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Romolo Bianco firma il suo primo romanzo, è in libreria “iodipiù”

di Isabella Puca

«Nel lungo racconto “iodipiù” scorre un fiume disperato eppure vitale. Un fiume di tenerezze mai riposte, di amori contrastati, di trasgressioni all’amatriciana, di polpette da ingurgitare aspettando un sonno salvifico eppure assassino. Romolo Bianco, figlio dell’hinterland napoletano, muove i suoi personaggi con una delicatezza che sembra farli uscire dalla pagina, eppure essi stessi forse sono già sepolti sotto la cenere e i lapilli dei Vesuvi della vita. Ragazze, sogni, promesse, noie, vite liquide e liquidate dalla vita stessa, caldo su caldo e sogni di vacanze naufragate nella spazzatura dell’esistenza». È questa parte della prefazione firmata da Peppe Lanzetta per il primo libro di Romolo Bianco. Abbandonato il Giardino degli Aranci, il pulcinella ischitano ha conquistato Colonia, in Germania, che è diventata ormai la sua seconda casa. La sua voce è ora impressa anche in questo suo primo romanzo che, pubblicato da Tullio Pironti Editori, s’intitola “iodipiù”. In attesa della presentazione ischitana, che avverrà a fine giugno, ci siamo fatti raccontare quest’esperienza tra carta e penna.

Romolo, ci racconti la genesi di questo tuo primo romanzo?

«È una storia scritta 7 anni fa, rimasta al buio per troppo tempo. Un agente letterario venne una sera a Ischia a sentire il mio spettacolo e si incuriosì non tanto per la mia esibizione, ma per i testi dei monologhi su Pulcinella e mi chiese se ne ero io l’autore. Sono anni che mi scrivo gli spettacoli, i miei testi sono lontani dalle pantomime che si vedono in giro intorno alla maschera napoletana per eccellenza. Mi chiese se avessi qualcosa di narrativo, gli mandai il romanzo e “iodipiù” dopo quasi due anni ha trovato la luce.

Da cantante a scrittore, quant’è grande il passo?

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«Io dico sempre che forse la cosa che mi viene più naturale è scrivere. Se ci penso io non faccio altro che scrivere anche quando canto o recito. Il mio viso, la mia gestualità, anche la voce in un certo senso scrive con le armonie le parole che mi affollano la mente. Scrivere è la sorgente di quello che artisticamente sono».

La prefazione è firmata da un grande autore napoletano, Peppe Lanzetta, che rapporto vi lega?           

«Con Peppe Lanzetta collaboro per il teatro da molti anni, e forse è soprattutto grazie a lui che oggi debutto come scrittore. Non a caso con la sua prefazione è un po’ come se mi avesse tenuto a battesimo»

A breve partirai con le presentazioni in giro per l’Italia, quando a Ischia? 

«A Ischia ci saranno due presentazioni per fine giugno. Ischia porto e Forio, ci stiamo organizzando per le locations. Ve ne saranno altre in tutta Italia. Farò ovviamente Napoli, Salerno, Roma, Bologna, Milano e Palermo, grazie soprattutto ai miei contatti nati in questi anni».

Chi invece volesse sentirti cantare?

«Come tutti sanno ho lasciato per un po’ Ischia, e Colonia sta diventando la mia seconda casa, vado e vengo dalla Germania con grande frequenza. “Napolide” il mio ultimo spettacolo sta girando molto. Abbiamo fatto gli Stati Uniti nel periodo invernale, e ci sono date estive in varie città italiane. A Settembre sarò in Moldavia per una settimana con tutti i musicisti, e ottobre sarò per la prima volta in Canada. Le canzoni napoletane d’autore restano per me un autentico passaporto artistico per girare il mondo».

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