciola e l’assessore regionale alla pianificazione dottor Discepolo, per avviare il discorso relativo alla pianificazione della ricostruzione post sisma. Come è noto, spetta infatti alla regione regolare, tramite un piano di ricostruzione, la riparazione e il ripristino degli immobili danneggiati dal terremoto del 21 agosto 2017, oltre alla riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori interessati. Alla riunione erano presenti il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, il presidente del Consiglio comunale Nunzia Piro, gli assessori Fenina e Stani Senese, e la consigliera Angela Di Iorio. Naturalmente quello di ieri è stato un primo approccio, ma ha già prodotto un calendario di appuntamenti: già la prossima settimana si terrà una nuova riunione. L’imperativo è uno solo: fare presto. Ormai sono passati quasi quattro anni dal drammatico sisma, e la popolazione ha bisogno di risposte, chiare e celeri. Inoltre la pianificazione a guida regionale va ad intrecciarsi con il processo di approvazione del Piano urbanistico comunale: come si ricorderà, il Comune termale ha già approvato il preliminare del Puc in anticipo sul termine ultimo, e l’iter dovrebbe continuare senza intoppi per consentire all’ente la definitiva approvazione entro fine anno. Non solo: il piano di ricostruzione dovrà integrarsi anche con le varianti in preparazione al Piano paesaggistico.

Ci sarà da considerare anche i piani di trasformazione urbana e di delocalizzazione già contemplati dalla legge di ricostruzione 130/2018, la quale proprio all’articolo 24 bis recita tra l’altro che «il piano di ricostruzione per i beni paesaggistici di cui all’articolo 136 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, se conforme alle previsioni e alle prescrizioni degli articoli 135 e 143 del medesimo codice e approvato previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ai sensi dell’articolo 143, comma 2, dello stesso codice, ha anche valore di piano paesaggistico per i territori interessati; in tale caso gli interventi conformi al piano di ricostruzione sono comunque sottoposti al parere obbligatorio e vincolante del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo». Inoltre, «le aree di sedime degli immobili non ricostruibili in sito, a seguito della concessione del contributo di ricostruzione, sono acquisite di diritto al patrimonio comunale con vincolo di destinazione ad uso pubblico per la dotazione di spazi pubblici in base agli standard urbanistici e per interventi di riqualificazione urbana in conformità alle previsioni del piano di ricostruzione».

Come alcuni ricorderanno, anche il Commissariato alla ricostruzione guidato dal prefetto Schilardi attende la pianificazione regionale. Il Commissariato, d’intesa con il Comune di Casamicciola, ha rinnovato la propria disponibilità eseguire appositi sopralluoghi per i casi specifici via via segnalati, allo scopo di stabilire se gli immobili in parola siano ricostruibili sul posto o in subordine se siano anche solo presumibilmente da delocalizzare. Nel secondo caso, appunto, si dovrà aspettare il completamento dei lavori di pianificazione da parte degli uffici incaricati da Regione e Comune. A quel punto l’ordinanza commissariale di delocalizzazione, già prevista in bozza, potrà essere definita e soprattutto divenire efficace, solo dopo che sarà stabilito se e quali aree del territorio non sono più suscettibili di ricostruzioni “in situ”. In ogni caso, come detto, la pianificazione seguirà un calendario a tappe forzate, per arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di uno strumento essenziale per la ricostruzione post sisma.

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