Rizzoli a pezzi, rianimazione solo per i codice rosso

di Stefano Arcamone
Dei diciotto anestesisti necessari a garantire i servizi minimi di reparti cruciali come rianimazione e codice rosso, ne operano soltanto sette, otto se si include anche il primario. «Siamo troppo pochi, chiudo il reparto di rianimazione e garantisco solo i codice rosso» tuona il direttore sanitario del Rizzoli Valentina Grossi in una nota indirizzata ai vertici dell’Asl Campania. Scatta l’allarme, in piena stagione turistica: la rianimazione chiude i battenti, i degenti saranno trasferiti a Napoli. L’allarme si diffonde a macchia d’olio, complici anche i social, prima della schiarita, che giunge nel tardo pomeriggio: da Monteruscello approvano il piano per il finanziamento di 400 ore di straordinario per garantire il servizio fino a fine mese dopo una trattativa estenuante, carica di tensioni e tutt’altro che scontata.
LA GROSSI: «204 ORE SCOPERTE, CHIUDO LA RIA»
La questione Rizzoli scoppia nella tarda mattinata di ieri. Sono da poco passate le 11:30 quando dalla mail ufficiale del nosocomio lacchese parte una missiva indirizzata, tra gli altri, anche ai Commissari straordinari dell’Asl. Mittente è Valentina Grossi, dirigente del Rizzoli. L’ulteriore contrazione delle unità afferenti al reparto di rianimazione del presidio ospedaliero, scrive la Grossi, «non consente il mantenimento ulteriore delle attività ordinarie. Il presidio ospedaliero garantirà solo gli interventi chirurgici indifferibili e la guardia attiva per il Codice Rosso». La presa di posizione della Grossi è inevitabile: solo nell’ultimo mese, sono tre gli specialisti in anestesia che hanno abbandonato la struttura di Lacco Ameno, compreso uno «specialista ambulatoriale a 38 ore» che, raccontano dal Rizzoli, ha abbandonato il posto di lavoro all’improvviso «lasciando scoperti turni pari a 204 ore nel solo mese di luglio». Contemporaneamente, aggiunge però la dirigente, «sono venute meno le ore assegnate agli anestesisti di Frattamaggiore in quanto l’autoconvenzione non è stata rinnovata».
VIA AL TRASFERIMENTO DEI DEGENTI
La notizia della chiusura del reparto di rianimazione era nell’aria già da qualche giorno e non coglie impreparato il personale del Rizzoli. Appena la comunicazione della Grossi diviene ufficiale, vengono predisposti i trasferimenti a Napoli «dei pazienti con patologie orto-traumatologiche» e viene diramato l’ordine di servizio nel quale si comunica al personale del presidio ospedaliero che non potranno essere più accettati nuovi ricoveri in rianimazione. Il primo paziente a finire nella tagliola delle nuove disposizioni è la donna ricoverata d’urgenza nel pomeriggio dopo essere quasi annegata alla Pagoda: il personale di rianimazione dispone l’immediato trasferimento a Giugliano con l’eliambulanza, con lei un altro degente ricoverato in rianimazione. Alle 14:25 anche il reparto di ortopedia alza bandiera bianca: saltano due operazioni per la ricomposizione di alcune fratture. Il primario comunica alla Grossi, a De Paola e a D’Amore l’intenzione di trasferire presso alcune strutture della terraferma cinque ammalati ricoverati presso il Rizzoli in attesa di essere operati.
LA TRATTATIVA DI MONTERUSCELLO
A Monteruscello si diffonde la notizia e scatta l’allarme. Lo stato maggiore dell’Asl Campania convoca la Grossi per trovare una via d’uscita ad una situazione potenzialmente esplosiva. Con l’estate entrata nel vivo e l’isola che inizia a riempirsi di turisti, la chiusura della rianimazione del Rizzoli va assolutamente evitata. Fortuna vuole che D’Amore, De Paola e Pironti sembrano aver preso a cuore le vicende del Rizzoli. E si attivano per venire incontro alle esigenze della Grossi. La schiarita arriva nel tardo pomeriggio: vengono stanziate 400 ore per gli anestesisti di Ischia, abbastanza per arrivare a fine luglio. Pericolo scampato, almeno fino a fine mese. Da oggi riprenderanno regolarmente le operazioni, fatta eccezione per la sospensione delle attività nel periodo compreso tra il 15 ed il 24 luglio per lavori di ammodernamento strutturale. Poi si vedrà, ma in fondo non è una novità. è dal 2001 che il Rizzoli vive alla giornata. Farlo per ancora un mese non cambierà di certo le carte in tavola




