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Roma chiama, Veccia risponde: l’addio del pizzaiolo foriano al forno di “Ciccio”

di Isabella Puca

FORIO – È Luciano Pignataro a dar per primo la notizia: Ivano Veccia lascia la pizzeria Ciccio di Forio, lo aspetta una grande avventura in capitale. Sì, il pizzaiolo dj lascia l’isola per vincere una scommessa tutta romana. Dopo un paio di serate a novembre, che lo vedrà protagonista tra pomodoro e farina in  una pizzeria di Stoccolma,  da dicembre inizierà un nuovo lavoro nella nuova pizzeria nel Parco di Tor di Quinto. L’inaugurazione è prevista a marzo e la pizzeria si chiamerà Quinto. “Tutto nasce da una pizza estiva fatta da Pietro Saulli e Sabrina Corbo, rispettivamente presidente e vice presidente della Green Network, una società che opera nel settore energia, prima italiana a sbarcare a Londra in questo settore. Alla signora, napoletana, la pizza di Ivano Veccia (che a Roma ha fatto fare lunghe fila alla Città della Pizza) è piaciuta al punto tale da fargli la proposta: contratto di consulenza per un anno per quella che sarà la pizzeria più grande della Capitale, 500 posti a sedere. E certo una delle più grandi d’Italia. Stile napoletano, ovviamente, che ormai dilaga a Roma, interpretato da Ivano con molta autorevolezza: impasto diretto classico, lunga lievitazione e farina 0”. A scriverlo è proprio Pignataro, giornalista gastronomico affezionato all’isola, che ha raccolto a caldo le razioni del giovane Ivano.  «Voglio cogliere l’occasione per ringraziare il patròn di Ciccio, Nello Calise, per la possibilità che mi ha dato di esprimermi liberamente. Lavorare nella mia isola è stato fantastico. Ma ho l’esigenza di fare questa esperienza per misurarmi. A Roma ho visto che la mia pizza era più che gradita. Spero di non deludere gli investitori, ma sono certo che sarà un grande successo». L’idea di fare il pizzaiolo, il nostro Ivano, l’aveva sin da piccolo; ad aiutarlo a seminare bene lungo questa strada il crescere in una famiglia dove fare il pane o la pizza è sempre stata una tradizione. Aveva 9 anni che iniziò a fare le prime pizze e 14 quando entrò seriamente in un ristorante; la sera era pizzaiolo e la notte si trasformava in dj. Ma quella di Ivano è stata una vera e proprio “Pizza revolution” nata da un forte spirito di osservazione fuori dall’Italia e dentro la nostra isola, al quale si è aggiunto l’utilizzo d’ingredienti al top e prodotti di stagione. L’ultimo riconoscimento, ottenuto a settembre scorso quando, a Pagani, fu premiato chef della Pizza per i Food Award 2018 di Ritratti di Territorio Rinascita sud, questa la motivazione: “É uno dei pizzaioli nostrani più talentuosi. La sua personalità racchiude lo spirito della vulcanica isola d’Ischia. Cultore dell’impasto, anche con le farciture non scherza, in omaggio alla sua patria che vanta più ristornati stellati. Appassionato del suo lavoro sa che le classifiche contano, ma fino a un certo punto”.  A marzo, invece, venne invitato a partecipare  all’evento “la città della pizza” insieme ai  maestri pizzaioli più bravi d’Italia. Con lui c’erano Franco Pepe, Gino Sorbillo, Gabriele Bonci, Teresa Iorio, solo alcuni dei grandi nomi legati all’arte della pizza, pietanza eletta patrimonio dell’Unesco, che tante soddisfazioni sta dando al nostro Ivano. Galeotto fu l’evento romano per il giovane ischitano che, già in passato, ha iniziato a farsi conoscere nel panorama nazionale, e non solo, per quella che è una delle pietanze più conosciute al mondo. «Per fare la pizza buona – svelò Ivano in una precedente intervista a Il Golfo – devi fare meno sbagli possibili. La più buona è la margherita ma è anche la più difficile da fare. Può sembrare una pizza banale, ma il difficile sta proprio nel farla apparire speciale». E la sua  pizza non solo è speciale, ma parla di Ischia e dei suoi incredibili sapori legati a storia e tradizioni che da dicembre, ammalieranno Roma e i romani. In bocca al lupo!

 

 

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