Rosa Iacono, nuovo appello contro le ruspe
Tredicesima lettera indirizzata a Governo, Presidenza della Repubblica e istituzioni. La presidente della Croce Rosa Ischia Soccorso torna a chiedere lo stop alle demolizioni delle abitazioni realizzate per necessità

Tredici appelli in diciotto mesi. E una battaglia che Rosa Iacono continua a portare avanti senza arretrare di un passo. La presidente della Croce Rosa Ischia Soccorso e dell’Associazione Disabili Isola d’Ischia ha inviato una nuova lettera alle più alte cariche dello Stato, alle istituzioni regionali e locali, alle forze dell’ordine e perfino a Papa Leone XIV per chiedere ancora una volta di fermare le demolizioni delle abitazioni realizzate per necessità sull’isola d’Ischia e nell’area flegrea. Nella missiva, datata 19 giugno 2026, Iacono non nasconde amarezza e delusione per quello che definisce il «vergognoso silenzio» delle istituzioni. Ricorda di aver avviato questa iniziativa il 10 gennaio 2025 e sottolinea come, nonostante i numerosi interventi già inviati, non sia ancora arrivata una risposta concreta alle richieste formulate.
Al centro della riflessione vi è il tema dell’abusivismo di necessità. Iacono richiama il diritto all’abitazione sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta Sociale Europea, sostenendo che dietro molte delle case oggi interessate da provvedimenti di abbattimento vi siano famiglie che da decenni vivono in immobili costruiti per far fronte a un bisogno primario. La presidente dell’associazione individua responsabilità diffuse nella gestione del fenomeno: dai governi che negli anni non avrebbero vigilato adeguatamente, alle amministrazioni comunali che non avrebbero completato gli strumenti urbanistici necessari, fino agli stessi cittadini. Tuttavia, a suo giudizio, il momento attuale impone di guardare avanti e individuare soluzioni capaci di evitare ulteriori tensioni sociali. «Per prima cosa, fermare le ruspe», scrive con forza nella lettera. Secondo Iacono, gli abbattimenti rischiano infatti di colpire nuclei familiari fragili nei quali vivono anziani, bambini e persone con disabilità, aggravando situazioni economiche già difficili. Da qui l’appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al nuovo Pontefice affinché contribuiscano a individuare una soluzione che consenta di interrompere le demolizioni e aprire una fase di confronto istituzionale. Una richiesta che arriva mentre il tema delle demolizioni continua a occupare il dibattito pubblico sull’isola. E che, almeno nelle intenzioni della sua promotrice, rappresenta l’ennesimo tentativo di riportare al centro dell’attenzione una questione che coinvolge centinaia di famiglie e che continua a dividere politica, istituzioni e opinione pubblica.





