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Rubava in magazzino, rivendeva sul web: condannato l’ex dipendente infedele

Aveva sottratto per anni circa 20mila euro di prodotti e cosmetici termali alla ditta per la quale lavorava. Dopo otto anni il verdetto: un anno e otto mesi di reclusione, oltre alla multa e al risarcimento per la parte civile

Sono stati necessari otto anni per arrivare al verdetto. Il Tribunale ha finalmente messo la parola fine al primo grado di giudizio ed ha emesso la sentenza di condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per R.M., residente a Lacco Ameno, ex dipendente della Ditta Castagna, con sede in Casamicciola Terme, titolare dei marchi Twe-Italia Elettromedicali Termali e Isola di Ischia Cosmesi Termale.

Al condannato, incensurato, è stata concessa la sospensione condizionale della pena ma gli è stata applicata una multa, oltre al pagamento delle spese processuali e un risarcimento a favore del Castagna Vincenzo, che si è costituito Parte Civile.

La squallida vicenda risale all’ormai lontano 2010 e fu stroncata grazie alla brillante operazione dei Carabinieri di Casamicciola Terme che, dopo aver effettuato mirate indagini, nell’aprile del 2011 scoprirono che l’imputato, già dipendente della Ditta Castagna, profittando della sua mansione di responsabile di magazzino e di tecnico manutentore aveva nel corso degli anni sottratto centinaia di prodotti cosmetici e materiali per la manutenzione e la riparazione degli apparecchi elettromedicali termali, in uso presso i più rinomati alberghi dell’isola verde.

L’isolano infatti, che girava (e gira tuttora) per le strade dell’isola in un furgone con pubblicità “Asema – Tecnologie Termali “, da tempo aveva aperto due negozi sul portale E-bay e aveva messo in vendita, con un proprio prezzario, i prodotti illecitamente ottenuti. Il fiorente mercato fu interrotto dai militari dell’Arma che, nel corso di un ispezione, provvidero al sequestro di tutta la merce ed a denunziare a piede libero il R.M. per furto aggravato e ricettazione.

I militari si trovarono di fronte ad un vero e proprio supermarket della cosmesi e di ricambistica specifica; infatti furono necessari molti carichi del furgone per trasportare tutta la merce in caserma e ben 18 pagine di verbale per repertarla tutta. Nei locali di cui egli aveva disponibilità, entrambi nel Comune di Lacco Ameno, il primo in Via Mezzavia e il secondo in Via Pannella, fu ritrovata anche documentazione aziendale di proprietà del Castagna, nonché listini e copie dei Contratti di Manutenzione che servirono poi al colpevole (ed alla Società che lo occupava) per mettere in atto azioni di concorrenza sleale al fine di “sviare” per poi “acquisire” la clientela del Castagna, che era, peraltro, sotto contratto.

La merce in sequestro fu affidata in custodia giudiziaria al Signor Vincenzo Castagna, titolare della citata azienda, il quale laconicamente dichiarò: «Sono molto stupito e rammaricato di come R.M. abbia nel corso degli anni abusato della mia fiducia e dei miei collaboratori, per appropriarsi di quanto era mio e con essa farmi addirittura concorrenza sleale. Ringrazio sentitamente i Carabinieri della Stazione di Casamicciola Terme che, con il loro tempestivo intervento, hanno consentito la cessazione di questo incredibile comportamento. Valuterò insieme ai miei legali tutte le iniziative opportune per ottenere giustizia».

Il Giudice ha ritenuto provato il quadro accusatorio, accogliendo in pieno le richieste del Pubblico Ministero. Il R.M. avrà la possibilità di ricorrere in appello contro questa sentenza di condanna.

Il Castagna, oggi, è soddisfatto a metà: «Nei fatti la condotta illecita del R.M. ha causato alla mia azienda notevoli danni, sia di carattere economico che d’immagine. Oggi si capisce che era stato tutto pianificato: non ha caso il R.M., da me licenziato il 30.09.2010, era stato poi assunto, il giorno dopo, ovvero il primo ottobre 2010, proprio dalla Società Asema (che era, all’epoca dei fatti, ancora contrattualmente impegnata con la mia azienda); il fine era quello di “mettere mano” sul parco clienti ischitano (da me acquisito e servito sin dal 1986), utilizzando falsità e sotterfugi e per sottrarmi, quindi, come paradossalmente confermato proprio da testimoni esaminati nel corso del processo, un notevole fatturato. Va anche detto che tutto ciò è stato possibile grazie anche alla complicità messa in campo da noti soggetti del campo termale nostrano. In sede civile sviscereremo il marcio. Nonostante il notevole tempo trascorso ho sempre avuto fiducia nella giustizia e sono contento che il processo abbia dimostrato la piena veridicità di quanto da me denunciato. Chi nel 2010 mi voleva annientare, ha fallito, io e la mia squadra siamo ancora qui, più forti di prima e, dopo aver superato tante difficoltà in ben 33 anni di attività, andiamo avanti per la nostra strada, lavorando in modo onesto, lineare e preciso. I fatti dicono che oggi siamo la terza Azienda produttrice di Apparecchiature Elettromedicali Termali italiana, l’unica delle tre con sede nel Sud Italia, l’unica con sede a Ischia, i nostri attuali clienti, che sono al centro del nostro certificato Sistema di Qualità, ci apprezzano e sono soddisfatti sia delle tecnologie innovative, sia della qualità di prodotto, sia dei servizi che offriamo loro, in tutta Italia, e presto anche all’Estero. Questa è la vera linfa che alimenta la nostra costante voglia di far bene il nostro lavoro e rappresenta per noi motivo di grande orgoglio».

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