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Ripetitore Tim, il Comitato va all’attacco e vuole la “vendetta”

Sulla base delle difformità edilizie riscontrate nel fondo privato che ospitava l’antenna mobile, i legali diffidano il Comune affinché proceda alla demolizione e all’irrogazione di una sanzione pecuniaria per i titolari

Non è bastata la “vittoria” in sede di giustizia amministrativa. I residenti vogliono anche sanzioni nei confronti dei proprietari del fondo di via Monte della Misericordia in cui la Tim stava per installare l’antenna-ripetitore. Installazione, come è noto, scongiurata dopo alcune pronunce del Tar, quando la Tim ha deciso di smontare l’apparecchiatura (pur se la Compagnia ha ribadito di voler vedere riconosciute le proprie ragioni in sede di merito).

Adesso, il “Comitato di Casamicciola terme per la Salvaguardia e Tutela della Salute e dell’Ambiente” ha inoltrato un atto stragiudiziale di diffida al Comune, all’Ufficio tecnico e anche alla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio affinché essi adottino una serie di provvedimenti sanzionatori previsti dal Testo unico dell’edilizia contro i proprietari del fondo, che avevano sottoscritto con la Tim un contratto di locazione per il terreno su cui avrebbe dovuto essere montata la “stazione radio base di telefonia mobile di tipo provvisorio posto su di un mezzo carrato”.

Come si ricorderà, nella lunga controversia sorta tra la Compagnia telefonica e il Comune, quest’ultimo rilevò una serie di difformità nelle opere edilizie realizzare dai proprietari del fondo rispetto ai titoli edilizi e paesaggistici rilasciati in precedenza. Secondo il Comune, “il piano di campagnadell’area principale posto ad una quota di mt +1,59 rispetto l’ingresso principale, prevedeva, in progetto, unaumento di quota di circa 20 cm (quindi da mt 1,59 a mt 1,80), ma tale aumento non poteva essere eseguitoin considerazione delle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza, quale organo preposto alla tutela delvincolo paesaggistico. Allo stato tale aumento risulta essere stato realizzato, pertanto si è modificatal’orografia del terreno di circa cm 20 per tutta la superficie dell’area in questione; 2. Ampliamento di circamt 6,00 del varco di accesso all’area di cui sopra, portandolo dagli originari mt 5,70 a mt 11,65; 3.Realizzazione di un piccolo tratto di scala (non previsto in progetto), occupante una superficie di circa mt1,20 x 2,40 e composto da n°5 alzate per un’altezza di circa cm 75, annesso alle rampe di scala previste nelprogetto originario; 4. Modifica altimetrica di tutte le murature delle scale che dall’area in questioneconducono sulla soprastante Via Iasolino. In sostanza ogni piano delle murature risulta aumentato di circacm 20, ad eccezione di un solo terrazzamento che presenta un lieve decremento rispetto alla situazioneprogettata; 5. Cambio di destinazione della originaria porcilaia, trasformata in n° 2 servizi igienici di cui 1adibito a persone diversamente abili ed un piccolo localino adibito a sala apparati videosorveglianza; 6.Realizzazione n°2 griglie di raccolta delle acque piovane”. Difformità che per il Comune ne imponevano il ripristino ad horas.

Secondo i legali del Comitato dei residenti che da subito avevano contestato l’installazione, si tratta di “difformità totali” rispetto alla originaria destinazione dei terreni, quindi a norma del Testo unico sull’edilizia vengono considerati passibili di salate sanzioni pecuniarie, oltre che alla demolizione totale. Secondo l’atto stragiudiziale, il regime normativo correttamente applicabile al caso in esame è quello previsto dal combinato disposto degli articoli 27,31, 32 comma 3 e 44 del Dpr 380/2001. La precisazione normativa non è trascurabile, in quanto mentre le variazioni “non essenziali” risultano in astratto sanzionabili a norma dell’articolo 34, quelle “essenziali” al permesso di costruire e all’autorizzazione paesaggistica rilasciata “sono suscettibili solo ed esclusivamente della cosiddetta demolizione ex art. 31 comma 2 Testo unico edilizia con l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 4 del medesimo art. 31. Con la conseguenza per cui [..] è obbligo dell’amministrazione comunale adottare i corretti provvedimenti sanzionatori in ragione della effettiva consistenza e rilevanza delle opere abusive”. Gli avvocati del Comitato hanno escluso che il caso in questione possa essere ricompreso nella speciale sanatoria prevista dall’articolo 167 del Dlgs 42/2004, visto che le opere in questione hanno determinato un aumento di superficie utile, oltre ad aver comportato l’impiego di materiali e opere in difformità dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata, e aumenti di volume.

Secondo gli avvocati, l’ente del Capricho e la Soprintendenza devono applicare il combinato disposto degli articoli 31, 32 comma 3 e 44 del Dpr 380/2001 nei confronti dei proprietari del fondo, dunque alla demolizione, ma anche all’irrogazione della sanzione pecuniaria amministrativa stabilita dall’articolo 31 comma 4 bis della stessa normativa, cioè fino a ben 20mila euro

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Con queste premesse, il Comitato ha diffidato gli enti citati ad adottare immediatamente provvedimenti sanzionatori ai sensi del combinato disposto degli articoli 31, 32 comma 3 e 44 del Dpr 380/2001 nei confronti dei proprietari del fondo, dunque alla demolizione, ma anche all’irrogazione della sanzione pecuniaria amministrativa stabilita dall’articolo 31 comma 4 bis della stessa normativa, cioè fino a ben 20mila euro.

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Come è strana Casamicciola, perchè non eliminiamo anche il 4, il 3, il 2 e l’1 G cosi siamo tutti più felici e se eliminiamo anche i veicoli a motore Casamicciola sarà la prima a impatto 0 per l’inquinamento. Ah si dovrebbero verificare tutte le abitazioni per verificare che la tazza del water non abbia subito ampliamenti di almeno 30 cm per sedute di grandi dimensioni. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ottenere delle ragioni per tutelare l’ambiente è cosa buona e giusta, come dice il prete quando celebra la messa, ma infierire diventa pericoloso.

Domenico

Questa è la stessa gente che mette il modem WI-FI in camera da letto o da il telefonino in mano ai bambini per farli giocare

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