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Rifiuti connection, il Tribunale “scivola” sulla riunione dei processi

ISCHIA. Non è del tutto risolta la questione relativa ai due rami del processo scaturito dall’indagine sugli appalti della nettezza urbana sulla triangolazione Forio-Lacco Ameno-Monte di Procida. Ieri mattina presso la quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, dinanzi il collegio presieduto dal giudice Rescigno, è stata letta la disposizione del Presidente coordinatore circa la possibile riunione dei due rami processuali, uno riguardante la posizione del dottor Oscar Rumolo (stralciata all’inizio per difetti di notifica), l’altro i restanti dodici imputati: Salvatore Antifono, Vittorio Ciummo, Domenico De Siano, Vincenzo Di Maio, Carmine Gallo, Franco Iannuzzi, Restituta Irace, Antonio Mattera, Enzo Rando, Paolo Scotto Di Frega, Carlo Savoia e Vittoria Ciummo. Il Presidente ha infatti stabilito che il fascicolo processuale del dottor Rumolo,attualmente incardinato presso il collegio B della prima sezione penale presieduto dal dottor Pellecchia, dovrebbe finire proprio sul tavolo del dottor Rescigno. È stata fissata la data del 12 aprile prossimo per la riunione, ma con ogni probabilità in quell’occasione il dottor Rescigno potrebbe reiterare la sua dichiarazione di incompatibilità, o meglio, di astensione formale, e il Tribunale a sua volta potrebbe spostare tutto il processo dinanzi il collegio B della prima sezione. Il motivo è presto detto: il magistrato aveva già rivestito il ruolo di giudice dell’udienza preliminare nelle fasi del travagliato rinvio a giudizio per  Rumolo, e dunque a rigore non potrebbe presiedere il collegio chiamato a celebrare il processo “unificato”. Si può dunque ipotizzare che in fase di coordinamento i vertici del Tribunale non abbiano tenuto conto di questo “conflitto d’interessi”, che fra l’altro è stato comunque segnalato dal diretto interessato.  Vedremo dunque come evolverà la situazione nella data fissata. Intanto subito dopo Pasqua, il 5 aprile, è in programma la prima udienza del processo-stralcio a Rumolo dinanzi il collegio b della prima sezione. La paradossale situazione che impedisce il reale inizio del processo fu originato, come abbiamo accennato, al difetto di notifica che provocò lo stralcio della posizione di uno degli imputati: da allora, il resto del processo ha finito per “attendere” il rinvio a giudizio del dottor Rumolo, ma per questo risultato ci vollero addirittura ben cinque tentativi. Il fascicolo-stralcio effettuò una kafkiana “navetta” tra l’ufficio della Procura e quello del Gup, con reiterati errori di notifica che impedivano l’esame della richiesta di rinvio a giudizio.

Francesco Ferrandino

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