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Salasso milionario alle casse, il Comune si oppone

ISCHIA – Un milione di euro è sempre un milione di euro e di questi tempi, soprattutto per le asfittiche casse del Comune di Ischia, rappresenta un “salasso” dalle dimensioni insostenibili. E così ecco che l’ente pubblico di via Iasolino decide di opporsi ad un decreto ingiuntivo che lo aveva visto soccombere dinanzi alla richiesta di un importante istituto bancario. Magari anche solo per prendere tempo, per guadagnare mesi, ma tutto fa veramente brodo. Da qui nasce la delibera di giunta n. 93 avente ad oggetto “autorizzazione a proporre opposizione al decreto ingiuntivo n. 109/2016 emesso dal tribunale di Napoli sezione distaccata di Ischia in data 23.09.2016 sul ricorso proposto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena spa in nome e per conto della Mps Leasing e Factoring spa contro il Comune di Ischia, nomina avvocato”.

Nell’atto deliberativo l’esecutivo guidato dal sindaco Giosi Ferrandino si sottolinea come sia stato raccolto il parere del responsabile del V e VI settore comunale, l’ing. Francesco Fermo, che evidenzia la necessità di proporre opposizione a seguito di una verifica delle fatture richiamate nel predetto decreto ingiuntivo. Di più non viene specificato, ma la motivazione viene ritenuta sufficiente per proporre opposizione “e per la tutela dei diritti, ragioni ed azioni dell’ente” e dunque “nominare l’avvocato procuratore, domiciliatario e difensore di questo Comune, affidando l’incarico a legale che ha già seguito altro contenzioso contro la Maftra”. Per la cronaca l’incarico è stato affidato all’avvocato Gherardo Marone, cui sarà riconosciuto per tutta l’attività a svolgersi (compresa l’eventuale transazione) l’importo forfettario di euro 4.000 oltre iva e cpa.

La vicenda ha origine nel 2008, quando la MPS Leasing & Factoring stipulava con la società Ma.Fra. srl il contratto di factoring avente ad oggetto la cessione di crediti di impresa. Siamo al 1 aprile, poi il successivo 4 giugno con scrittura privata la stessa Mafra cedeva l’ammontare dei crediti futuri nei confronti del Comune di Ischia “a partire dalla data di emissione delle relative fatture in epoca successiva alla sottoscrizione dell’atto di cessione ed in dipendenza di prestazioni da effettuarsi tra le cedente e il debitore ceduto”. Gli atti di cessione sono stati ritualmente notificati presso il palazzo municipale di via Iasolino e riguardavano una serie davvero cospicua di fatture che però non sono mai state saldate. Nel decreto ingiuntivo si ricorda anche che “la società Mafra è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Nola” e poi si aggiunge che “vi è pericolo nel ritardo in quanto i debitori hanno ignorato le reiterate richieste di pagamento, da ultimo la lettera di messa in mora del 14 gennaio 2014, pertanto va concessa la provvisoria esecuzione ai sensi degli artt. 633 e 642 comma 2 del codice di procedura civile”. Insomma, il Monte Paschi ha più volte bussato al Comune che però ha sempre fatto finta di niente, fino a fare in modo che si arrivasse a queste conseguenze estreme, che alla fine altro non faranno che far lievitare in modo esponenziale la somma da corrispondere all’istituto di credito. Pagamento che la Sezione Dipartimento Recupero Crediti di Napoli della Banca, per il tramite dell’avvocato Francesco Fiore, pretende senza “se” e senza “ma”.

 

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