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CRONACAPRIMO PIANO

Riecco l’incubo covid

Don Giuseppe Nicolella positivo al tampone rapido, si attende l’esito di quello molecolare ma nel frattempo cresce la preoccupazione: il prelato in isolamento presso l’abitazione di famiglia con lievi sintomi influenzali

E all’improvviso, dopo un periodo di relativa quiete, riecco riaffiorare sull’isola i fantasmi del covid-19. E’ la conseguenza di due fatti di cronaca che si sono appresi nella giornata di ieri e che hanno innalzato l’asticella della preoccupazione, anche perché soprattutto in un caso il sospetto che il protagonista sia venuto a contatto con tantissime persone è davvero più di una eventualità, anzi è praticamente scontato.

Tutto inizia quando una notizia che già era circolata in ambienti bene informati trova la sua conferma in una nota ufficiale che la Diocesi di Ischia pubblica sui suoi canali social e che tanto chiara quanto telegrafica: “Si comunica che il Rev.do Sac. don Giuseppe Nicolella, Parroco di S. Antonio Abate in Ischia, è risultato positivo al Covid-19 mediante tampone ‘rapido’ agli antigeni. Si attende la conferma del tampone molecolare da parte dell’ASL. Don Giuseppe, al momento, si trova nella casa di famiglia; è in buone condizioni e mostra soltanto lievi sintomi influenzali. Si invitano quanti, nei giorni scorsi, sono stati a stretto contatto con lui a contattare il proprio medico di base. Le chiese sono state chiuse in attesa della sanificazione”. Va sottolineato che il sacerdote aveva anticipato questa comunicazione della Diocesi indirizzando a tutti i suoi contatti un messaggio whatsapp che ribadiva quanto vi abbiamo appena esposto.

Il sacerdote anticipa la notizia ai suoi contatti whatsapp poi nel primo pomeriggio arriva una nota ufficiale della Diocesi che tra l’altro raccomanda: “Si invitano quanti, nei giorni scorsi, sono stati a stretto contatto con lui a contattare il proprio medico di base. Le chiese sono state chiuse in attesa della sanificazione”

E adesso via ad una serie di sottolineature. Partiamo dal presupposto che sarà soltanto il tampone molecolare a stabilire se don Giuseppe è effettivamente positivo al coronavirus o meno, dal momento che l’attendibilità del cosiddetto test rapido è nota a tutti. Ma va in ogni caso rimarcato come lo stato febbrile ed una serie di sintomi costituiscano un “indizio” di quelli decisamente marcati.

Nel frattempo, e bene è stato fatto, le Chiese di Sant’Antonio Abate e di San Domenico sono state chiuse ai fedeli ed alle celebrazioni per effettuare la necessaria sanificazione. Ma c’è un altro problema. A tutti coloro che sono venuti a contatto con il prelato è stato chiesto di contattare il medico di famiglia ed il sospetto è che purtroppo i soggetti che rispondano a tali “requisiti” non sono certamente pochi. Se ci sono dei luoghi che sono stati abbastanza frequentati negli ultimi giorni (e dobbiamo ribadire, in alcuni casi, oltre il lecito, anche a rischio di alzare qualche polverone come accaduto lo scorso anno) di certo sono state proprio le Chiese, viste le celebrazioni e le funzioni religiose legate alle varie ricorrenze. Da un anno all’altro, insomma, c’è il rischio di ripetere la scena di un film già visto. Era l’alba dell’incubo coronavirus, quando una Santa Messa che si svolse presso la Chiesa di San Domenico, alla presenza del “pubblico delle grandi occasioni”, destò molte perplessità e polemiche ma anche la reazione stizzita del sacerdote che non gradì affatto il tam tam mediatico e social su quell’assembramento in nome della Fede. Ma allo stato dell’arte, a parte queste reminiscenze da covid, non resta che sperare che i contatti tra don Giuseppe Nicolella ed i fedeli siano stati ridotti al minimo e magari che l’esito del tampone sia negativo, che ad ogni buon conto in questo momento sarebbe davvero il massimo.

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Nella settimana pasquale sono state diverse le celebrazioni religiose officiate dal prelato ed è anche per questo che è scattato l’allarme. Nel frattempo, a scopo precauzionale, le Chiese di Sant’Antonio Abate e di San Domenico sono state chiuse ai fedeli per poter procedere ad una accurata sanificazione degli ambienti. E il sindaco Ferrandino stoppa la ripresa della didattica in presenza fino a sabato

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Intanto a partire dal tardo pomeriggio di ieri anche in molte chat di gruppo che ospitano genitori degli studenti sono state inoltrate una serie di comunicazioni con cui si raccomandano i genitori degli alunni potenzialmente contagiosi (perché evidentemente venuti a contatto con Nicolella) di evitare di mandare i propri figli a scuola in attesa “di tutti gli accertamenti di routine”. Insomma, non proprio il miglior viatico per rimettere in moto una giostra arrugginita da tempo. Anche perché in serata arriva anche l’ordinanza del sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino, che per motivi precauzionali decide di sospendere la ripresa dell’attività didattica in presenza fino a tutta la giornata di sabato compresa.

Nell’attesa di capire qual è (o meglio, quale sarà) lo stato dell’arte, nella giornata di ieri non ha riaperto i battenti nemmeno l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate ubicato a Ischia in via Leonardo Mazzella. E’ stata infatti disposta la sanificazione dei locali con la chiusura per un periodo di tre giorni dopo che si è appreso della sospetta positività (anche in questo caso sarebbe da confermare col tampone molecolare) di un dipendente dell’ufficio, che si trova temporaneamente in isolamento presso il proprio domicilio con alcuni lievi sintomi tipici del coronavirus. In questo quadro chi ha motivi per sorridere è Dino Ambrosino, sindaco di Procida, che proprio ieri in una nota ha comunicato: “I dati aggiornati sulla piattaforma regionale e-covid dimostrano che la situazione coronavirus a Procida è in ulteriore miglioramento. Le cautele che ogni cittadino sta rispettando,  insieme con l’opportunità di mantenere aperti gli ambienti,  portano alla dispersione del virus. Intanto l’ASL si sta organizzando per garantire la vaccinazione di massa sulle isole.

A Ischia chiude per tre giorni anche l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, a causa della sospetta positività di un dipendente. Le note liete arrivano invece dalla vicina isola di Procida, dove il sindaco Dino Ambrosino annuncia: ““I dati aggiornati sulla piattaforma regionale e-covid dimostrano che la situazione coronavirus a Procida è in ulteriore miglioramento”

È attivo il link per la registrazione dei residenti dove per accedere è sufficiente il codice fiscale e il numero di tessera sanitaria. Chi già si è registrato,  non deve ripetere l’operazione.  
L’ordine di convocazione sarà stabilito insieme con l’ASL e sarà data ampia comunicazione dei giorni prescelti”.

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Carlo

Le chiese aperte a battere cassa e i parrucchieri chiusi a fare la fame.

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