Ruspe, De Siano scrive a Tajani
Accorata lettera del leader della minoranza di Lacco Ameno al vicepremier forzista, focus sulla problematica degli abbattimenti delle abitazioni afflitte da inedificabilitò che sull’isola sta diventando un allarme sociale

Il senatore Domenico De Siano, capogruppo della minoranza consiliare al comune di Lacco Ameno con la lista Sempre per Lacco Ameno, ha inviato una lettera ad Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per sensibilizzare il governo sulla problematica degli abbattimenti delle abitazioni afflitte da inedificabilità che sull’isola d’Ischia sta assumendo le connotazioni di un vero e proprio dramma sociale, considerando anche che a fronte di migliaia di abusi edilizi accertati le demolizioni procedono con modalità che ricordano quelle di una vera e propria roulette russa e colpiscono quasi sempre immobili costruiti per necessità e non per usi speculativi.
Ecco il testo della lettera inviata al vice premier:
Caro Antonio
mi rivolgo a Lei con tutto il rispetto che si deve alle Istituzioni e con i sensi di amicizia che per tanti anni ci hanno visto impegnati insieme dai banchi del Parlamento della nostra Repubblica ma pure con il peso – umano prima ancora che amministrativo – di una responsabilità che qui, sulla mia amata Ischia, si fa ogni giorno più gravosa.
Le scrivo e ti scrivo non solo come amministratore pubblico ma come figlio di questa terra fragile e generosa, custode di comunità che da decenni vivono sospese tra la bellezza del paesaggio e la precarietà delle proprie case, tra la legge dello Stato e la storia concreta delle persone.
In questi mesi, la nostra isola è tornata sotto i riflettori per la questione degli abbattimenti degli immobili gravati da sentenze di inedificabilità passate ormai in giudicato. Un dramma – perché di questo si tratta – che non è più circoscrivibile a singole vicende, né liquidabile come la fisiologica conseguenza di comportamenti illeciti individuali.
Qui, come in molte altre aree d’Italia, siamo di fronte a un fenomeno massivo, stratificato, spesso antico, radicato nelle pieghe di un vivere quotidiano che molte volte è fatto di necessità, di mancanza di alternative, di lentezze burocratiche, di disattenzioni durate decenni.
E di tutto questo, più volte, ne abbiamo discusso anche con il Presidente Silvio Berlusconi.
Le demolizioni stile roulette russa a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi, pur nella loro legittimità formale, si infrangono contro l’evidenza di una realtà che non può essere ridotta all’atto meccanico compiuto da una ruspa. Le case su cui oggi si abbatte il martello esecutivo dello Stato non sono solo cubi di cemento: contengono vite, storie, famiglie che hanno investito risparmi, sogni, sacrifici. Ospitano migliaia di persone che non sono fantasmi ma cittadini che ogni mattina aprono le finestre sulla stessa luce del golfo, con la speranza di un futuro che non li condanni all’esilio dalla propria isola.
Eppure, Signor Vice Presidente, caro Antonio, la verità più drammatica è che anche se demolissimo cento, mille case l’effetto sull’assetto del nostro territorio resterebbe irrilevante rispetto all’enormità di quanto già edificato in decenni di gestione urbanistica complicata. Milioni di metri cubi che rappresentano non solo un’eredità problematica ma anche edifici abitati, luoghi di lavoro, generatori attivi di economia.
Distruggere uno per salvare un territorio che resterà comunque non più integro è un paradosso che rischia di creare ingiustizia senza restituire equilibrio.
Per questi motivi e ben sapendo quanto conosci questa situazione ed il tuo impegno negli anni a favore dei nostri territori, ti chiedo di farti interprete presso il Governo della necessità di un cambio di paradigma: non più l’illusione di una normalizzazione ottenuta a colpi di singole demolizioni ma una strategia nazionale ampia, organica, lungimirante. Un piano che coniughi legalità e pragmatismo, tutela del territorio e salvaguardia della coesione sociale, interventi di riqualificazione e percorsi di regolarizzazione in grado di distinguere tra chi ha speculato e chi, invece, ha semplicemente cercato una casa per la propria famiglia in assenza di alternative.
L’Italia intera, non solo Ischia, attende una risposta che sia degna della complessità dello status quo del nostro Paese.
Una risposta che non abbandoni i Comuni e che non lasci agire le Procure unicamente secondo il dettato normativo, che non trasformi le famiglie in capri espiatori, che non confonda l’applicazione della legge con l’abbandono del buon senso.
Una risposta che guardi al futuro, non a cumuli di macerie.
Confido nella sensibilità che più volte hai dimostrato e nella capacità del Governo di assecondare le esigenze dei territori, specie quando esse siano comuni, diffuse, urgenti e cruciali per tantissimi italiani.
Ti ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per ogni confronto che riterrai opportuno avviare.
Con profondo rispetto e viva speranza,
Sen. Domenico De Siano
Consigliere comunale di Lacco Ameno





