CRONACAPRIMO PIANO

Ripetitore, tra Tim e Comune adesso è guerra aperta

La Compagnia ha informato la Corte dei Conti degli ultimi sviluppi, e dopo le nuove ordinanze comunali il confronto si fa sempre più serrato

Si allarga a macchia d’olio l’antenna-gate, il caso del ripetitore telefonico che la Tim aveva intenzione di installare in un terreno privato ai margini di via Pio Monte della Misericordia a Casamicciola. Stavolta a essere notiziata della vicenda è la Corte dei Conti. La storia è ormai nota: il Comune aveva sequestrato l’area e sospeso l’operazione per motivi di salute pubblica, ordinando la rimozione del carrello su cui l’apparecchiatura si erge, ma l’area era stata poi dissequestrata dal Gip del Tribunale di Napoli e successivamente la Compagnia ha ottenuto un decreto dal Tar per continuare le operazioni, sospendendo l’ordinanza comunale e fissando un’udienza per discutere anche di eventuali danni da risarcire alla Tim.

I cittadini residenti nella zona, che sin dalle prime battute della vicenda si erano opposti all’installazione, hanno formato un apposito comitato: il Comune ha quindi battuto un’altra strada, dapprima tramite un decreto dell’Ufficio tecnico, con cui veniva stabilita la sospensione delle operazioni. Ventiquattr’ore dopo, come vi abbiamo raccontato nell’edizione di ieri, ecco un doppio provvedimento: prima un’ordinanza di ripristino immediato dello stato dei luoghi, dopo il riscontro di una serie di irregolarità edilizie, poi un’altra ordinanza di sospensione dei lavori fino a quando tali irregolarità saranno sanate. Dunque, un percorso di natura urbanistico-edilizia per perseguire l’obiettivo di preservare la popolazione dagli effetti, non del tutto noti a livello scientifico, delle radiazioni a radiofrequenza per i cellulari.

Tuttavia, proprio mentre il Comune varava le due ordinanze, gli avvocati della società hanno informato il Procuratore regionale presso la Corte dei Conti della Campania, che già era stata resa edotta della controversia in atto, inviando una nota col decreto dell’Utc che, come detto, stabiliva la sospensione dei lavori: nello specifico “di qualsiasi attività edilizia o similare” presso l’area contestata, fino all’esecuzione di saggi sul posto alla presenza di una ditta specializzata e comunque fino al termine degli accertamenti. I legali della Compagnia hanno segnalato inoltre che, siccome il titolare della ditta individuata dai proprietari era già presente sul posto nella mattina del 26 agosto mentre nessun rappresentante dell’Ufficio tecnico del Comune era ancora giunto (la disponibilità era stata data per lunedì), la società aveva prospettato l’inadempienza, cosa che ha indotto l’ente a inviare in tarda mattinata un tecnico. Dunque, dopo il Tribunale ordinario, il Tribunale amministrativo, anche la magistratura contabile in qualche modo viene coinvolta in una questione che assume contorni sempre più complicati.

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