CRONACAPRIMO PIANO

Ritrovato il corpo di Michele, le vittime salgono a otto

Ieri mattina recuperato anche il terzo figlio della coppia ancora intrappolata tra le macerie, ancora quattro i dispersi. Intanto la Procura apre un’inchiesta, si ipotizza il reato di disastro colposo. Oggi al Capricho riunione operativa tra Ccs e CoC per fare il punto della situazione: e preoccupano le condizioni meteo dei prossimi giorni

Un’altra giornata ad attendere un miracolo che non è arrivato. E che presumibilmente non arriverà più. Quella di ieri è stata un’altra giornata di dolore, di attesa, di notizie che arrivassero da quella via Celario completamente devastata dalla frana che ha sconvolto Casamicciola. Al mattino arriva un’altra pugnalata, un nuovo colpo al cuore. C’è l’ottava vittima accertata, un altro corpo recuperato: si tratta del terzo dei figli della coppia di coniugi che verosimilmente è sepolta sotto le macerie in un altro angolo di quella che fu l’abitazione di famiglia. La vittima è il quindicenne Michele Monti. Nella giornata di ieri erano invece stati trovati i corpi senza vita di Francesco e Maria Teresa Monti, insieme a Maurizio Scotto di Minico, la moglie Giovanna Mazzella e il loro figlio neonato Giovan Giuseppe di appena 22 giorni, poi Nikolinka Gancheva Blangova, di nazionalità bulgara, 58enne. Il primo corpo ad essere ritrovato, tra l’altro lontano da via Celario, era stato quello di Eleonora Sirabella. Mancano all’appello quattro persone: si tratta dei coniugi Gianluca Monti e Valentina Castagna, di Salvatore Impagliazzo (fidanzato della povera Eleonora) ed un’altra persona di sesso femminile: fino a quando è calato il sole si è continuato a scavare, ma senza che il terreno restituisse altri morti. Unica consolazione, aver ritrovato vivo proprio il cane della famigliola, che per tre giorni era rimasto intrappolato in una macchina o forse vi si era rifugiato. Una bella storia da raccontare in un quadro della disperazione che purtroppo non ha ancora scritto il suo ultimo capitolo. I feriti restano cinque, di cui uno solo recuperato all’ospedale Cardarelli di Napoli ma le cui condizioni non destano preoccupazioni.

Nel frattempo – come era ampiamente prevedibile – si muove anche la magistratura dopo una tale tragedia. Il possibile fenomeno dell’abusivismo edilizio e anche eventuale mancati abbattimenti sono oggetto di un’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Napoli. Il reato ipotizzato è quello di disastro colposo, al momento non risultano soggetti iscritti nel registro degli indagati. L’obiettivo dei pm che hanno aperto il fascicolo è quello di capire quali fossero le condizioni delle abitazioni finite sotto il fiume di fango, ma anche se tra gli immobili presenti nell’area della frana ce ne fossero alcuni gravati da provvedimenti di demolizione passati in giudicato, in modo da comprendere se il rispetto di determinate disposizioni giudiziarie da parte dell’uomo avrebbe potuto evitare quanto successo. E’ chiaro che si tratta di un’attività investigativa lunga e complessa che è appena alla sua genesi.

Nel frattempo hanno fatto discutere le dichiarazioni rilasciate dall’ingegnere Giuseppe Conte, che fu primo cittadino di Casamicciola negli anni ’90: “L’ultima mia segnalazione alle autorità competenti sui gravi rischi per la popolazione di Casamiccioladovuti al dissesto idrogeologico li avevo segnalati il 22 novembre scorso: avevo scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione”. Nel frattempo il ministero delle Finanze – a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei Ministri – ha reso noto che è in fase di predisposizione una normativa d’urgenza che consenta ai contribuenti la sospensione dei termini e dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi in favore dei soggetti residenti o operanti nei territori di Casamicciola e Lacco Ameno. Intanto il Prefetto di Napoli Claudio Palomba ha reso noto che gli sfollati sono attualmente 230 ma il numero potrebbe crescere: per adesso si trovano in strutture alberghiere ma l’auspicio di Palomba è che “essendo in inverno e trattandosi di nuclei familiari si cercano allocazioni che siano vere e proprie abitazioni anche per alleviare la loro condizione di difficoltà”. Uno sguardo, e pure con comprensibile apprensione, viene indirizzato anche alle previsioni meteo: nei prossimi giorni potrebbe tornare la pioggia e con una situazione di instabilità come quella attuale è evidente che c’è davvero poco da stare allegri.

Nel frattempo arrivano anche un po’ di numeri, sempre dall’ufficio territoriale di governo: sull’isola operano attualmente 160 vigili del fuoco con 70 mezzi giunti da Campania, Lazio, Toscana, Abruzzo, Puglia, Molise. Le squadre del Corpo nazionale sono dislocate nel territorio Casamicciola: esperti in topografia applicata al soccorso, USAR (Usar Search And Rescue), SAF (Speleo Alpino Fluviali), cinofili e operatori SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) al lavoro nella parte alta di via Celario per le operazioni di ricerca. Sommozzatori giunti dalla Toscana operano con un sonar per scandagliare i fondali nello specchio di mare in prossimità del porto. Infine, questa mattina si svolgerà presso il Capricho una riunione congiunta del Centro di coordinamento soccorsi (Ccs) e del Centro operativo comunale (Coc): lo ha riferito sempre il Prefetto di Napoli nel corso del punto stampa in Prefettura.

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