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Ripetitore al Fango, i residenti non si fidano: «Ci stanno prendendo in giro»

Resta alta la tensione al Fango, dove nel primo pomeriggio di mercoledì alcuni tecnici hanno provveduto ad installare un ripetitore della Tim nel podere di proprietà della madre del comandante Raffaele Monti, capo dei vigili urbani del Comune del Fungo. Un “colpo di mano” che gli abitanti di località Costa non hanno affatto gradito, tant’è vero che fin da subito è nato un comitato spontaneo che sta lottando per ottenere l’immediata rimozione dell’antenna della discordia che tanta preoccupazione sta generando tra i cittadini. Nel pomeriggio di ieri abbiamo preso contatto con una donna che risiede proprio in quella zona, e che ci ha fatto il punto della situazione: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) verso mezzogiorno abbiamo avuto un incontro con il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, il quale ci ha riferito che questa struttura movibile dovrebbe andare via il 15 settembre. Hanno fatto un permesso provvisorio per vedere noi cittadini come ci saremmo comportati, per poi passare ad un’autorizzazione “fissa”».

A destare la nostra curiosità è però un particolare di non poco conto accaduto durante la riunione al Comune tra il sindaco e i cittadini. «Mentre una delegazione di cittadini era nell’ufficio di Pascale, attorno alle 13,30 accanto al ripetitore è stata montata un’altra struttura più possente, e ho motivo di credere che si tratti di generatori. Il problema è rappresentato proprio dai generatori: se la Tim dipenderà dal contatore Enel, la struttura rimarrà provvisoria. Se invece si organizzerà in maniera indipendente, potrebbe restare fissa. Noi residenti siamo davvero molto preoccupati – ha confessato la donna – perché il sindaco ci ha detto che la Tim e il privato hanno rispettato la legge. Noi stasera (ieri per chi legge, ndr) abbiamo un’altra riunione al Comune con il sindaco e l’avvocato Molinaro, che ci devono fornire altre spiegazioni».

Il noto cassazionista, ha spiegato la signora, è stato interpellato dallo stesso Giacomo Pascale per tutelare i cittadini del Fango. Con malcelata e comprensibile rabbia, la cittadina di località Costa ha inoltre aggiunto che «l’antenna dovrebbe stare a settanta metri di distanza dalle abitazioni». Un principio valido dappertutto fuorché a Lacco Ameno, che (udite, udite!) non dispone di uno specifico regolamento comunale: «A differenza di Forio, non abbiamo una serie di norme che ci tutelino. Un regolamento su questa materia non c’è, e la circostanza ci è stata confermata dallo stesso Pascale, che però ha promesso che si sarebbe attivato per redigerne uno. A prescindere da ciò, la legge dice che queste strutture devono stare a non meno di settanta metri dalle case. Questa antenna invece è vicinissima alle abitazioni, ma loro si giustificano dicendo che l’installazione è provvisoria».

«La paura dei cittadini – ha proseguito la donna – è che questa sia tutta una scusa per avere il tempo di ottenere i permessi per rendere stabile quell’impianto, che poggia direttamente sul suolo». La cittadina del Fango ha avuto anche cura di spiegarci com’è avvenuta l’installazione del ripetitore: «Hanno montato tutto in due tempi: la prima fase è avvenuta nella piazzola sita nei pressi della chiesa di san Giuseppe; successivamente, verso le 13, in circa dieci minuti hanno poggiato a terra la struttura, che è stata attivata con l’ausilio di un telecomando. Nessuno ha avuto il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo realmente, ci siamo ritrovati il ripetitore all’improvviso. Mi sia concesso di dire che tutta questa operazione è stata fatta “di nascosto”: io stessa che abito a trenta metri dall’impianto non mi sono accorta di nulla».

La donna, nel suo racconto, non ha mancato di evidenziare la presunta responsabilità del comandante della polizia municipale Raffaele Monti: «L’aspetto più vergognoso di tutta questa vicenda è rappresentato dal fatto che la proprietaria del terreno è la madre dell’attuale comandante dei vigili urbani di Lacco Ameno. Anche se sappiamo bene che non è stata lei direttamente ad autorizzare l’installazione della struttura». La signora ci ha inoltre riferito che durante la riunione svoltasi mercoledì sera, i membri del comitato hanno deciso di scendere in piazza: «Martedì, alle ore 18.00, è in programma una manifestazione, alla quale invitiamo tutti i cittadini. In questo momento siamo in attesa dei permessi da parte delle forze dell’ordine. Nella zona dove è stata montata l’antenna vive anche il consigliere comunale Michele De Siano, che mi ha detto di essere rimasto turbato dalla vicenda. Mi auguro che anche grazie a lui venga risolta questa situazione. Viviamo in un’isola bellissima – ha chiosato la donna – e proprio per questo mi domando per quale motivo si debbano mostrare dei simili mostri ai nostri turisti, che passando lungo la provinciale sono costretti a vedere questo autentico scempio ambientale».

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