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Riecco le gustose ciliegie e la loro prima grande raccolta, mangiandole una… tira l’altra. L’ atteso frutto di stagione annuncia l’inizio dell’estate con l’isola che torna a vivere

CANZONI E FILM PER UN FRUTTO ANTICO DI TREMILA ANNI - Un’allegra canzone ispirata alle ciliegie dal nome “Cerasella” cantata da Gloria Christian e Wilma De Angelis e poi anche da Aurelio Fierro, ravvivò il Festival di Napoli del 1957. Dopo due anni, nel 1959 il noto regista Raffaele Matarazzo ne ricavo un film, per l’appunto “Cerasella, interpretato da Claudia Mori, Alessandra Panaro e da Mario Girotti partner di Bud Spencer col nuovo nome d’are Terence Hill in molti film insieme e l’attuale Terence interprete della serie televisiva di Don Matteo. Lucrezia D’Alagno sui ricchi banchetti di Corte che organizzava per gli ospiti del Castello d’Ischia non faceva mai mancare le ciliegie colte nel dirimpettaio Giardino della Torre di Michelangelo ove in origine alloggiavano i D’Avalos e dove nacque la piccola Costanza.

Per le ciliegie, le nostre ciliegie, incomincia alla grande la loro attesa stagione . Nel periodo di maggiore raccolta e consumo che per lo più avviene in questo mese di giugno, si dice che una ciliegia tira l’altra, quando le cogli direttamente dalla pianta e quando le mangi senza tener conto della…conta. Esse vanno raccolte rigorosamente con le mani con guanti e mascherina in questi giorni dove imperversa ancora il Coronavirus anche se in modo abbastanza rallentato e dal quale ci stiamo difendendo con la vaccinazione di massa . Le ciliegie sono belle a vedersi nel loro preminente colore rosso dalle varie sfumature, intense e velate, tanto da diversificare i toni della loro tinta. Abbiamo le ciliegie rosso brillante, rosè, bluastre e nere che a Ischia chiamiamo in gergo contadino “ciliegia mulignana”.

Queste ultime vanno bene per la conservazione sotto spirito o grappa da sfoggiare nei mesi freddi in occasioni speciali in casa in famiglia e con gli ospiti. C’è chi le “ingegna” a Natale facendole fare il paio col vino cotto e col nocillo, nettari ricercati della vecchia dispensa casareccia isolana. In ogni caso diventano così, prelibatezza e ti fanno fare bella figura con gli ospiti. Quali sono i benefici di una bella scorpacciata di ciliegie? Le ciliegie sono un frutto ricco di vitamine. Contengono vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B. Quando incominci a mangiarle non ti fermi più, preso come sei dalla voglia di mangiarne delle altre. Quando poi ti accorgi di aver esagerato ed avverti i primi segni di una insorgente indigestione, ti fermi. Nonostante ciò, sono sicuramente una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. Le ciliegie di norma si raccolgono tra maggio e giugno e resistono fino a tutto luglio. I loro utilizzi alimentari più comuni riguardano la preparazione di marmellate, composte, conserve, sciroppi, liquori, frutta sciroppata, gelati, yogurt e dolci di vario genere.

Naturalmente, sono ottime anche nelle macedonie. Gli utilizzi delle ciliegie vanno oltre l’alimentazione. Sulla pianta di ciliegie è fiorita una ricca serie di miti un po’ in tutto il mondo a cominciare dalla nostra isola. Infatti fra i frutti deliziosi dell’antico Giardino delle Ninfe intorno alla secolare Torre di Michelangelo, spiccavano le ciliegie di vario tipo e colore. Lucrezia D’Alagno sui ricchi banchetti di Corte che organizzava per gli ospiti del Castello d’Ischia non faceva mai mancare le ciliegie colte nel dirimpettaio Giardino della Torre ove alloggiavano i D’Avalos e dove vi nacque la piccola Costanza, figlia di Innico D’Avalos e Laura Sanseverino. Nella mitologia greca era la pianta sacra a Venere e i suoi frutti pare portino fortuna agli innamorati. In Sicilia si dice che le dichiarazioni d’amore fatte sotto un ciliegio saranno sempre fortunate. Le leggende Sassoni raccontano che gli alberi di ciliegio ospitino delle divinità che proteggono i campi. In Finlandia dicono che il colore rosso di questo frutto sia il simbolo del peccato. Nel folklore inglese pare che sognare un albero di ciliegie presagisca sfortuna mentre se ci spostiamo a Oriente in Cina rappresenta la bellezza femminile e il Giappone ne ha fatto il fiore simbolo nazionale fornendo anche una spiegazione per il colore rosa dei suoi fiori: sembra che in origine fossero bianchi ma dopo che i samurai caduti in battaglia vennero sepolti sotto gli alberi di ciliegio i petali divennero rosa a causa del sangue dei valorosi guerrieri; anche i samurai che decidevano di suicidarsi pare scegliessero di farlo proprio sotto questi alberi.

Il ciliegio è un albero i cui usi non sono esclusivamente legati ai frutti che produce, ma si lascia utilizzare anche in altri modi. In falegnameria, il suo legno marrone rossastro è molto apprezzato ed usato per la creazione di mobili, strumenti musicali e svariata oggettistica. Sull’isola d’Ischia, fino agli anni ’70 si contava circa un migliaio di piante di ciliegie di media e grande dimensione. Poi il numero per mancanza di mano contadina è andato sensibilmente calando fino a diventare molto basso. Le piante di ciliegie a Ischia sono oggi poco meno di trecento. Il frutto è appena sufficiente per il fabbisogno privato. In pratica le ciliegie che si vendono dai nostri fruttivendoli provengono dal mercato generale ortofrutticolo di Napoli. La prima coltivazione ufficiale del ciliegio si ebbe circa 3 mila anni fa in Grecia, mentre in Italia si diffuse 400 anni prima di Cristo. Il primo autore che cita questo albero e ci parla della sua presenza in Italia fu Varrone, il quale ne descrisse le tecniche per la coltivazione e le modalità per ottenere le qualità più pregiate. Ma colui che gli dedicò più spazio fu Plinio il Vecchio, parlando degli esatti tempi in cui il ciliegio fece la sua comparsa, le varietà di ciliegie esistenti e le più pregiate, nonché della grande rapidità con cui questo albero si diffuse. Pare infatti che nel giro di 120 anni la sua coltivazione iniziò a essere praticata in tutta Europa.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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