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Rizzoli: risolto il problema condizionatori, ora a rischio la guardia medica pediatrica

ISCHIA – Possono tirare il proverbiale sospiro di sollievo i degenti e il personale sanitario dell’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno: dopo una serie di vibrate proteste, l’Asl Napoli 2 Nord ha infatti provveduto a risolvere il problema relativo al sistema di climatizzazione della struttura ospedaliera ubicata nel Comune del Fungo. Nella tarda mattinata di ieri è arrivato anche un comunicato dell’azienda sanitaria retta dal dottor Antonio d’Amore. «L’impianto di climatizzazione del Rizzoli – si legge nella nota – è tornato a funzionare stamane (ieri per chi legge, ndr) a seguito dell’intervento delle squadre dei tecnici inviate dall’Ufficio Tecnico dell’ASL Napoli 2 Nord che già dallo scorso venerdì si erano recati sul posto per verificare la situazione. La causa del blocco all’impianto è stata individuata in alcune perdite alle condotte del liquido refrigerante che, a loro volta, avevano causato anche problemi alla meccanica».

«La situazione – si apprende ancora dal comunicato – era stata verificata dai tecnici lo scorso venerdì, ma non era stato possibile intervenire in modo risolutivo a causa di alcuni ricambi che si sono resi disponibili solo nella mattinata di oggi. L’impianto di condizionamento dell’ospedale Rizzoli è stato revisionato e aggiornato nelle tecnologie cinque anni fa, sostituendo un sistema obsoleto e inefficiente. La Direzione Aziendale ha seguito con la massima attenzione la situazione fin dal primo momento e ha chiesto all’Ufficio Tecnico una dettagliata relazione circa le cause del malfunzionamento e le azioni utili a prevenire il ripetersi dell’episodio». ​

LA PEC DEL CUDAS ALLA DIREZIONE GENERALE DELL’ASL. Poco prima che l’Asl inviasse il comunicato, il Cudas aveva inoltrato una pec al direttore generale Asl Napoli 2 Nord e, per conoscenza, al direttore sanitario dell’ospedale “Rizzoli” e ai sindaci dell’isola d’Ischia. «In questi ultimi giorni – ha scritto la presidente del comitato Gianna Napoleone – abbiamo ricevuto numerose segnalazioni circa le condizioni proibitive che si sono create all’interno dell’ospedale isolano, per effetto del mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione che sta provocando enormi disagi in tutti i reparti, incluso perfino il complesso operatorio. A maggior ragione per l’ondata di caldo iniziata lo scorso fine settimana, la situazione risulta insostenibile per i pazienti e per gli operatori, alle prese con l’ennesima emergenza in un periodo di intensissimo lavoro nel pieno della stagione turistica. Peraltro, in questi giorni si trovano ricoverati al “Rizzoli” diversi turisti e di certo le condizioni poco accoglienti (per così dire) sperimentate in corsia non sono passate inosservate e non saranno motivo di buona “pubblicità” per l’ospedale isolano».

La Napoleone ha inoltre scritto che «considerato che l’estate e il caldo che le sia accompagna non rappresentano degli eventi imprevedibili, ormai neppure più per condizioni climatiche estreme, risulta ancor meno comprensibile il mancato funzionamento di un impianto fondamentale per la vivibilità della struttura proprio nel momento in cui dovrebbe esserne garantita la massima efficienza. A tale proposito, chiediamo all’Azienda da Lei diretta di provvedere con la massima urgenza alla soluzione dell’emergenza in corso, già durata anche troppo, considerato che colpisce un presidio sanitario fondamentale per la nostra comunità e senza alternativa sul nostro territorio. Nell’occasione, sollecitiamo altresì che venga verificata, e dunque assicurata, la piena funzionalità di tutti gli impianti e apparecchiature necessari al migliore funzionamento dell’ospedale “Rizzoli”, a tutela del benessere dei pazienti e degli operatori, unitamente alla qualità del loro lavoro».

IL J’ACCUSE DEL PCIML: «UNO SCANDALO SENZA FINE». Sulla vicenda dei condizionatori del “Rizzoli” era intervenuto anche Gennaro Savio del Pciml. «Scandalo senza fine presso l’ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno dove da due giorni manca l’aria condizionata nelle stanze dei vari reparti ove sono ricoverati i degenti, alcuni anche in gravissime condizioni. Ieri i parenti di alcuni malati ci hanno contattato per riferirci del pietoso stato in cui i propri cari sono costretti ad essere ricoverati in stanze dove a farla da padrone è il caldo sopprimente ed insopportabile. E così stamattina 15 luglio 2018 (domenica per chi legge, ndr) mi sono recato presso il nosocomio lacchese dove ho potuto effettivamente appurare di persona che la situazione è a dir poco drammatica».

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«Pensate – ha aggiunto Savio – che per cercare di alleviare le sofferenze provocate dal caldo torrido, i parenti che assistono i malati sono stati costretti a portarsi da casa un ventilatore affinché l’aria prodotta possa dare ai loro cari un po’ di respiro: da non credere. Responsabili politici ed istituzionali della mancanza di aria condizionata presso il “Rizzoli” sono i sei sindaci dell’isola d’Ischia, tutti gli assessori e i consiglieri comunali (molti di loro sono anche medici) purtroppo puntualmente eletti dagli isolani che nella loro maggioranza continuano sempre a votare per i propri carnefici sociali  i quali una volta eletti a tutto pensano tranne che a difendere gli interessi collettivi e popolari, il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, gli assessori della sua giunta e i consigliere di tutti partiti presenti all’interno dell’assise regionale i quali, nonostante la notizia fosse stata diffusa ieri dai mezzi di informazione, a tutt’oggi non hanno ancora risolto il problema».

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«Si tratta di una situazione a dir poco scandalosa – ha sottolineato Savio – dove il sudore che cola dalla fronte dei malati dovrebbe rappresentare un monito per quei rappresentanti istituzionali responsabili di tale scandalo sociale e sanitario e che, invece, se ne fregano delle maggiori sofferenze che devono patire i degenti a causa della mancanza di aria condizionata. Non sappiamo quali siano le motivazioni tecniche per le quali in ospedale da due giorni manca l’aria condizionata, ma secondo noi in un paese degno di poter essere definito civile, dopo che la notizia è stata diffusa dagli organi di informazione, in ospedale sarebbero dovuti intervenire i rappresentati di tutte le istituzioni del nostro Paese per fare chiarezza su quanto stesse accadendo e pretendere l’immediata riattivazione dell’impianto che alimenta l’aria nei vari reparti. E se questo non fosse stato prontamente possibile, l’Asl Napoli 2 Nord avrebbe dovuto già attivarsi per far collocare all’interno di ogni stanza dei condizionatori portatili».

Nella parte finale della nota si leggeva che «il Partito Comunista Italiano Marxista-leninista guidato dal segretario generale Domenico Savio, nel denunciare con forza la vergognosa ed intollerabile situazione venutasi a creare presso il “Rizzoli” di Lacco Ameno, nel condannare con estrema fermezza le responsabilità politiche dei sindaci e delle giunte municipali isolane e del presidente e della giunta regionale della Campania e nel solidarizzare con i tantissimi pazienti attualmente ricoverati nel nostro unico ospedale pubblico, chiede  con forza l’immediata riattivazione dell’aria condizionata nelle stanze del “Rizzoli” affinché si metta fine alla situazione scandalosa ed infernale venutasi a creare per decine e decine di degenti e per il personale medico e paramedico costretto a lavorare in condizioni al limite delle possibilità umane».

L’APPELLO DI IMPAGLIAZZO: «A RISCHIO LA GUARDIA MEDICA PEDIATRICA, INTERVENGANO I SINDACI». Nella giornata di ieri abbiamo incontrato anche il portavoce del Cudas Antonello Impagliazzo, che ci ha preannunciato che potrebbe esserci un nuovo taglio (seppur temporaneo) ai servizi sanitari dell’isola verde. «Continuano le problematiche, e c’è una novità: sembrerebbe che per il mese di agosto, vista la penuria di personale, verrà sospesa la guardia medica pediatrica. Questa è una cosa che non è possibile accettare su un’isola che sicuramente ospiterà centinaia di migliaia di bambini tra turisti e residenti. Non è una cosa degna di un luogo turistico del livello che noi intendiamo per Ischia. Pertanto il gruppo del Cudas sta cercando di spingere molto fortemente per un incontro tra i sindaci per coordinare un’azione che possa sventare questo tipo di soluzione che non ha alcun senso».

 

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