ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Ruba un’auto a Casamicciola, arrestato e condannato in 24 ore

ISCHIA. Ha collezionato un arresto e una condanna in meno di ventiquattro ore, anche se deve davvero dire grazie al suo difensore di fiducia, l’avv. Michelangelo Morgera, che è riuscito a tirarlo fuori da guai che potevano essere ben peggiori. Parliamo di Francesco Pignanelli, 45enne originario di Napoli ma residente a Casamicciola, personaggio decisamente noto alle forze dell’ordine. Che è finito in manette per furto di auto, un reato decisamente poco usuale dalle nostre parti. Tutto ha avuto inizio intorno alle 19.30 di mercoledì scorso quando i carabinieri della Stazione di Forio, guidati dal maresciallo Pordon, venivano informati dai colleghi della Compagnia di Ischia – agli ordini del cap. Andrea Centrella – che era stato perpetrato il furto di una autovettura tipo Fiat Panda di colore blu che si trovava parcheggiata nella cittadina termale, in via Eddomade. Poco prima, però, proprio la suocera del Pignanelli – personaggio già noto alle forze dell’ordine – aveva contattato i militari dell’Arma riferendo di aver visto il genero nella zona di Panza alla guida della predetta macchina. I carabinieri si precipitavano sul posto e incrociavano la vettura ed il suo conducente nella zona del Cuotto. Il traffico faceva in modo che si procedesse a rilento e così un carabiniere raggiungeva l’autore del furto ma questi accelerava non appena si rendeva conto che quest’ultimo voleva aprire la portiera del lato guidatore nell’intento di bloccarlo.

A questo punto Francesco Pignanelli cercava di darsi alla fuga superando alcune macchine incolonnate e poi abbandonando il mezzo di locomozione cercando di sfuggire a piedi ai tutori dell’ordine che però lo inseguivano. L’uomo provava a nascondersi sotto un furgoncino Ape Piaggio, ma invano: veniva immobilizzato e condotto in caserma. Dell’accaduto veniva notiziato il sostituto procuratore di turno che disponeva la celebrazione del processo per direttissima che si è svolto ieri mattina presso il Tribunale di Napoli, alla presenza del difensore di fiducia Michelangelo Morgera. Che ha dovuto sudare sette camicie per garantire una pena mite al suo assistito, peraltro gravato da alcuni precedenti penali che pesavano come un macigno. Non a caso il pubblico ministero si è opposto al patteggiamento e così il legale ha chiesto e ottenuto la celebrazione del rito abbreviato. Ottenendo certamente una pena mite e inattesa, considerato che l’accusa aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione. Nel dispositivo si legge che “alla luce delle risultanze processuali, va detto che a carico del predetto ricorrono senz’altro esigenze cautelari, e segnatamente quelle di cui alla lett. c) dell’art. 274 cpp. Invero in relazione alle concrete circostanze evidenziatesi nel corso del giudizio direttissimo appena celebrato, all’esito del quale al predetto è stata applicata la pena di mesi sei di reclusione più multa, ed altresì alla negativa personalità del prevenuto (desumibile dalla presenza, nel certificato penale, di numerosi precedenti anche specifici, seppure piuttosto risalenti) si ritiene assai probabile che lo stesso potrebbe commettere altri delitti dello stesso tipo di quelli per cui si procede. Pertanto, ritenuta la necessità di irrogare una misura cautelare, si ritiene che la richiesta del Pm risulti inadeguata in quanto il chiesto provvedimento cautelare appare sproporzionato alla gravità del fatto in relazione al concreto allarme sociale collegato alla condotta effettivamente riscontrata. Si può quindi ritenere idonea e senz’altro sufficiente la misura dell’obbligo di presentazione alla pg secondo le modalità di cui al dispositivo; per questi motivi applica a Pignanelli Francesco la misura dell’obbligo di presentazione due giorni alla settimana, martedì e giovedì, alle ore 18, presso la Stazione CC competenti in relazione alla sua abitazione”. Insomma, sei mesi e l’obbligo di firma sono davvero il minimo sindacale visto lo stato dell’arte: meglio di così a Pignanelli, che ovviamente è tornato libero, proprio non poteva andare.

Gaetano Ferrandino

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button