Una storia sulle difficoltà di tanti giovani
Presso la Biblioteca Antoniana di Ischia si è tenuta la presentazione del libro “Rose di sale” di Gaia Greco, giovane scrittrice ischitana già nota in ambito letterario e teatrale

Il disagio giovanile è una questione complessa e spesso silenziosa, che permea le vite di molti adolescenti e giovani adulti. Tra pressioni sociali sempre più intense, incertezze sul futuro e fragilità emotive acuite da un’iperconnessione spasmodica, emergono segnali che non possono più essere ignorati. Ansia, solitudine, difficoltà relazionali, paura e senso di smarrimento raccontano una generazione in cerca di ascolto e di spazi sicuri. Queste tematiche sono il perno del nuovo libro della giovane scrittrice ischitana Gaia Greco dal titolo “Rose di sale” (edito da Youcanprint), presentato recentemente presso la Biblioteca Antoniana di Ischia davanti a un pubblico attento e partecipe.
“Rose di sale” è un romanzo che colpisce per il modo diretto e sincero con cui parla della salute mentale, un tema ancora oggi difficile da affrontare apertamente. Fin dalle prime pagine, l’autrice chiarisce la necessità che l’ha spinta a scrivere questa storia, ovvero dare voce a chi soffre in silenzio, a chi si chiude in sé stesso per paura di non essere compreso. Il protagonista è Ezra, ha vent’anni ed è completamente smarrito. Vive una depressione che lo blocca, lo isola, lo fa sentire fuori posto anche nei contesti più familiari, nonostante la terapia e l’affetto di chi gli sta vicino. La prima parte del romanzo restituisce bene questa condizione: la narrazione è tesa, quasi soffocante, e segue passo dopo passo il suo disagio. Quando la storia si sposta tra Londra e Genova, il tono cambia gradualmente. Ezra inizia a guardarsi intorno, ad aprirsi agli altri e a prendere consapevolezza di sé, della propria identità e della propria sessualità. Accanto a lui ci sono l’amica Jamie e Luca, una presenza capace di portare luce e movimento in una vita ferma, anche se il percorso di salvezza resta soprattutto una responsabilità personale. Siamo stati alla presentazione del libro e – dopo i saluti di Lucia Annicelli (Direttrice della Biblioteca Antoniana) e di Mariangela Calise (Presidente FIDAPA sezione Ischia) – abbiamo parlato con Gaia Greco e abbiamo scoperto che questo romanzo è nato con l’obiettivo di aiutare le persone che soffrono: «I temi trattati sono quelli presenti maggiormente tra i giovani e, nello specifico, mi sono soffermata sulla salute mentale, l’amore, l’amicizia, l’autolesionismo e il suicidio. Tutti temi di cui spesso se ne parla poco o di cui si ha una percezione troppo superficiale». La giovane scrittrice, inoltre, ha voluto chiarire alcuni aspetti: «Il mio libro non vuole essere un trattato medico o sulla psicologia, né un saggio sulla depressione bensì uno scritto che racconta i problemi di tantissimi giovani. ‘Rose di Sale’ non vuole dare lezioni né fornire risposte definitive perché ognuno deve trovare la propria strada. Nel romanzo le emozioni, poi, non restano mai ferme. Cambiano, si spostano, accelerano o rallentano insieme alla narrazione. Anche lo stile segue questo movimento.
Fin dalle prime pagine, e in particolare nel capitolo d’apertura, la scrittura si fa più serrata per trasmettere un senso di chiusura e di paura. È una scelta precisa, pensata soprattutto per far sentire il lettore dentro quella tensione, senza filtri o edulcorazioni. Poi il ritmo muta e il lettore comincia ad accorgersene. La storia lascia spazio a emozioni più aperte e luminose, in particolare il coraggio di oltrepassare i propri limiti, la scoperta dell’amore, la possibilità di cambiare e di riconciliarsi con il mondo. Non c’è un solo sentimento da raccontare, ma un’intera geografia emotiva». Gaia Greco ha chiosato: «Quando ho iniziato a scrivere ‘Rose di Sale’, a onor del vero, non pensavo a un romanzo destinato agli altri. All’inizio era qualcosa che serviva soprattutto a me, un modo per rendere libere le emozioni che faticavo a tenere dentro. Poi, quasi senza che me ne accorgessi, la storia è cambiata. Da bisogno privato si è trasformata in una lettera aperta, non più una richiesta di aiuto, ma un gesto di vicinanza rivolto a chi, nella vita, si è sentito smarrito come me e come Ezra. Un mano tesa a dire ‘non sei solo’. La depressione è difficile da affrontare e poter contare su qualcuno è una grande fortuna». A dialogare con l’autrice in sala c’era il regista e autore teatrale Salvatore Ronga che ha elogiato il lavoro della giovane scrittrice: «Gaia Greco riesce a raccontare con efficacia il malessere psicologico di tanti giovani che si sentono piccoli e inadeguati davanti alle sfide della vita. Alcune scelte stilistiche, come l’uso del discorso diretto e un lungo capitolo costruito attraverso messaggi a un servizio di ascolto, sono molto interessanti. La scrittura è intensa e autentica, capace di raccontare il dolore senza mai edulcorarlo in modo da coinvolgere il lettore che umanamente si sente a fianco del protagonista Ezra». “Rose di sale”, dunque, è un romanzo che affronta temi complessi e delicati – dalla depressione all’autolesionismo, fino alla violenza sessuale e al revenge porn – con attenzione e rispetto. È sicuramente una storia di sofferenza che offre interessanti spunti di riflessione, dimostrando al lettore quanto sottile possa essere il confine tra il perdersi e il trovare, finalmente, una strada per salvarsi.

















