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ROBA DA “CATTIVI MAESTRI”: ECCO COSA ACCADREBBE SE LA “MINACCIA” DEL COMUNE UNICO ANDASSE IN PORTO

Non c’è bisogno che ce lo dica l’Acui che siamo tutti ischitani dal Castello d’Ischia a Sant’Angelo. Lo eravamo già ieri con sette comuni,  lo siamo oggi con sei e lo saremo ancora meglio domani rimanendo come siamo,  non fosse altro per quel senso di insularità che abbiamo nel nostro DNA. Siamo figli privilegiati  di un ‘unica isola con le sue sei storiche realtà amministrative distinte da culture non proprio identiche ma capaci di vedere i problemi  allo stesso modo e risolverli sapendo di stare  nella stessa barca. Accorparsi per generare nuove confusioni e leggittimare teorie che hanno il merito solo di illudere chi in buona fede crede di conquistare un nuovo paradiso, è roba da  “cattivi maestri”. L’ho detto e lo ribadisco:  tutta questa voglia matta di ritrovarsi domani cittadini ischitani di un comune unico senza prospettive e nemmeno illustrate, qualora ce ne fossero state, con onestà intellettuale, alla popolazione da chi ci vuol condurre in questo vicolo cieco, non credo sia fra le priorità del momento. In poche parole, il comune unico  non è necessario. Anzi non serve. Il comune unico porta all’ingovernabilità dell’isola per l’effetto negativo di alcuni fra i motivi più pratici e palpabili che  qui di seguito si elencano: 1) Inevitabile ascesa  di un personaggio accentratore difficile da ridimensionare, del tipo di Domenico De Siano e Giosi Ferrandino che con le loro ultime “conquiste” politiche,  avanzano incontrastati. 2) Difficoltà a dir poco insuperabili per la formazione della maxigiunta, tenendo conto delle pretese, sempre al rialzo, degli altri comuni, ridotti per effetto del comune unico a semplici e rissose contrade o circoscrizioni che dir si voglia. 3) Guerra fratricida fra le varie “contrade”, ossia i comuni declassati, per la composizione delle varie commissioni: da quella del commercio a quella edilizia, dai beni ambientali alle spiagge, dalla sanità alla scuola e via enumerando. Ciascuno vorrà una fetta di potere, perché, nel caso del comune unico, la “torta” da dividersi diventa più grande. 4) I comuni cittadini si sentiranno sempre più lontani  dal rapporto diretto col sindaco, perchè questa figura,divenuta  più importante per l’accresciuto spazio di potere e di impegni, sarà sempre più inarrivabile. Sarà sempre un “delegato sindaco” a dare le risposte. 5) La distribuzione dei servizi municipali e paramunicipali, inevitabilmente cadrà nel caos, perché, la loro gestione non riuscirà a mettere d’accordo gli addetti ai lavori delle varie “contrade”. La patata più bollente che poco si vorrà maneggiare,  sarà il servizio pubblico dei taxi e microtaxi che dalle altre “contrade” dell’isola, vorranno “fare servizio pubblico” tutti a Ischia-centrale per diritto acquisito. Ne conseguiranno giornaliere risse di piazza fra taxisti di Ischia  e loro colleghi delle altre contrade dell’isola davanti ai turisti in fuga. 6) Acquedotto e rifiuti saranno la causa che può mettere in crisi il governo centrale dell’isola, non preparato a sufficienza per frenare i bollenti spiriti di quei cittadini degli altri comuni, tipo Forio ad esempio, e politici più o meno impegnati, che ritenendosi di serie B, ossia fuori dalla stanza dei bottoni del Comune al comando,  che sicuramente sarà Ischia, faranno di tutto per boicottare quelle  iniziative che non appaiono di proprio gradimento. 7) I capitoli di spesa saranno un’altra dolente nota nella conduzione del paese a gestione unitaria. Saranno tanti i voti contrari in giunta ed in consiglio comunale, per manifesto  spirito campanilistico, a bloccare proposte di intervento  e progetti sul territorio, perché,  favorirebbero le esigenze dei casamicciolesi  piùtosto  che quelli dei lacchesi o dei foriani o anche degli ischitani. 8) Difficilmente panzesi, foriani, lacchesi e casamicciolesi  vorrebbero vedere i loro comuni, dall’aspetto amministrativo, ridotti a semplici circoscrizioni affidate a delegati che non decidono niente.  9) I finanziamenti a stanziamento unitario saranno il grande pomo della discordia fra i comuni accorpati, per il semplice motivo, che nessuno vorrà rinunciare a buona parte delle erogazioni di fondi a beneficio proprio e non della “contrada” concorrente. 10) fra tanto casino, spunterebbe inevitabilmente lo spettro del commissario prefettizio, che una volta materializzatosi, prenderebbe il posto del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.  E si potrebbe  continuare. Pertanto,  preferisco che l’isola d’Ischia migliori con i suoi storici sei comuni, con le sue identità amministrative consolidate, con la sua voglia di rinnovarsi nelle aspirazioni possibili che conducono verso obiettivi certi e concreti. Non appartengo  al gruppo di quelle persone che  cambiano per il solo gusto di cambiare, specie se all’orizzonte non si intravede chiarezza. Questa è la mia e di tantissimi altri,  visione dell’argomento. Spero  non si commetta l’errore di trasformare l’isola d”Ischia in comune unico. Sarebbe davvero, oggi devastante,  una pazzia! Che potrebbe costare molto caro. P.S.: Vallo a dire ai cittadini di Forio, Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano che dovranno  portare in soffitta o buttare nella discarica più vicina il glorioso Gonfalone del proprio Comune di appartenenza…

               antoniolubrano1941@gmail.com

 

 

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