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RIEPILOGO – Parcheggio ex Jolly: il Tar boccia i ricorsi, via libera ai lavori

Il Tar ha deciso: nessun pericolo per la falda idrotermale. Il responso del Tribunale amministrativo della Campania ha ribaltato il verdetto della fase cautelare di un mese fa, quando il ricorso di un gruppo di albergatori della zona aveva ottenuto la sospensiva dei lavori presso il cosiddetto parcheggio “ex Jolly”, dove dovrebbe sorgere una nuova struttura interrata per ospitare un maggior numero di automobili. Sorride dunque l’amministrazione del Comune di Ischia, che per tale progetto aveva ricevuto un cospicuo finanziamento, oltre tre milioni e mezzo di euro,  a patto di terminare i  lavori entro il prossimo 31 dicembre, limite oltre il quale l’ente avrebbe dovuto restituire il denaro (già incassato al 50%) coi prevedibili guai per la non floridissima situazione finanziaria del Comune. Scampato il pericolo, adesso i lavori riprenderanno, con uomini e mezzi della Ati Santoro che ricominceranno le operazioni di scavo interrotte a fine settembre.

Secondo il Tribunale amministrativo regionale, la falda termale si troverebbe in una posizione e una profondità tali da escludere i rischi di inquinamento. Sono state respinte anche tutte le altre argomentazioni portate dagli albergatori a partire dalla legittimità del comportamento dell’amministrazione in sede di approvazione del progetto fino al presunto stop della Soprintendenza, il cui parere favorevole è comunque arrivato per il progetto definitivo steso dalla Ati Costruzioni Santoro in luogo di quello in precedenza presentato dalla Larefin. Via libera, dunque, al cantiere fortemente osteggiato da larga parte dell’Associazione termalismi ma anche da Confesercenti. Molti ricorderanno anche gli interventi del consigliere di minoranza Carmine Bernardo  che dapprima scrisse all’Anac sollecitando l’intervento dell’organismo presieduto dal magistrato Raffaele Cantone e poi successivamente fu artefice di un’interrogazione consiliare nella quale evidenziava quelle che egli stesso riteneva essere una serie di illegittimità e criticità scaturenti dall’opera in questione.

Criticità che i giudici amministrativi della prima sezione del Tar hanno ritenuto invece inesistenti. Adesso, è prevedibile ritenere che i lavori procederanno a tappe forzate per recuperare il tempo perduto: mancano poco più di due mesi alla deadline imposta dal Ministero per l’utilizzo del finanziamento. A via Iasolino nessuno ha voglia di pensare oltre quella data.

Francesco Ferrandino

Foto Franco Trani

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