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Rifiuti connection, su Rumolo errore bis della Procura

Di Francesco Ferrandino

NAPOLI. Sei mesi dopo, la Procura incappa nuovamente nello stesso errore. Il 10 giugno scorso ebbe luogo l’udienza preliminare riguardante l’inchiesta sugli appalti per la gestione dei rifiuti tra Lacco Ameno e Forio. In quell’occasione, quando dodici dei quattordici indagati furono rinviati a giudizio, la posizione del dottor Oscar Rumolo venne stralciata dopo l’accoglimento della questione preliminare  subito sollevata da parte dell’avv. Antonio De Simone, difensore insieme al collega Lumeno Dell’Orfano dello storico dirigente di Lacco Ameno. La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini era stata inoltrata a un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) errato: l’ufficio della Procura aveva confuso quello dell’avvocato De Simone con uno di un altro legale omonimo, ma di un diverso foro. Ieri mattina, l’errore è stato sorprendentemente ripetuto, e ancora una volta l’avvocato De Simone ha sollevato tale questione. Il giudice dell’udienza preliminare, dottor Rescigno, di conseguenza ha rilevato la fondatezza dell’eccezione dichiarando la nullità della notifica di avviso della conclusione delle indagine ex art. 415 bis del codice di procedura penale, e della successiva richiesta di rinvio a giudizio che doveva discutersi ieri stesso. Ora gli atti torneranno nuovamente all’ufficio del pubblico ministero, che dovrà procedere alla ri-notifica. Sperando che stavolta l’indirizzo della posta elettronica sia quello giusto. Come si ricorderà, il processo, che vede coinvolti numerosi personaggi del mondo amministrativo e politico dei Comuni di Lacco e Forio, è formalmente iniziato lo scorso ottobre, presso la quarta sezione del Tribunale di Napoli, collegio C, presieduto proprio dal giudice Rescigno, chiamato a decidere come Gup anche del rinvio a giudizio di Rumolo. Di fronte a ipotetici profili di incompatibilità, la difesa del dirigente del comune di Lacco Ameno non ha comunque ravvisato l’opportunità di effettuare una ricusazione formale del giudice, comunque ben conosciuto per la sua rigorosità. L’errore di notifica della Procura potrebbe forse complicare il percorso del processo. È noto che il pubblico ministero Arlomede tenga molto alla riunione della posizione di Rumolo con quella degli altri indagati: all’esito dell’udienza preliminare dello scorso giugno, il sostituto procuratore espresse chiaramente la volontà di “recuperare” quanto prima Rumolo nell’alveo del procedimento, ed evitare che i processi andassero avanti su due binari paralleli ma dinanzi a collegi giudicanti differenti. A ottobre, infatti, il Tribunale rinviò le parti al 16 febbraio, una data che sembrò più che congrua per favorire tale ricongiungimento, ma ora, tra nuova notifica, nuova richiesta di rinvio a giudizio e nuova celebrazione dell’udienza preliminare, resta da vedere se i due mesi che ci separano dalla ripresa del processo saranno sufficienti. Gli addetti ai lavori sono comunque apparsi ottimisti sul punto.

 

 

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