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CRONACA

Rizzotto a Cellammare: «Il tuo errore? Hai perso senza combattere»

La lettera aperta, pur stigmatizzando le mosse del presidente uscente dell’Assoforense, esprime anche la solidarietà umana per l’epilogo della recente assemblea

Negli ultimi giorni il rovente dibattito circa gli esiti dell’assemblea dell’Assoforense di venerdì scorso si è attutito soltanto in minima parte: il fuoco cova sotto la cenere, come dimostrano anche i pareri pubblicati nei giorni scorsi su queste colonne. Al di là degli aspetti più “tecnici”, relativi alla regolarità o meno della concitata votazione che ha provocato la messa in minoranza del Presidente Francesco Cellammare, c’è chi, come l’avvocato Paolo Rizzotto, non iscritto all’associazione forense locale per una precisa scelta, ha dato una personale interpretazione degli aspetti più eminentemente umani della vicenda, e lo ha fatto tramite la lettera aperta che pubblichiamo di seguito: «Caro Francesco, il tuo destino  era segnato, lo sapevamo tutti, lo sapevi anche tu. Ma avresti potuto scegliere di “morire” come muoiono gli  eroi e i pazzi, correndo con la spada sguainata contro i carri armati. Invece tu, che non sei  un pazzo, e nemmeno un eroe,  ti sei fatto sommergere dalla  melassa democristiana della restaurazione.  Avrai già capito che nessuno ancora è  salito sul carro del ( dei ) vincitore ( i ) ma tutti sono già  scesi dal carro del perdente. Ti contesto molti errori e soprattutto ti contesto la furbata della modifica “ad personam” dello statuto. Sei ricorso alla tattica e ti sei trovato contro la strategia. Hai perso forse definitivamente. Ma io che non ero iscritto alla associazione, e che neppure mi sono iscritto, come hanno fatto in molti, il giorno della assemblea, perché amo la coerenza e perché odio i pugnali e le congiure di palazzo, ti dico che mi dispiace, e molto, per questo triste epilogo. Paolo Rizzotto».

Come si vede, scegliendo di tralasciare l’analisi dei modi in cui si è dipanata la caotica e per certi versi drammatica assemblea, l’avvocato Rizzotto sceglie un punto di vista equidistante, contestando a Cellammare alcuni errori che hanno costituito i prodromi dell’epilogo ma attribuendo l’atto finale della sua “caduta” a “coalizioni” sviluppatesi tra i colleghi. E se da tempo piovono decise smentite, la più recente delle quali è quella autorevole dell’avvocato Gianpaolo Buono, circa l’esistenza di una presunta “lobby” degli storici studi legali isolani, accordatisi per estromettere Cellammare, va comunque riportata, per puro amor di cronaca, una curiosa coincidenza che potrebbe voler dire tutto o niente. O qualcosa. A Ischia un paio di settimane fa, di domenica mattina, furono “avvistati” gli avvocati Pasquale Pacifico, Giuseppe Di Meglio, Gianpaolo Buono e Gino Di Meglio, protagonisti di un incontro al Bar Calise. Sarà stato un puro caso, ovvio, che però nel contesto attuale potrebbe assumere altri connotati ove si pensi che i citati esponenti dei più quotati e “popolosi” studi legali isolani difficilmente in passato erano stati visti prendere un caffè tutti insieme.

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