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IL RIEPILOGO – Fittava case “fantasma” a Ischia, finisce a Poggioreale

In tanti, è proprio il caso di dire, sono caduti nella rete. Che non è quella che si intende nel senso letterale del termine, quanto piuttosto il mondo sconfinato di internet, che offre mille opportunità ma che inevitabilmente finisce anche col nascondere una valanga di insidie. E nonostante ormai certi fatti siano diventati all’ordine del giorno, è sorprendente come non manchino mai gli ingenui di turno che continuano a cadere nella rete senza riuscire ad adottare quel pizzico di necessaria prudenza. Insomma, il mito di Totò e Nino Taranto e delle loro proverbiali truffe sembra rivivere come per incanto, anche se in una versione evidentemente 2.0. Nel mirino delle forze dell’ordine, questa volta, è finito un soggetto originario della terraferma, che ideando una truffa ha preso come epicentro la nostra isola. E, come vedremo, era pure in buona compagnia. I carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Andrea Centrella e coordinati dal luogotenente Michele Cimmino, in collaborazione con i militari delle Compagnie di Napoli Vomero e Giugliano in Campania, hanno notificato nella prima mattinata di ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (emessa dal gip del Tribunale di Napoli) al trentottenne giuglianese Paolo Allotti, ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata. Contestualmente, i militari dell’Arma hanno notificato anche otto avvisi di garanzia per il reato di truffa aggravata in concorso nei confronti di altre sette persone, sempre residenti nel napoletano. Si tratta di Aniello Acquavella, Carmelina Fabozzi, Ida Palumbo, Luigi Pisa, Antonio Pisacane, Gennaro Santopaolo, Ettore Simoncelli.

Gli inquirenti non hanno dubbi nel ritenere che gli otto soggetti avessero costituito un vero e proprio sodalizio criminoso specializzato nel fitto su internet di case “fantasma”, immobili che cioè di fatto non erano nelle loro disponibilità, ubicati ad Ischia ma anche in altre località di villeggiatura molto gettonate nel periodo estivo quali Riccione e Gallipoli. Una truffa diffusissima da qualche anno su scala nazionale e che però stavolta ha trovato una differenza sostanziale, rispetto al passato, legata al concetto di “serialità”. Ieri mattina, quando è scattata l’operazione delle forze dell’ordine, le abitazioni degli indagati sono state sottoposte a perquisizione dai carabinieri che rovistandole da cima a fondo, secondo quanto si è appreso, sono riusciti anche ad entrare in possesso di diverso materiale probatorio ritenuto utile alle indagini. L’attività investigativa ha consentito di appurare che l’attività illecita era già stata abbondantemente perpetrata nel corso delle estati 2015 e 2016 con un sistema ormai decisamente in voga: gli indagati utilizzavano il sito web “Subito.it” sul quale venivano mostrate invitanti foto di case, appartamenti e finanche lussuose ville munite di tutti i comfort per le quali si offriva la possibilità di stipulare un contratto di locazione nel periodo estivo. L’internauta di turno, attratto spesso da un’offerta evidentemente molto vantaggiosa, contattava telefonicamente il sedicente proprietario dell’immobile (in realtà si metteva in contatto con numeri di cellulare intestati a cittadini stranieri) e contrattava con lo stesso il versamento su un conto corrente postale, a sua volta acceso da un correntista fittizio, di una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria. Ma in realtà poi il contratto firmato non arrivava mai a destinazione e il presunto padrone di casa e spariva non rispondendo più al telefono. Fu proprio la denuncia presentata alla Stazione dei carabinieri di Ischia il 2 agosto 2015 da E.C., una delle trenta vittime di questa maxitruffa, a far scattare l’indagine. Un particolare questo significativo, perché rappresenta la genesi della vicenda, e di cui parliamo diffusamente in altra parte del giornale.

A questo punto non resta che rinnovare il solito invito ai lettori e ai cittadini a prestare la massima attenzione, anche se in un passato più o meno recente pure le forze dell’ordine hanno più volte lanciato appelli e indicazioni che però puntualmente cadono nel vuoto. Precauzioni che peraltro andrebbero prese e che pure non sono mai troppe: lo scorso anno, infatti, furono diversi i turisti che sbarcarono ad Ischia pensando di godersi un periodo di vacanza e scoprendo, una volta giunti a destinazione, che in realtà il proprietario della casa dei sogni non aveva mai messo in fitto il suo immobile. Una beffa atroce, specialmente per chi aspetta un anno intero aspettando il meritato riposo.

Gaetano Ferrandino

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