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Riprese tv negate in consiglio, si annulli la delibera

In data 11 gennaio 2018 abbiamo inviato, tramite posta pec, un esposto-appello all’Onorevole Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, all’Onorevole Marco Minniti, Ministro dell’Interno, alla Dott.ssa Carmela Pagano, Prefetto di Napoli, al Dott. Carlo Verna, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, al Dott. Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e al Dott. Giuseppe Giulietti, Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, per chiedere l’annullamento della delibera di Consiglio comunale di Forio n. 111 del 21 dicembre 2017 perché contraria ai principi costituzionali della libertà di stampa e di informazione. Ecco, di seguito, il testo del documento.

Oggetto: Esposto-Appello per l’annullamento della delibera di Consiglio comunale n. 111 del 21 dicembre 2017 del Comune di Forio (Città Metropolitana di Napoli) ad oggetto: “Riprese audiovisive delle sedute del Consiglio comunale. Indirizzi”, perché viola l’art. 21 della Costituzione Antifascista della Repubblica Italiana.

Il sottoscritto Rag. Domenico Savio, nato a Forio (Prov. di Napoli) il 16 febbraio 1940 e ivi residente in via Provinciale Panza n.37, in qualità di Segretario generale e di Consigliere comunale di Forio (Città Metropolitana di Napoli) del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista (P.C.I.M-L.),

– premesso che l’Amministrazione comunale di Forio (Città Metropolitana di Napoli) ha posto al secondo punto dell’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale, convocato in seconda convocazione per il giorno 21 dicembre 2017 alle ore 17, la proposta di delibera ad oggetto: “Riprese audiovisive delle sedute del Consiglio comunale – Indirizzi”, che è stata approvata dalla sola maggioranza amministrativa con una astensione, mentre le richieste di ritiro, di modifica e di rinvio alla prima Commissione consiliare affari istituzionali presentate dall’opposizione sono state respinte;

– ritenuto che detta delibera di Consiglio comunale n. 111 del 21 dicembre 2017, che si allega integralmente  alla  presente,  viola  i  principi sanciti dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, laddove, tra l’altro, testualmente recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Infatti e in modo particolare  tra le altre cose la delibera dispone che:

– Punto 1.: “Dette richieste di riprese audiovisive dei lavori consiliari verranno preventivamente esaminate dal Responsabile dell’Ufficio Affari Generali, il quale valuterà la sussistenza o meno delle referenze e credenziali del soggetto richiedente”.

(Osservazioni del sottoscritto: l’Ufficio Affari Generali è chiamato a valutare se vi sono motivi di diniego, cioè di censura. Ciò quando la questione avrebbe dovuto essere definita democraticamente dalla Conferenza dei Capigruppo, come, ad esempio, prevede il Regolamento del Comune di Torino);

– Punto 2.: “In particolare, i soggetti che intendono eseguire l’attività di videoriprese, utilizzo e diffusione delle sedute pubbliche del Consiglio comunale dovranno presentare, non oltre il giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso di convocazione, apposita istanza di autorizzazione scritta diretta al Responsabile del Settore Affari Generali.

(Osservazioni del sottoscritto: per un diritto costituzionalmente sancito e garantito non si deve chiedere l’autorizzazione, ma, al massimo, presentare una semplice comunicazione – come previsto in tanti altri Regolamenti del genere e all’art. 1 punto 2 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica che recita: “In forza dell’art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure” – anche immediatamente prima dell’inizio dei lavori del Consiglio comunale, come previsto in altri Regolamenti;

– Punto 3.: “La suddetta istanza dovrà essere corredata di idoneo titolo attestante il possesso delle necessarie credenziali che attestino l’effettivo esercizio del diritto di cronaca: l’iscrizione all’albo professionale dei giornalisti o la Dichiarazione del Direttore Responsabile della testata giornalistica che richiede l’accreditamento … Non saranno pertanto accreditati coloro che non rientrano in queste fattispecie”.

(Osservazioni del sottoscritto: l’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana tra l’altro recita testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Pertanto il sottoscritto ritiene che ogni Cittadino della Repubblica Italiana che intenda effettuare tali riprese audiovisive possa farlo dopo averlo comunicato al Presidente del Consiglio comunale;   

– Punto 4. numero “2.: “Le riprese audiovisive autorizzate possono, poi, essere utilizzate nella loro interezza ed integralmente…”.

(Osservazioni del sottoscritto: tale imposizione è incompatibile con la libertà di pensiero e di cronaca dell’Operatore dell’informazione, anche perché la responsabilità del giornalista o del semplice cronista è già ampiamente regolata dalla legge e dal Codice di deontologia professionale);

– Punto 4. numero 3.: “Il Presidente del Consiglio comunale … Dispone la sospensione delle riprese nelle ipotesi di pause o interruzioni dei lavori del Consiglio comunale”.

(Osservazioni del sottoscritto: è puro autoritarismo non consentito dal diritto costituzionale di stampa e di informazione in un luogo pubblico);

– Punto 7.: “ … a non esprimere opinioni o commenti durante le riprese; Punto 11.: “Nel corso della seduta, gli interventi di ciascun componente del Consiglio comunale, degli Assessori e degli altri soggetti che partecipano alle sedute del Consiglio comunale dovranno essere ripresi integralmente, chiaramente,  senza commenti fuori campo né interruzioni”.

(Osservazioni del sottoscritto: è chiaramente una limitazione e un condizionamento del diritto di informazione, difatti l’art. 6 punto 3 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica recita: “Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti”);

– rilevato che il suddetto Regolamento delle riprese audiovisive del Comune di Forio per i contenuti  autoritari  che  contiene  si  differenzia  da  tanti  altri  Regolamenti  di   Comuni   italiani,   ispirati   ai   principi

costituzionali della libertà di pensiero, di stampa e di informazione, e che, perciò, poteva andar bene durante il famigerato ventennio fascista, che il popolo italiano ha dovuto tragicamente subire, ma certamente non nell’Italia repubblicana, democratica e antifascista di oggi;

– visto, ad esempio, che al capo IX, articolo 5 del Regolamento del Consiglio comunale di Torino è consentito anche ai gruppi consiliari la possibilità di effettuare le riprese audiovisive;

– considerato che il già richiamato Regolamento del Consiglio comunale di Forio pone gravi limiti e rende difficile, se non impossibile, l’esercizio costituzionale del diritto alla libertà di stampa, di pensiero e di informazione;

– impegnato, il sottoscritto, nella sua qualità e per quanto possibile, nella difesa del diritto alla libertà di pensiero, di stampa e di informazione sancito dalla Costituzione Italiana Repubblicana, Democratica e Antifascista,

– invoca l’intervento Autorevole del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Interno e del Prefetto di Napoli per l’annullamento della delibera di Consiglio comunale del  Comune di Forio (Città Metropolitana di Napoli) n. 111 del 21 dicembre 2017 contenente il Regolamento delle riprese audiovisive delle sedute del Consiglio comunale e per le motivazioni sopra riportate;

– e chiede all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, all’Ordine dei Giornalisti della Campania e alla Federazione Nazionale Stampa Italiana di valutare la possibilità di sostenere, in base alle loro funzioni statutarie, la suddetta richiesta di annullamento della delibera di Consiglio comunale del  Comune di Forio (Città Metropolitana di Napoli) n. 111 del 21 dicembre 2017 contenente il Regolamento delle riprese audiovisive delle sedute del Consiglio comunale che il sottoscritto, nella sua funzione politica e istituzionale, ritiene contrario ai principi costituzionali della libertà di stampa e di informazione.

Il sottoscritto chiede, cortesemente, di essere informato delle iniziative che in riferimento a quanto sopra invocato e chiesto saranno assunte dalle Autorità destinatarie della presente.

Domenico Savio, segretario generale Pciml

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