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Riecco Curcio, visita ai luoghi della frana: «Al via la seconda fase»

Il capo della Protezione Civile è giunto in elicottero a Casamicciola e ha incontrato la struttura commissariale prima di tornare nell’area del Celario. Poi dal Capricho ha partecipato da remoto alla seduta del CCS incontrando però anche i giornalisti

E’ atterrato a Casamicciola pochi minuti prima delle 15.30. Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, è giunto sull’isola nuovamente ieri pomeriggio per fare un punto sullo stato dell’arte di una serie di attività. Curcio si è subito portato a Palazzo Reale, a porto d’Ischia, dove insiste la sede della struttura commissariale, per un incontro con Giovanni Legnini e gli altri addetti ai lavori. Focus ovviamente sul post frana del Celario, con il responsabile della Protezione Civile che ha nuovamente visitato i luoghi oggetto della frana dello scorso 26 novembre. Poi ha fatto tappa nella cittadina termale per partecipare da remoto (insieme ai sindaci ed al commissario straordinario Simonetta Calcaterra) alla riunione del CCS in programma a Napoli in Prefettura. Prima, però, accompagnato sempre da Legnini, Curcio non si è sottratto alle domande dei giornalisti rilasciando alcune dichiarazioni e dando una serie di indicazioni. Una, su tutte, che in questi giorni rappresenta quasi un mantra: la sicurezza viene prima di tutto e su questo non si deroga.

«E’ inverno, il maltempo sarà frequente: lo studio che stiamo facendo serve a capire tutto delle fragilità per riuscire a mettere a punto le necessarie attività preventive. Non è bello rimanere fuori casa, ma la sicurezza rimane la nostra priorità»

“Siamo qui dal primo momento, a prescindere dalla mia presenza fisica oggi (ieri per chi legge, ndr): non ci siamo fermati un secondo, stiamo mettendo in fila le priorità che a voi sono già note. Abbiamo rivisto insieme i percorsi, a breve arriverà la seconda ordinanza. Dobbiamo rendere più celeri le procedure per avere il quadro delle procedure: il problema non è certo l’agibilità del singolo edificio, quanto piuttosto quello di un evento importante e che scientificamente ha bisogno di essere approfondito. E legato a questo ci sono tutta un’altra serie di argomenti”. Poi aggiunge: “Si è chiusa la prima fase, quella urgente legata alla ricerca dei dispersi, adesso se ne apre un’altra. Adesso bisogna prendere coscienza dello scenario, questo avviene in tutte le attività emergenziali: qui c’è una complicazione, nel senso che quello che è accaduto si inserisce in un quadro di dissesto idrogeologico e di ricostruzione pre esistente. Tutto va dunque inserito in un quadro più complesso. Si stanno allineando le diverse fasi della gestione emergenziale”.

Il discorso poi ricade nuovamente sugli sfollati e nello specifico Fabrizio Curcio si esprime così: “Il nostro obiettivo è fare in fretta ma fare anche bene, perché c’è la tutela delle persone. Vi assicuro che il tema delle risposte da dare al cittadino è prioritario, ma questo tema deve essere messo in linea con quello della sicurezza. Faccio appello alla sensibilità di chi vive fuori casa, so benissimo che è difficile e spesso drammatico vivere questa condizione, siamo esseri umani come gli altri e capiamo cosa vuol dire essere mandati fuori dalla propria abitazione. Abbiamo i migliori tecnici specializzati d’Italia a disposizione dell’isola, lavoriamo con loro che devono dare le risposte a questi fenomeni prima che le istituzioni competenti adottino i provvedimenti del caso”. Gli facciamo notare che nel fine settimana è previsto nuovamente un peggioramento delle condizioni meteorologiche con tutto quello che potenzialmente ne può conseguire, il capo della Protezione Civile risponde così: “Stiamo entrando nel pieno dell’inverno, avremo fenomeni di maltempo che si susseguiranno e la stabilità dei processi è uno dei temi per avere la consapevolezza dei processi da mettere in piedi. E lo studio che stiamo facendo serve proprio a questo, perché ogni evento aumenta il rischio: occorre sapere tutto su questi versanti anche per mettere a punto attività preventive”.

FOTO FRANCO TRANI

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