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Rifiuti connection a Lacco e Forio, parte il processo

Di Francesco Ferrandino

ISCHIA. È iniziato ieri mattina il processo sulle presunte tangenti per gli appalti della gestione rifiuti sull’asse Forio-Lacco Ameno che vede coinvolti numerosi personaggi del mondo amministrativo e politico dei due Comuni. L’udienza è iniziata poco dopo le ore nove, presso la quarta sezione, collegio C presieduto dal giudice Rescigno, del Tribunale di Napoli. Come previsto, non c’è stato spazio per l’ammissione dei mezzi di prova. Sono state innanzitutto rilevate alcune omesse notifiche, che hanno indotto il collegio a disporre un rinvio al 16 febbraio, quando verrà accertata non soltanto la regolarità delle notifiche, ma anche la correttezza delle elezioni di domicilio per i vari imputati. Solo dopo tali operazioni verranno affrontate eventuali questioni preliminari e si procederà all’ammissione dei mezzi di prova. Probabilmente il lungo rinvio si spiega anche con la volontà di favorire il “ricongiungimento” col processo della posizione del dott. Oscar Rumolo, stralciata in sede di udienza preliminare lo scorso 10 giugno a causa di un errore nella notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, dovuto a un caso di omonimia. Una mossa che ovviamente non risultò molto “gradita” al sostituto procuratore Graziella Arlomede, visto il rischio di perdere un potenziale imputato che, sebbene sia caduta l’accusa di associazione a delinquere, rivestirebbe comunque il ruolo passivo in alcuni presunti episodi corruttivi, come prospettati dalla pubblica accusa. È attesa entro la fine del mese la nuova udienza preliminare per Rumolo, circostanza che potrebbe così favorire la “riunione” delle varie posizioni personali, escludendo la paventata possibilità di esiti contraddittori fra procedimenti autonomi. Prime schermaglie, quindi, per il processo originato dall’inchiesta deflagrata lo scorso 15 gennaio, quando l’applicazione delle misure cautelari nei confronti di alcuni dei quattordici indagati rese di dominio pubblico le indagini effettuate dalla Squadra Mobile di Napoli sotto il coordinamento della Sezione reati contro la  Pubblica Amministrazione della Procura di Napoli. Esse partirono, ricordiamo, dopo la presentazione di un esposto da parte di tre consiglieri del  Comune  di Forio.

L’INCHIESTA. Le indagini, che riguardano essenzialmente episodi accaduti tra il 2011 e il 2012, vennero effettuate su tre fronti, riconducibili al settore degli appalti per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani nei comuni di Lacco Ameno, Forio  e Monte di Procida. Quanto al Comune di Lacco Ameno, i sostituti procuratori Arlomede e Sepe prospettarono diversi episodi di  favoritismo  a vantaggio della ditta Ego Eco di Vittorio Ciummo da parte della struttura municipale, mediante illegittime proroghe del servizio a beneficio della citata società; in cambio, e per effetto di accordi corruttivi, Ciummo avrebbe elargito diverse utilità a favore degli amministratori pubblici: segnatamente la somma complessiva di  30mila euro  (che secondo l’accusa sarebbe stata corrisposta in più soluzioni al dott. Rumolo), l’assunzione di diverse persone politicamente raccomandate. Per quanto riguarda il Comune di Monte di Procida, secondo la Procura l’indebito affidamento dell’appalto alla Ego Eco sarebbe avvenuta mediante alterazione dei meccanismi  della gara, affidata  alla società di Ciummo nonostante essa difettasse di alcuni requisiti previsti dal bando di gaia. La turbativa d’asta sarebbe stata resa possibile grazie all’accordo illecito raggiunto tra Rumolo (operante in nome e per conto dell’allora consigliere provinciale Domenico De Siano), Franco lannuzzi e Giulia Di Matteo (rispettivamente Sindaco e Segretario generale di Monte di Procida), a beneficio della società di Ciummo. Anche in tal caso, a fronte dell’affidamento dell’appalto, secondo la pubblica accusa vi sarebbero state varie controprestazioni da parte  dell’imprenditore,  costituite dalla  corresponsione  di  ulteriori  somme  di denaro al Rumolo  (definito dai p.m. come longa manus ed intermediario di De Siano), l’offerta di somme di denaro a lannuzzi e l’impegno ad effettuare i rifornimenti di carburante per gli automezzi  dedicati  al  servizio  della raccolta rifiuti presso una stazione di servizio appartenente a soggetto gradito ad esponenti politici locali. In ogni caso, Giulia di Matteo, difesa dall’avv. Bucci De Santis, è stata prosciolta da ogni addebito già all’esito dell’udienza preliminare. Infine, il Comune di Forio, dove sarebbero emerse plurime collusioni dei pubblici ufficiali con imprenditori tra loro concorrenti, cioè Carmine Gallo e Carlo Savoia, per la Cite, Vittorio Ciummo Vittorio ed Antifono  Salvatore, per la Ego Eco. Per un verso vi sarebbero state elargizioni di  denaro  da parte  della  Cite, in  cambio  di una serie di controprestazioni affidate – su indicazioni di De Siano e Rumolo, quest’ultimo nella  qualità di presidente della commissione di gara – a Enzo Rando, responsabile del procedimento: questi avrebbe consentito alla società di partecipare alla gara benché  priva di alcuni requisiti previsti a pena di esclusione, avrebbe modificato il bando dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ed avrebbe attribuito punteggi superiori, tal modo consentendo alla stessa Cite di  aggiudicarsi  la  gara stessa. Per altro verso, intanto, sarebbero intervenute varie elargizioni da parte della Ego Eco che, per il tramite di Salvatore Antifono, avrebbe offerto somme di denaro a  Rumolo (presidente  della  Commissione  di gara),  avrebbe   consegnato 15mila euro a Rando (per ottenere la sostituzione della busta con l’offerta di partecipazione alla gara) ed ulteriori somme  ad  altro  politico  locale per  ottenere  informazioni  sui punteggi  di gara, in tal modo incidendo negativamente sul regolare svolgimento della gara stessa.

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