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Ritorno al passato, De siano punta alla poltrona da sindaco di Lacco Ameno

LACCO AMENO. Domenico De Siano sindaco di Lacco Ameno. Non è uno scenario che appartiene al passato. O almeno, non solo a quello. Al momento potrebbe sembrare poco più che un inciucio di paese, ma sembra che il noto imprenditore sia sul punto di ritornare a puntare alla carica di primo cittadino del piccolo comune del Fungo, del quale fu già sindaco per due mandati consecutivi, nel decennio tra il 1997 e il 2007. È ancora presto per parlare nel dettaglio di elezioni, che per l’ente di Piazza Santa Restituta avranno luogo solo nel 2020, ma fonti più che attendibili assicurano che il Senatore De Siano voglia in un certo senso “tornare alle origini”. Da sempre molto legato al suo paese, non solo per ragioni imprenditoriali ma anche affettive, De Siano sembra quindi intenzionato a ritornare a ricoprire una carica che lo ha già visto protagonista in un passato lontano ma non troppo. La sua è una volontà allo stato dell’arte chiara e marcata, e lo stesso coordinatore regionale di Forza Italia avrebbe manifestato la propria intenzione e volontà ad alcune persone a lui particolarmente vicine.

Da quanto si apprende, nella decisione non c’entrerebbe  l’operato dell’attuale sindaco, Giacomo Pascale, che da parte sua sta riscuotendo ampi consensi, che travalicano gli angusti confini lacchesi: dopo l’emergenza-sisma, il “movimentismo” e la padronanza affabulatoria del primo cittadino hanno progressivamente occupato gran parte della scena isolana e della convulsa fase post-terremoto. Indubbiamente aiutato dalle dimensioni del problema, a onor del vero molto minori rispetto ai guai che deve fronteggiare Giovan Battista Castagna nel limitrofo comune di Casamicciola, vero centro dell’emergenza, Pascale ha saputo capitalizzare a livello d’immagine quasi ogni momento istituzionale a cui ha partecipato in questi impegnativi mesi. E dunque, a meno che non vi siano motivi di “gelosia” verso la crescente popolarità di Pascale, non è certo questo il motivo che spingerebbe De Siano a riproporre a distanza di tredici anni la sua candidatura a sindaco di Lacco Ameno: anzi, conoscendolo, tale motivo sarebbe il primo ad essere escluso, vista la caratura di livello nazionale acquisita nel frattempo da Domenico.

Abbiamo nominato Casamicciola: i destini dei due comuni “costieri” sono spesso legati, non solo da una naturale omogeneità territoriale e storica, ma anche da forti contiguità “di sangue”, con molte grandi famiglie che si estendono in entrambi i territori, e si sa, da sempre la politica sull’isola si confonde con le “mappe” familiari e gli intrecci di parentela. Ma le contiguità sono anche altre, e proprio su queste si potrebbe giocare un tassello che contribuirebbe a consolidare la nuova candidatura di De Siano a Lacco Ameno, dove le relazioni tra l’attuale maggioranza e la famiglia Polito, scese a temperature polari, sembrano aver avuto un rinnovato positivo impulso, grazie anche a una probabile contropartita di stampo “casamicciolese”. Non è un mistero che una parte delle vicende politiche del comune termale siano comunque determinate dal Senatore, non a caso forse il maggior sostenitore di quel Comune unico avversato proprio da chi teme la potenza, politica ed economica, di Domenico De Siano. Per farla breve il fatto che Lucia Polito sia stata tra coloro che abbiano trovato una collocazione nella cittadina termale al termine di una selezione pubblica, potrebbe rappresentare secondo gli immancabili maligni un indizio decisamente significativo. Al lettore, ovviamente, l’ardua sentenza e soprattutto ricavarne l’idea che ritiene più “giusta”.

Il parlamentare lacchese iniziò giovanissimo a misurarsi nell’agone politico: a soli 21 anni, nel 1980, entrò in Consiglio comunale durante la lunghissima era del professor Vincenzo Mennella, che per oltre trent’anni ricoprì la carica di sindaco presso la Torre dell’Orologio: «Ero lì per ascoltare e per imparare – dichiarò il Senatore qualche anno fa – e seguivo ogni consiglio da parte del professor Mennella, che considero come colui che mi ha insegnato le nozioni basilari della politica». Nozioni di cui, da democristiano di razza, De Siano ha saputo farne buon uso fino a diventare sindaco dopo la parentesi a guida social-comunista che governò il Comune dopo il 1985. Da lì, i traguardi imprenditoriali e quelli politici del futuro Senatore sono andati in parallelo: titolare, attraverso le società di famiglia, di numerosi e prestigiosi hotel ed esercizi commerciali, dopo la conclusione del secondo mandato (e ultimo, almeno fino ad ora) De Siano ha continuato a mantenere un saldo controllo sul panorama politico lacchese, tramite lungimiranti alleanze e decisioni che a medio-lungo termine gli hanno dato spesso ragione. Attuale coordinatore regionale di  Forza Italia, è stato consigliere provinciale dal 2004 e consigliere regionale dal 2010, anno in cui per alcuni mesi ricoprì anche la carica di Deputato alla Camera (molti ricorderanno il fallito tentativo di “sgambetto” di Gianfranco Fini al Governo Berlusconi). Ripetiamo, sembra presto per ipotizzare scenari sulle elezioni lacchesi, ma tre anni fa, quando si ipotizzò la candidatura di De Siano alle elezioni di Ischia, fioccarono le smentite, ma poi il Senatore effettivamente si è ritrovato nella contesa di via Iasolino, dove ricopre la carica di consigliere d’opposizione. Dunque non è fuori luogo delineare il “ritorno a Itaca”, pardon, a Lacco Ameno, che a dispetto della lunga frequentazione romana, resta per il Senatore il vero centro del proprio “impero”.

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