CULTURA & SOCIETA'

Rising star – Zoey Deutch, è nata una stella

Bellezza, grazia, talento. E, a dispetto del nome così teutonico, un’origine tutta californiana. Zoey Deutch, è uno dei volti più promettenti della nuova generazione di Hollywood. Una giovane attrice su cui tutti scommettono stia per diventare un’autentica superstar. Intelligente, impegnata politicamente, femminista dichiarata, Zoey ha sempre avuto la passione per la recitazione e il mondo del cinema. Un’eredità di famiglia: la mamma è Lea Thompson (nota per il ruolo di Lorren McFly, mamma di Michael J. Fox nella trilogia di ‘Ritorno al futuro’), mentre il papà è il regista Howard Deutch. Una famiglia di artisti, con la 24enne che si è fatta notare per svariati ruoli interessanti al cinema e in tv. Come quello della giovane dove è una studentessa destinata a diventare amica e confidente di un insegnante (un ritrovato Johnny Depp) alle prese con l’ultima fase della sua vita.

«Ho girato quel film quasi per caso, lavorare con un grande talento come Depp è incredibile anche se il mio è un piccolo ruolo. Ora sono concentrata sulla serie tv “The politician”, di Ryan Murphy. Uscirà su Netflix a settembre. Con me nel cast anche Gwyneth Paltrow, Jessica Lange e Ben Platt. E’ molto divertente anche se tratta dei temi molto seri. Il mio ruolo è quello di una ragazza molto malata a cui viene chiesto di diventare la vicepresidentessa di classe.»
Sul #metoo «è stata la cosa migliore è che sia successa all’industria cinematografica da quando ne faccio parte. Ho visto solo cambiamenti positivi, il #metoo ha avuto il potere di unire le donne, che hanno fatto finalmente fronte comune. In un momento in cui tutto porta a dividerci, a essere gli uni contro gli altri, questo movimento ha fatto sì che le donne potessero esprimere una voce unica. Sono molto grata di essere oggi, a 24 anni, un giovane attrice che fa questo mestiere in questo momento storico. Mi ritengo molto fortunata e sono molto ottimista rispetto al futuro.»
Più diplomatica, come la ferrea scuola hollywoodiana insegna e impone, quando le chiediamo se lavorerebbe con Woody Allen «Non rispondo. Se rispondessi, alimenteremmo la smania dei giornali, il titolo di domani sarebbe questo e non mi va di rispondere a questo gioco.»

La Deutch sarà nel sequel di quel un gioiellino horror che fu “Zombieland«. A ottobre uscirà “Benvenuti a Zombieland”, dove un gruppo di cacciatori di morti viventi parte per salvare la terra da nuovi zombi che l’hanno invasa: gli Homer (gli stupidi), gli Hawking (gli intelligenti) e i Ninja (i più letali). Un film di genere che, come ben insegna il cinema di Romero, sa essere incredibilmente teorico e militante. Squadra che vince non si cambia: ritroveremo tutti (Jesse Eisenberg, Emma Stone, Woody Harrelson, Abigail Breslin, perfino il deceduto Bill Murray), più qualche novità (Dan Acroyd, Rosario Dawson e la stessa Zoey Deutch).
Il legame con l’Italia? Fortissimo. «Non solo il cinema italiano è il migliore di tutti. Anche il cibo, la moda, lo spritz. E’ il mio paese preferito, non lo dico perché sono in Italia. Ho guidato in Toscana e mi fermavo continuamente per cercare una casa in vendita. Probabilmente, in una vita passata, sono stata qui.» I consigli di mammà? «Usare molta crema protettiva, lavorare duro ed essere sempre gentile con tutti. E’ l’unico modo per essere pronti a cogliere la fortuna quando arriverà.»

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