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Ripetitore al Pio Monte, tra Tim e Comune appuntamento in Tribunale

La Compagnia, forte delle motivazioni del dissequestro disposto dal Gip, chiede all’ente del Capricho di annullare l’ordinanza che sospendeva l’installazione dell’antenna. Tuttavia l’amministrazione non sembra intenzionata a recedere

La vicenda estiva del ripetitore Tim in via Pio Monte della Misericordia non è del tutto conclusa. Come si ricorderà, la Compagnia telefonica accettò di smontare l’apparecchiatura dopo l’ordinanza del Comune di Casamicciola, ma nel frattempo il gip della Procura di Napoli aveva disposto il dissequestro non ravvisando profili penali nell’installazione, invisa ai residenti che temevano danni per la salute.

Questo nuovo elemento ha indotto la Tim a ritenere superata la precedente comunicazione con cui si dichiarava disponibile a eseguire la rimozione dell’antenna provvisoria, “al solo fine di non risultare inadempiente a provvedimenti autoritativi nelle more della decisione della Procura di Napoli sul sequestro, oggi disponibile e favorevole a Tim”.

In sostanza, la Compagnia rivendica la correttezza del proprio operato, avendo applicato l’articolo 87 quater del dlgs 259/03. Tale disposizione stabilisce che gli impianti di telefonia mobile, necessari per il potenziamento delle comunicazioni mobili per esigenze stagionali, eventi e manifestazioni, destinati a essere rimossi al cessare di tali necessità possono essere installati previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale, in deroga alle procedure autorizzatorie ordinarie stabilite agli articoli 87 e seguenti del citato decreto legislativo.

In virtù di tale norma, la Tim ha chiesto al Comune di procedere immediatamente, cioè entro 24 ore, all’annullamento e alla revoca dell’ordinanza dirigenziale che disponeva il sequestro, allo scopo di “consentire il pieno recepimento dei provvedimenti autoritativi e l’immediato utilizzo della predetta Srb (stazione radio base), funzionale ad assicurare il miglior servizio di telecomunicazioni alla collettività durante il picco di utilizzo delle connessioni Tlc connaturato alla stagione feriale e al ricorso massivo allo smart working”.

Dunque la Tim rilancia, e chiede la revoca dell’ordinanza per “limitare l’entità dei danni già causati” alla Compagnia da un provvedimento che la società definisce “destituito di fondamento in diritto e in fato (atteso che, si ribadisce tra l’altro, nessuna alterazione dei luoghi è stata mai posta in atto, in alcun momento, per tale Srb)”.

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Tuttavia, sembra che il Comune non abbia alcuna intenzione di annullare l’ordinanza che bloccò l’installazione del ripetitore. Il sindaco Castagna del resto era stato chiaro: quando c’è di mezzo la salute pubblica, nessun passo indietro. Dunque è lecito attendersi che la Compagnia, peraltro come già ha annunciato nell’ultima missiva rivolta all’ente, sceglierà la via giudiziaria contro il provvedimento, oltre a “porre in atto ogni ulteriore iniziativa a tutela di Tim per interrompere l’ingiusto ostacolo all’esercizio della propria attività d’impresa e all’erogazione di servizi di telecomunicazioni a servizio della collettività di Casamicciola, fermo il diritto al risarcimento degli ingenti danni subiti e subendi anche a titolo di lesione dell’immagine di Tim”. La partita quindi si sposterà nelle aule giudiziarie.

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