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Ripartire dai territori, la sfida dei candidati di Liberi e Uguali

Gianluca Castagna | Forio Il pensiero ricorrente è che a sinistra ci sia uno spazio enorme. Meno certo è che quell’elettorato sia alla ricerca di una casa, dopo tutte le fregature prese e i rospi ingoiati negli ultimi 30 anni (e forse più). D’altro canto è dalla caduta del Muro di Berlino che la sinistra è in cerca una nuova identità. Ma – di fatto – si trova ancora sotto quelle macerie. Perché, in tempi anche recenti, ha flirtato pericolosamente con un capitalismo cinico e spietato, contribuendo, nelle sue effusioni, alla crescente iniquità e accentramento di ricchezze (provata da tutti i dati) e al contemporaneo smantellamento del welfare.
Da un giorno all’altro la parola Comunismo è stata sostituita dalla parola Consumismo, e la dittatura del proletariato è diventata, nel tempo di un battito di ciglia, dittatura del supermercato. Logico che gli italiani che vivono in povertà (dal 2013 a oggi sono passati da 7.8 a 8.5 milioni con 5 milioni nella condizione di povertà assoluta, mentre le persone a rischio povertà sono cresciute da 10.6 a 12.5 milioni) o soffrono, più di altri, gli effetti di una crisi finanziaria senza precedenti e senza controllo, guardino altrove o abbiano addirittura smesso di crederci.
E i lavoratori? La classe che storicamente votava a sinistra, più che in paradiso, è finita in un mercato dove è consentito avanzare rivendicazioni sull’orario, il salario, l’organizzazione del lavoro, la tutela della loro sicurezza solo se non temono di essere licenziati. Non era forse questo l’obiettivo di Confindustria, che pure ha ispirato Jobs Act e legge Fornero? Fiaccare le tutele dei lavoratori per renderli più docili e remissivi, liquidando con un indennizzo economico quelli che ancora insistevano a rompere le scatole volendo far valere i propri diritti.

Insomma, ripartire dalla sinistra è più facile a dirsi che a farsi. Se e quando avverrà, dovrebbe farlo dal basso, non dai responsabili del disastro. E sarà certo inclusiva, in vista di un grande fronte comune di lotta contro il grande capitale speculativo che si è impadronito dei governi (anche di sinistra o pseudo tale), ha imposto il mantra dell’austerità e la macelleria sociale mentre la Bce finanziava liberamente (liberisticamente?) la speculazione.
Liberi e Uguali (LeU) nasce il 3 dicembre scorso dall’unione (non fusione) tra Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Tre realtà politiche affini ma diverse. Obiettivo (dichiarato): rimettere al centro le persone e ricomporre i pezzi di una società frantumata; conciliare lavoro e vita familiare; abolire tutte le forme di precariato. Quindi guerra al Jobs Act e ripristino dell’Articolo 18.
Sabato mattina, nella sala conferenze del Molo borbonico (dove, per il solito modo di fare alla carlona, si soffoca d’estate e ci si congela d’inverno), ha avuto luogo un incontro per la presentazione dei candidati di LeU che correranno nei collegi uninominali e plurinominali in cui è inserita l’isola d’Ischia alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. All’incontro, moderato dal collega Francesco Castaldi, hanno partecipato tra gli altri Massimo Paolucci, eurodeputato art. 1 – LeU; Josi Gerardo Della Ragione, già sindaco di Bacoli e candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Pozzuoli; Michela Rostan, deputata e ricandidata alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Pozzuoli.
La candidatura al Parlamento del 30enne fondatore e attivista di FreeBacoli Della Ragione (che il 25 giugno scorso ha sfiorato la rielezione a Primo Cittadino perdendo per soli 365 voti al ballottaggio contro la corazzata guidata dall’avvocato Gianni Picone) è forse quella che desta più interesse, anche perchè ‘caldeggiata’ pure dal sindaco napoletano De Magistris e rappresenta sicuramente un elemento di vivacità nella campagna elettorale ormai entrata nel vivo e che porterà all’elezione, in Campania, di 60 deputati e 29 senatori.

«Abbiamo due candidati forti di cui sono un orgoglioso promoter», afferma Massimo Paolucci. «Josi è una forza della natura, un uomo controcorrente che ha dimostrato che si può arrivare a fare il sindaco senza avere 50 anni e grossi potentati alle spalle. Un uomo vicino alla sua gente e alle battaglie della sinistra. Michela Rostan ha mantenuto, pur da parlamentare un rapporto strettissimo con il territorio, una giovane donna forte come una tigre che lavora da tempo in aeree difficili». Sulla questione nazionale Paolucci è chiaro: «Ci accusano di togliere voti al PD e favorire così le destre. E’ vero il contrario: noi siamo per fermare la destra. Renzi ha scimmiottato Berlusconi con le sue politiche. I nostri voti non andrebbero al Partito Democratico, ma ingrosserebbero il partito dell’astensionismo o dei 5 stelle. Abbiamo fatto una battaglia enorme fino alla fine, anche in sede di legge elettorale. Farete vincere Berlusconi, dicevamo al PD. Almeno il voto disgiunto, abbiamo chiesto. Niente, non ci hanno ascoltato: hanno aperto le porte e ora gridano ‘al ladro al ladro’. Votare per Liberi e Uguali è anche una battaglia culturale: vogliamo rappresentare quelli che hanno perduto tutto a cui il centro-sinistra non ha dato risposte; vogliamo evitare che, il giorno dopo le elezioni, si consumi il pasticcio di un accordo tra Renzi e Berlusconi, i quali fingono di litigare ma lavorano da tempo per un governo di larghe intese».

La candidatura di Josi Della Ragione è figlia della volontà di Pietro Grasso, leader (in questi giorni traballante) di LeU di inserire volti della società civile mai passati dalle Camere. Dare una chance a chi in questi anni si è “fatto il mazzo” sul territorio (e Della Ragione ne ha bruciate di tappe, compresa quella di aver chiuso la sua esperienza di sindaco di Bacoli «per non aver accettato i compromessi») a scapito di chi uscito dal Pd (dopo aver approvato di tutto, o quasi). Una chance impervia, visto che nel collegio uninominale, diventa deputato il candidato che prende un voto in più di tutti gli altri.
«Questa è la mia quarta campagna elettorale, due da consigliere, una da sindaco, ora da parlamentare» ricorda Della Ragione. «Accettando la candidatura per Liberi e Uguali, sposo l’idea di un soggetto politico a sinistra in alternativa al PD. Liberi e Uguali è oggi una lista elettorale che punta a diventare un progetto politico e che deve contenere diverse componenti: chi oggi costruisce giorno dopo giorno questo progetti, chi può e deve fare un passo indietro, molti esponenti della società civile come Anna Falcone, pezzi di movimenti, a cui credo si aggiungeranno altri esponenti del PD e del Movimento 5 stelle. La mia è una candidatura di territorio, ci tengo a dirlo perché sono 10 anni di battaglie fatte per dovere civico come indicato nell’art.4 della Costituzione».
Un bacolese a Ischia? «Chi mi conosce sa quante volte sono venuto sull’isola, non in villeggiatura in una seconda casa – come viene sbandierato dal candidato di centro-destra per millantare una vicinanza col territorio – ma nelle manifestazioni per il diritto alla casa, alle spiagge libere, alla sanità, ai trasporti. Credo nella Città Flegrea, viviamo un unicum e da tempo mi batto per il riconoscimento di Patrimonio Culturale dell’Unesco. La campagna elettorale è difficile, non abbiamo i mezzi del PD ma dobbiamo vincere questo collegio, è l’unico modo per portare i nostri territori, così vicini, così affini, nelle istituzioni. La battaglia che porto avanti è di permettere alla gente del Sud di rimanere qui».
«Non possiamo perdere questa opportunità» continua l’ex sindaco di Bacoli, «per creare lavoro, attraverso lo sviluppo turistico. Ischia ha un patrimonio e potenzialità enormi ma sopravvive con un turismo che non è di qualità, ma un turismo che globalizza la bellezza. Dobbiamo vincere questo collegio per la vivibilità delle città, intercettando finanziamenti pubblici. Per le bonifiche, dando priorità assoluta alla salute. Per l’efficienza delle macchine comunali, aiutando gli enti locali e battere, insieme, i pugni sui tavoli su cui si decide il futuro del paese. Per una rete di trasporto pubblica degna di questo nome. Per passare, definitivamente, dalla fine dell’epoca industriale al naturale e necessario rilancio turistico dei Campi Flegrei. L’Italia deve tornare a credere in questo paradiso, deve tornare a puntare sulle risorse immense di Pozzuoli e Bacoli, Procida ed Ischia, Quarto e Marano, Monte di Procida. Dobbiamo farcela. Possiamo farcela».
Questione “abusivismo di necessità”. «I cittadini hanno costruito in modo abusivo per assenza di piani regolatori, ma è stata la politica che ha impedito in modo sistematico che ci fossero regole chiare. Ha portato in consiglio comunale, dentro le istituzioni, a Ischia come a Bacoli, ingegneri, architetti, geometri, costruttori, i quali sono diventati loro stessi delle regole, anche finanziando con soldi propri costruzioni illecite e abusive. Quindi, chi ha commesso un abuso edilizio è certamente responsabile, ma è l’ultima ruota di un carro molto più grande guidato da una classe politica e dirigenziale che ha prodotto questo scempio urbanistico. Cosa proponiamo? Recupero urbanistico, laddove è possibile. Riconversione dei volumi non abitati e dei volumi vuoti a nuove strutture ricettive ma soprattutto abitative».

Michela Rostan, candidata nel collegio plurinominale, è reduce da una passata legislatura nelle fila del PD. Il 14 marzo dello scorso anno abbandona il Partito Democratico e aderisce ad Articolo 1- Movimento Democratico e Progressista fondato da Pier Luigi Bersani e altri fuoriusciti dal Pd.
«Il progetto di LeU non è certo quello di un cartello elettorale che mira a riprendersi il PD – afferma la Rostan alle accuse più frequenti che vengono espresse – ma insegue un progetto più ambizioso che ha un obiettivo serio: quello di ricostruire una casa comune della sinistra e dare accoglienza e ospitalità a tutti quelli che non si sentono rappresentati né dal Pd , ne’ tantomeno dal M5S. Ci siamo resi conto che di fronte a una crisi di valori e ideali, c’era bisogno di rimetterli in campo dando delle risposte concrete ai cittadini. Il programma parla chiaro: è un programma serio, equilibrato, fatto di impegni della buona politica e delle cose da fare. Lavoro, scuola, ambiente, sicurezza. Chi parla in questi giorni di voto utile tralascia una cosa importante: il vero voto utile è quello dato secondo coscienza ed è il voto che rispecchia la propria identità politica».
Ravvedimento tardivo? «Non è mai facile rompere un partito in cui si è creduto», commenta l’eurodeputato Paolucci, oggi in Art. 1. «In ogni caso, se e quando ci si ravvede da un errore direi che è sempre una buona notizia. Quanto più forte sarà la nostra presenza in Parlamento, più utile sarà l’azione dentro le istituzioni. Se si riducono i parlamentari che pensano che con il Jobs Act si è fatto un passo in avanti diminuendo la precarietà, è una buona cosa. Per quanto mi riguarda, il Jobs Act è stato un disastro totale, figlio di una logica per la quale si pensa che per competere a livello internazionale, si debba dare meno diritti e meno salari ai lavoratori».

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