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Riva Destra allagata, la rabbia dei commercianti: «Chiudiamo per ferie forzate»

L’acqua alta costringe i ristoratori di via Porto a tenere chiuse le attività e montano polemiche e frustrazione per una soluzione che tarda ad arrivare per le zone più colpite dal fenomeno dell’acqua alta

I luoghi più iconici di Ischia inghiottiti dalle onde. Anche l’isola vive (con le debite proporzioni) il clima di paura che in questi giorni attanaglia gli abitanti di Venezia, costretti a fare i conti con un’acqua alta che lambendo i due metri di altezza spaventa e stordisce. Le immagini da cartolina, le emozioni suscitate dalla flebile ed elegante lieve acqua alta che con garbo concedeva uno spettacolo senza pari per i turisti fa posto, nell’animo dei residenti, al timore di perdere tutto. Una paura causata da una vera e propria inondazione, aggressiva e distruttiva.

Come nella Serenissima, a Ischia Ponte e sulla Riva Destra l’acqua si fa prepotente. Invade piazzali e strade, stagna nelle fondamenta degli edifici storici del centro. Il sale delle acque procede così a corrodere le fondamenta dei palazzi, delle case, dei ristoranti storici, dei bar. I problemi a lungo termine, temono i preoccupati residenti, si faranno sentire. Se non subito fra qualche mese, quando magari il ricordo di questi giorni di invasione d’acqua si saranno fatti flebili nella memoria. L’acqua e il sale non perdonano. Corrodono lentamente le basi della nostra architetture.

A Ischia Ponte l’immagine delle barche alla deriva che raggiungono le strade solitamente animate da centinaia di persone, quel popolo festante che si dà appuntamento nel piazzale delle alghe per godere del classico panorama sorseggiando l’immancabile caffè, ha fatto il giro del web. Residenti prigionieri delle proprie abitazioni, attività commerciali costrette a chiudere i battenti e sperare che le acque si ritirino per dare modo ai manutentori di ripulire le strade da fango, posidonia e preoccupazione. Il piazzale delle Alghe completamente allagato èimmagine suggestiva ma preoccupante. Inquietanti anche le immagini della Riva Destra. La strada dove solitamente vengono disposti tavolini e sedie sono invase dalla acque. Le bitte, che solitamente segnano i confini con l’acqua del porto, scompaiono tra le acque. Ristoratori e residenti sono esasperati.

“Ci prendiamo ferie forzate – tuona Francesco Mancusi del Porto 51, uno dei locali più frequentati della Riva Destra. – Date le condizioni degli ultimi giorni, dove è evidente un netto peggioramento degli episodi di allagamento per l’Alta Marea rispetto agli altri anni, comunichiamo che il Porto 51 resterà chiuso fino a quando non migliorerà la situazione! Sono anni ormai che arrivati in questi periodi dell’anno questa strada è impossibilitata a svolgere il proprio lavoro, e sinceramente ci siamo anche stancati di dire che nel 2020 questa situazione è ai limiti dell’assurdo”. Intanto, mentre il Comune di Ischia chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale per fronteggiare i danni evidenti per far fronte ai danni derivati dalla sferzata di maltempo ci si interroga su quali attività svolgere per fronteggiare una volta per tutte la periodica invasione di acqua che ormai con una certa regolarità invade le zone più sensibili al fenomeno, dando una concreta e preoccupante anticipazione di quanto le preoccupanti previsioni sui cambiamenti climatici stanno diffondendo.

Dobbiamo forse abituarci all’idea di vedere scomparire, come novelle città sommerse di Aenaria, il ridente piazzale delle Alghe di Ischia Ponte? Dobbiamo forse rassegnarci all’idea che il pontile che conduce verso il Castello Aragonese debba diventare come l’istmo che conduce verso Mont Saint-Michel in Francia, periodicamente sommerso dalle acque? E che dire della riva destra dove i fenomeni di allagamento si fanno sempre più frequenti, tanto d’estate quanto d’inverno. Il recente arenamento del traghetto della Gestour nel porto di Ischia ricorda l’impellenza di effettuare, nel più breve tempo possibile, operazioni di dragaggio nel porto, dove ormai negli anni si è accumulato fin troppa sabbia, fattore che evidentemente incide nei sempre più frequenti fenomeni di acqua alta.

Foto Franco Trani

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