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Ricostruzione, Schilardi convoca la sottocommissione di pianificazione

La riunione, fissata per fine mese a Palazzo Armieri, è finalizzata alle attività istruttorie e alla stesura del documento che sarà sottoposto all’esame della commissione plenaria

Si mette in moto la sotto-commissione tecnica istituita lo scorso febbraio dal commissario alla ricostruzione post sisma Carlo Schilardi. Come si ricorderà, a febbraio venne creata la commissione deputata alla definizione dei criteri da seguirsi in sede pianificatoria per la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori che risultano maggiormente colpiti e nei quali gli interventi necessitano di strumenti urbanistici attuativi di settore, per assicurare in tali aree una ricostruzione unitaria e omogenea.

Proprio in vista della ripresa delle attività ordinarie e per dare esecuzione a quanto previsto nell’ordinanza commissariale n. 10 del 13 febbraio, in attuazione all’art. 17, comma 3, del D.L. 109/2018, è stata convocata una riunione della sotto-commissione, un organismo di supporto diretto ad accelerare i lavori della Commissione. La riunione è fissata per mercoledì 27 maggio alle ore 10,30 presso la sede della struttura commissariale in Via Marina a Napoli, ed è finalizzata alla predisposizione delle indispensabili attività istruttorie e del documento da sottoporre successivamente all’esame della commissione plenaria deliberante.

La sottocommissione lavorerà su vari temi. Da parte sua il Commissario ha immediatamente avviato la programmazione dell’uso delle risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale e, a parte gli interventi di tipo emergenziale ed assistenziale (cioè il completamento degli interventi urgenti avviati dal cessato Commissario delegato arch. Grimaldi, CAS ed assistenza alberghiera, contributi

alle imprese), la linea d’azione programmatica si è divisa in tre filoni: ricostruzione “leggera”, ricostruzione “pesante”, e i Piani specifici per la ricostruzione delle strutture ed infrastrutture pubbliche.

La ricostruzione “leggera” può dirsi ormai ben avviata, mentre quella “pesante” è influenzata da vari elementi, a partire dalla definizione delle numerose pratiche di condono interessanti alcuni degli edifici danneggiati, poi dall’art. 25 del D.L. n. 109/2018 che prevede la finanziabilità delle opere di recupero degli immobili privati, ma ne esclude la parte abusiva in ampliamento, anche se essa è stata oggetto di condono oneroso. Altro elemento da dover tenere in considerazione è l’introduzione dell’art. 24 bis nel D.L. n. 109/2018, avvenuta per effetto della legge n. 156/2019 di conversione del D.L. n.123/2019 (art. 9 – septiesdecies), il quale prevede al comma 1 che “la riparazione e la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 nonché la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori interessati sono regolate da un piano di ricostruzione redatto dalla Regione Campania”.

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Fra l’altro, l’attività di ricostruzione per le zone e gli immobili per i quali essa è possibile procedono in modo soddisfacente visto che al momento i comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, hanno rilasciato e stanno esaminando un buon numero di sanatorie edilizie e di concessioni a costruire, in aree dove, appunto, non occorre alcuna pianificazione, applicando le conoscenze

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acquisite con la microzonazione di terzo livello e i criteri e le cautele indicati nelle

ordinanze commissariali fin qui emanate, e di quella n. 7 in particolare.

Ancora in tema di “condono”, finora sono arrivati numerosi pareri prevalentemente positivi

sugli aspetti paesaggistici delle istanze di sanatoria, che stanno pervenendo ai Comuni

dalla Sovrintendenza di Napoli e provincia e di molti altri in corso di istruttoria.

Tornando all’attività pianificatoria, la Commissione dovrà rispettare una serie di criteri, che non potranno non tener conto che qualsiasi pianificazione urbanistica o edilizia, in particolar modo di tipo attuativo come lo è un piano di ricostruzione, richiede tempi di definizione considerevoli; è evidente che subordinare quota parte della ricostruzione ad essa, significherebbe il blocco di quest’ultima e l’allungamento a tempo indeterminato delle costose misure assistenziali agli sfollati, oltre che un profondo senso di delusione di quest’ultimi, in buona parte desiderosi di poter rientrare nelle proprie abitazioni. Per tale motivo le perimetrazioni proposte dai Comuni dovranno eventualmente riguardare porzioni limitate del territorio, ove è effettivamente indispensabile operare una riqualificazione urbanistica ed eventuali interventi di

delocalizzazione e trasformazione urbana.

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