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Rizzoli, i nuovi colori del Pronto Soccorso

Per l’ospedale Rizzoli il 28 marzo rimarrà una data in un certo senso storica. Il nosocomio lacchese quel giorno ha infatti inaugurato la completa informatizzazione del Pronto Soccorso. Il direttore Luigi Capuano in poche settimane ha portato a compimento una serie di importanti innovazioni pianificate da tempo e che, una volta andate a regime, consentiranno alla struttura di far fronte in modo adeguato alle emergenze che durante la lunga stagione turistica vedono l’utenza isolana aumentare in modo esponenziale , fino a triplicarsi nei mesi estivi. Quali sono le implicazioni dell’informatizzazione? «Maggiore ordine, efficienza e precisione d’intervento», spiega il direttore, planato al Rizzoli dopo una ventennale esperienza all’Ospedale di Pozzuoli, «e ogni referto sarà redatto solo in via digitale, pronto per essere inviato via posta elettronica certificata alle Forze dell’Ordine». Addio dunque alle numerose scartoffie che comunque ancora condizionano in modo rilevante le attività in altri settori della sanità. Un’innovazione che porta l’ospedale isolano al passo con le più attrezzate strutture sanitarie della terraferma, frutto anche del dialogo costante, quasi quotidiano, che il dottor Capuano intrattiene coi vertici dell’Asl Napoli 2 Nord, dal Direttore Generale D’Amore, alla Direttrice sanitaria Scafarto.

Il nostro presidio entra così a grandi passi nella modernità, e il cuore di questa importante fase di trasformazione è il Triage infermieristico, che consentirà di evitare gli ingorghi infiniti che finora aveva causato reciproci pesanti disagi agli operatori e agli utenti, con tempi d’intervento insostenibili. Il Triage prevede l’accesso alle cure non più sulla base dell’ordine di arrivo dei pazienti al Pronto Soccorso, bensì sulla priorità delle loro condizioni: un sistema che permette di somministrare le apposite cure prima ai casi con una priorità maggiore e di seguito a quelli con priorità minore. Il grado di urgenza di ogni paziente viene rappresentato da un codice colore assegnato all’arrivo, dopo una prima valutazione compiuta da un infermiere. Arrivato al PS, l’anamnesi del paziente viene inserita nel sistema informatico che assegna un codice di diverso colore. Il rosso rappresenta i casi più gravi, con pericolo di vita immediato, che comporta la subitanea sospensione di ogni altra attività per preparare il reparto a ricevere il paziente approntando l’ambulatorio con la maggiore tecnologia possibile. Il codice giallo invece viene assegnato ai pazienti con lesioni gravi, con eventuali alterazioni a una delle tre grandi funzioni vitali (respiratoria, cardiocircolatoria, nervosa). Il codice verde è quello per i casi meno gravi: situazioni che in genere dovrebbero essere risolte dal medico di base.

È stato lo stesso Capuano a guidarci in una visita al Pronto Soccorso: la prima sala, quella che assegna i codici ai pazienti, è propedeutica a una seconda, dove la condizione del singolo paziente viene “rivalutata”, perché un codice giallo potrebbe ad esempio alleviarsi ed essere riclassificato come verde, oppure una condizione inizialmente ritenuta sotto controllo potrebbe aggravarsi. Come hanno spiegato medici e  infermieri, il meccanismo del Triage serve anche a rendere progressivamente consapevole l’utenza che il Pronto Soccorso non va più visto come il rimedio immediato per qualsiasi caso, compresi quelli lievi o lievissimi: l’accesso al P.S. va considerato soltanto nel caso in cui tutti gli altri presidi sanitari presenti sul territorio non siano in grado di fronteggiare la situazione, dal medico di famiglia alla guardia medica, al pediatra. In tal modo, sarà inutile lamentarsi dei ritardi e delle lunghe attese, se il presidio si trova a dover affrontare casi più gravi. Un’attitudine che servirà a decongestionare il Pronto Soccorso, che rappresenta il “collo dell’imbuto” dove finora l’intasamento era più la regola che l’eccezione.  

Certo, in questa prima settimana non tutto è andato liscio, ci sono ancora alcuni tasselli da mettere a posto, il personale stesso sta prendendo dimestichezza con le nuove procedure e c’è bisogno di qualche tempo prima di poter fronteggiare senza incertezze gli snodi del percorso incontrato dai pazienti  “triagiati”, ma la macchina è ormai partita e la strada è senza dubbio quella giusta. Un’altra idea da concretizzare prossimamente è, come abbiamo già anticipato su queste colonne, la cosiddetta “osservazione breve intensiva” (Obi), uno strumento ritenuto ormai necessario per ridurre ricoveri e dimissioni improprie. Essa va concepita come un’area adiacente al Pronto Soccorso, ove i pazienti possono sostare in attesa della definizione diagnostica e per un’ulteriore osservazione clinica intensiva, di norma per non più di 24 ore.

A quanto pare, saranno quattro i posti d’osservazione previsti, che ovviamente avranno bisogno del relativo personale. Ecco, il personale è un’altra delle voci su cui il direttore Capuano si sta adoperando, mettendo in atto un’ “auto-convenzione” per ottenere nuove unità presso i reparti di ortopedia e rianimazione: unità provenienti anche da altre strutture, ma sempre nell’ambito dell’Asl Napoli 2 Nord.«Il direttore D’Amore e la dottoressa Scafarto rispondono sempre sollecitamente alle mie richieste – afferma il dottor Capuano – e solo con una continua sinergia potremo far funzionare sempre meglio una struttura che presto sarà considerata un vero e proprio gioiello per l’isola d’Ischia».

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