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CRONACA

Ricostruzione “veloce”, intesa tra Schilardi e i sindaci del cratere

Ieri l’incontro presso la struttura commissariale: sulla falsariga dell’Italia centrale, si punta a determinare le aree che rientreranno nella pianificazione redatta dalla Regione e le zone dove ci si può avvalere dei provvedimenti già emessi, a partire dall’ordinanza per i “danni pesanti”

Nuova riunione per il piano di ricostruzione post-sisma. A Napoli, negli uffici della struttura commissariale guidata dall’ex prefetto Carlo Schilardi, si è svolto un incontro ieri mattina, al quale hanno partecipato i sindaci Giovan Battista Castagna e Francesco Del Deo, il commissario prefettizio di Lacco Ameno Ida Carbone, e alcuni esponenti dei rispettivi uffici tecnici. Sul tavolo, l’idea del Commissario Schilardi per il piano di ricostruzione.

Si pensa ad applicare alle zone cratere anche la norma che consente al tecnico di asseverare l’assenza di profili di illegittimità del fabbricato oggetto dell’intervento

Per quanto concerne quest’ultimo, l’articolo 24 bis del decreto legge 109/2018 stabilisce che “la riparazione e la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 nonché la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori interessati sono regolate da un piano di ricostruzione redatto dalla regione Campania”. La proposta del commissario contempla una sorta di “stralcio” per coloro che potrebbero già adesso ricostruire dopo aver percepito il contributo grazie all’ordinanza commissariale relativa ai cosiddetti “danni pesanti”. In pratica, tali casi “uscirebbero” dalla pianificazione: si tratterebbe anche di aree, ad esempio come Piazza Marina, ormai definite a livello urbanistico per le quali non si parlerebbe di delocalizzazione o di demolizione e ricostruzione.

Tuttavia, il sindaco Castagna ha fatto notare che comunque l’inclusione nella pianificazione urbanistica ha i suoi vantaggi, tra cui anche quello che vede la presenza costante della Soprintendenza al tavolo di pianificazione, con le certezze che ne derivano in merito al via libera dal punto di vista paesaggistico. Vantaggi che secondo il primo cittadino devono essere goduti anche da coloro che ricostruiscono tramite l’ordinanza per i “danni pesanti”. In sostanza, si cerca di far sì che le tempistiche siano accelerate in entrambi i casi, cioè per le aree che rientrano nella pianificazione ambientale e urbanistica guidata dalla Regione, e per gli immobili che non rientrano in tale piano. Il fattore-tempo è importante, e sia il Commissario sia le amministrazioni locali vogliono quanto prima innescare concretamente la ricostruzione, a quasi tre anni dal sisma che mise a durissima prova l’isola d’Ischia. Coloro che beneficiano dei contributi per la ricostruzione “pesante”, ai sensi dell’ordinanza n.7, potranno beneficiare dell’esecuzione in deroga agli strumenti paesaggistici e urbanistici, quindi la velocizzazione è considerato un fattore fondamentale.

Sul tavolo, l’esempio delle ordinanze n.100 e n.101 del 2020, l’una relativa alla “semplificazione ed accelerazione della ricostruzione privata, definizione dei limiti di importo e delle modalità procedimentali per la presentazione delle domande di contributo”, e l’altra che individua i “Comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016 ai sensi dell’art. 3 bis del decreto legge 123 del 2016”. Entrambe le ordinanze riguardano infatti le emergenze sismiche dell’Italia Centrale, e sono prese a modello per agire anche sul territorio isolano. Volendo semplificare al massimo, si cerca di seguire la falsariga di tali provvedimenti per la ricostruzione isolana: in Italia Centrale si è proceduto a distinguere tra i Comuni più pesantemente colpiti e che necessitano della pianificazione, e gli altri. Questi ultimi vengono espunti dalla pianificazione. Similmente, tale divisione dovrebbe essere applicata anche all’isola, ovviamente non in base ai Comuni ma alle zone, visto che non si parla di una macro-area come l’Italia centrale, ma di un fenomeno fortunatamente molto più circoscritto.

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Fra l’altro, uno dei passaggi che si vuole applicare anche alla ricostruzione isolana, è quello relativo alla previsione dell’articolo 4 dell’ordinanza n.100 del 2020. Anche il sindaco Castagna ha infatti osservato che tale previsione potrebbe essere molto utile per il caso isolano. Si tratta della possibilità di asseverazione da parte del tecnico assunto dal cittadino. Il professionista infatti, in base a tale norma, può asseverare che l’immobile non presenta profili di illegittimità. Si tratta di una misura escogitata per facilitare il compito agli uffici tecnici relativamente alla difficoltà di reperire documentazione per determinati immobili. Il tecnico sotto la propria responsabilità può asseverare che l’intervento in questione deve essere eseguito, sul modello della super-Scia. Entra quindi nel vivo la fase di pianificazione, e il Commissario Schilardi è parso determinato nel voler quanto prima mettere mano alla reale fase di ricostruzione generale.

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