Ripristinare l’esenzione Imu per gli immobili inagibili
Il comitato di Casamicciola guidato da Agostino Iacono scrive al governo e alle istituzioni territoriale sollecitando la richiesta. Ci sono case ancora senza agibilità dopo sisma 2017 e alluvione 2022: “Impossibile pagare un’imposta su beni inutilizzabili”. Vengono definiti a rischio famiglie, imprese ma anche bilanci comunali. E allora ecco una proposta normativa già pronta per la legge di Bilancio

Le ferite del terremoto del 2017 e dell’alluvione del 2022 non si misurano soltanto nelle crepe dei muri o nei cantieri che stentano ad aprire. A distanza di anni, la quotidianità di molti cittadini di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio è ancora segnata da incertezze, rallentamenti e una ricostruzione che procede con fatica. In questo scenario, il tema dell’IMU è tornato centrale: dal 2024 l’esenzione per gli immobili dichiarati inagibili non è più prevista, e il peso della norma rischia di ricadere su famiglie e attività ancora bloccate. Per questo il Comitato di Casamicciola Terme per la Salvaguardia e Tutela della Salute e dell’Ambiente, guidato dal presidente Agostino Iacono, ha inviato una lunga nota alle istituzioni nazionali – dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini – e ai sindaci dei tre comuni interessati. L’oggetto è chiaro: ripristinare l’esenzione IMU per gli immobili colpiti dagli eventi calamitosi del 2017 e del 2022.
UNA PREMESSA NORMATIVA CHE PESA
Nella nota si ricorda che “i vari provvedimenti legislativi hanno previsto l’esenzione IMU fino all’anno d’imposta 2023 per i fabbricati distrutti o dichiarati inagibili a seguito del sisma”, ma che “dall’anno di imposta 2024 non è prevista più l’esenzione”. Si tratta di un cambio significativo, che riguarda centinaia di immobili ancora in attesa di interventi, pratiche o verifiche tecniche. Parallelamente, per l’alluvione del 2022, le ordinanze commissariali hanno riconosciuto lo stato di emergenza e misure di sostegno, ma il nodo principale resta: molte case sono ancora inutilizzabili. “Persistono condizioni di inagibilità e mancata ricostruzione per numerosi immobili”, scrive il Comitato, sottolineando come questa situazione si traduca in un’“impossibilità di utilizzo e grave disagio socio-economico per i cittadini”. Il Comitato articola la sua posizione in quattro punti principali. Il primo è la persistenza dell’inagibilità, perché molti edifici non hanno ancora ottenuto permessi o concluso iter di ristrutturazione. Poi c’è la questione della tutela sociale: chi ha perso la casa, spesso ospitato da parenti o in affitto, non può farsi carico di ulteriori oneri fiscali. Il terzo punto riguarda l’equità fiscale: imporre l’IMU su immobili inutilizzabili, secondo la nota, contrasta con “i principi di capacità contributiva sanciti dall’art. 53 della Costituzione”. Infine, il sostegno alle attività produttive, molte delle quali non hanno potuto riaprire dopo gli eventi calamitosi: senza un’esenzione straordinaria dovrebbero comunque versare l’imposta, pur senza poter svolgere la propria attività. La situazione potrebbe diventare critica già nel breve periodo. La normativa generale prevede solo una riduzione del 50% dell’IMU per i fabbricati inagibili, ma “non l’esenzione totale”. Per le seconde case o per gli immobili utilizzati a fini professionali, la tassa resterebbe dunque dovuta. Il Comitato evidenzia che ciò comporterebbe “un aggravio economico ingiustificato per cittadini già colpiti da eventi catastrofici”, costretti a pagare su beni “privati di valore d’uso”. Il problema, però, non riguarderebbe solo i proprietari. I Comuni perderebbero la compensazione economica statale prevista negli anni precedenti per il mancato gettito IMU. Senza questi rimborsi, si legge, si rischierebbe un “ulteriore squilibrio finanziario locale” proprio in un momento in cui le amministrazioni sono già impegnate a sostenere la ripartenza dei territori.
LA PROPOSTA: ESENZIONE FINO ALLA RICOSTRUZIONE


Per scongiurare questi effetti, il Comitato chiede al Governo e al Parlamento di inserire nella Legge di Bilancio, o in un decreto legge di emergenza, una proroga specifica per Ischia. L’esenzione dovrebbe essere riconosciuta “fino al ripristino dell’agibilità o alla ricostruzione, senza limite temporale prefissato”, e resa accessibile tramite “semplice dichiarazione del Comune, basata su ordinanza di sgombero o perizia tecnica”. Una delle parti più rilevanti del documento è la proposta normativa già redatta, pronta per essere inserita nei provvedimenti finanzari: un articolo che prevede che i fabbricati dei comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio, colpiti dagli eventi del 2017 e del 2022, siano esenti dall’IMU “fino alla definitiva ricostruzione o riacquisizione dell’agibilità… e comunque non oltre il 31 dicembre 2028”. E’ previsto anche un passaggio procedurale: il contribuente potrà dichiarare annualmente l’inagibilità all’autorità comunale, che entro venti giorni dovrà trasmettere l’atto di verifica all’Agenzia delle Entrate. Infine, un decreto dei Ministeri dell’Interno e dell’Economia stabilirebbe ogni anno modalità e criteri per il rimborso ai Comuni del minor gettito IMU. Nelle conclusioni della nota, il Comitato insiste sul valore sociale della misura richiesta, affermando che la proroga dell’esenzione “non è soltanto una misura fiscale, ma un atto di giustizia sociale e di coerenza istituzionale”. Viene evidenziato come, senza una proroga, si genererebbe “un’ingiustizia evidente per i cittadini e le imprese di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio”, già duramente provati. Viene anche richiamato il precedente del Centro Italia: nella bozza di Legge di Bilancio, infatti, la proroga dell’esenzione IMU per quei territori è già prevista. Per il Comitato questo è un punto chiave: “applicare lo stesso principio a Ischia significa assicurare parità di trattamento e rispetto dei principi di equità” garantiti dalla Costituzione.
L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI
La parte finale del documento è un invito a tutti gli attori istituzionali – Governo, Dipartimento Casa Italia, Commissario straordinario e amministrazioni locali – a sostenere la proposta in modo compatto. Il Comitato ribadisce di agire “nell’interesse dei cittadini dei territori interessati dal sisma del 21 agosto 2017 e dagli eventi meteorologici del 26 novembre 2022”, e conferma il proprio impegno a formulare soluzioni che possano aiutare il territorio a superare le difficoltà





