Sal Da Vinci: «Che vittoria: grazie Ischia per il tuo tifo»
Sal Da Vinci trionfa al Festival di Sanremo 2026: nell’intervista racconta l’emozione della vittoria, il significato di “Per sempre sì” e l’amore profondo per l’isola che lo ha sostenuto con forza e affetto

La notte dell’Festival di Sanremo ha consacrato un artista che non ha mai smesso di credere nella forza delle emozioni. Con Per sempre sì, Sal Da Vinci ha conquistato l’Ariston e milioni di telespettatori, firmando una delle vittorie più sentite degli ultimi anni. Un successo che profuma di riscatto, di maturità artistica e di radici profonde. Perché dietro quel trionfo non c’è soltanto una canzone, ma una storia fatta di sacrifici, passione e amore per la propria terra.
— Sal, cosa rappresenta per te questo trionfo?
«È un’emozione indescrivibile. Quando hanno pronunciato il mio nome ho pensato alla mia famiglia, ai sacrifici, al percorso fatto in tutti questi anni. Questa vittoria è per chi non smette di crederci».
— Durante la settimana sanremese ti sei mostrato molto emozionato. C’è stato un momento in cui hai capito che potevi farcela?
«Quando ho finito di cantare e ho visto il pubblico in piedi. In quel momento ho sentito una connessione fortissima. Non pensi alla classifica, pensi solo che la canzone è arrivata dove doveva arrivare: al cuore»
— Il brano Per sempre sì parla di amore. È un messaggio controcorrente in tempi così complessi?
«Forse sì, ma io credo ancora nei sentimenti forti, nelle promesse che resistono. Cantare l’amore oggi è quasi un atto rivoluzionario. Ho voluto portare un messaggio semplice ma potente: dire ‘sì’ alla vita, alle relazioni, alla speranza»
— Hai pensato, prima di salire sul palco, al lungo percorso che ti ha portato fin qui?
«Assolutamente sì. Ho ripensato agli inizi, ai teatri, alle difficoltà, ai momenti in cui magari le cose non andavano come speravo. Sanremo ti mette davanti a tutto questo. È come chiudere un cerchio».
— Che Festival è stato per te, dal punto di vista umano?
«Molto intenso. Ho trovato colleghi generosi, grande rispetto reciproco. Dietro le quinte si crea un clima particolare: competizione sì, ma anche condivisione. E questo è bellissimo».
— Dopo la vittoria, qual è la prima persona che hai chiamato?
«La mia famiglia. Senza di loro non sarei qui. Sono il mio porto sicuro. Subito dopo ho ricevuto una valanga di messaggi, anche da amici di lunga data che non sentivo da tempo»
— Questa vittoria cambia qualcosa nel tuo modo di fare musica?
«Non cambia chi sono. Mi dà responsabilità, questo sì. Ma continuerò a fare la musica che sento vera, che mi rappresenta. Il pubblico percepisce quando sei autentico».
— Napoli è sempre presente nelle tue parole. E Ischia?
«Ischia per me è un luogo dell’anima. È un’isola che porto nel cuore. Anche se qualche anno fa ho venduto casa, il legame non si è mai spezzato. Quando posso, scappo lì. Mi basta guardare il mare per ritrovare equilibrio e serenità».
L’isola ha seguito con entusiasmo il suo cammino sanremese, tifando compatta davanti alla televisione e riversando sui social un’ondata di affetto. Un sostegno che l’artista ha avvertito chiaramente anche a distanza.
«Ho sentito il calore di Ischia, della sua gente. Mi hanno scritto in tantissimi. Sapere che un’isola intera faceva il tifo per me mi ha dato una forza incredibile»”.
— Cosa trovi a Ischia che altrove non c’è?
«La pace. La verità dei rapporti umani. A Ischia ritrovo amici di sempre, persone che mi conoscono da ragazzo. È un posto che mi riporta alle cose autentiche, e questo per un artista è fondamentale».
E mentre le luci dell’Ariston si spengono e l’eco degli applausi continua a risuonare, c’è un’immagine che resta: quella di un artista che alza il trofeo pensando al mare, agli affetti, alla sua gente poi si inginocchia e con le lacrime agli occhi ringrazia Dio e il pubblico, non il suo ma tutto. Perché il successo può portarti ovunque, ma sono le radici a dirti chi sei davvero. E tra quelle radici, per Sal Da Vinci, c’è anche Ischia: un’isola che non è soltanto un luogo, ma un rifugio dell’anima.





