Statistiche
CULTURA & SOCIETA'

Salta la preparazione catechistica per le prime comunioni festa negata per i bambini che non riceveranno l’ostia consacrata

LA TRADIZIONE CHE MANCHERA’ – GLI OLTRE 300 “COMPARIELLI” DEL VECCHIO SINDACO VINCENZO TELESE SCOMPARSO 50 FA - Si sceglie il Compare e la Commara (Padrino o Madrina) fra le persone più influenti e conosciute del paese. Negli anni ‘50 e ‘60 le famiglie più agiate invitavano il sindaco e la moglie del sindaco, l’assessore più in vista o addirittura il maestro o la maestra della propria scuola elementare a fare da Padrino o Madrina con tanto di soddisfazione della famiglia stessa che riteneva di aver portato in porto un’operazione dai possibili vantaggi sociali futuri. Il vecchio sindaco Vincenzo Telese, scomparso nel maggio del 1970 esattamente 50 anni fa, diceva di essere stato padrino, in tutta la sua carriera di sindaco di oltre 300 “comparielli”

Con aprile è saltata, per colpa del coronavirus killer, anche l’annuale tempo finale della preparazione catechistica alle prime camunioni di bambini e bambine di Ischia e degli altri comuni dell’isola, nella viva attesa di questo rituale che rappresenta il primo insegnamento e formazione a ricevere l’Ostia consacrata e salire così, dopo il battesimo ricevuto alla nascita, il secondo gradino della vita cristiana in appartenenza alla Chiesa Cattolica.

Naturalmente le prime comunioni di quest’anno in tutte le parrocchie della diocesi isolana andranno a farsi benedire e con esse tutta la bella cornice intorno che per la speciale occasione le mamme, i papà, le madrine e padrini dei comunicandi, per la felicità dei loro figliuoli festeggiati, sapevano ben costruire senza tralasciare nulla. Per i bambini e bambine già nell’età giusta per accostarsi per la prima volta all’altare di Gesùin spirito e corpo, sarà una rinuncia, sia pur forzata, mal digerita capitata nella bella stagione dei colori e dei profumi primaverili che di per sè danno gioia di vivre e si sono sempre ben sposati con l’atmosfera della festa che doveva esserci.

Se è vero come è vero che aprile, maggio e giugno sono i mesi benedetti delle rose e dei gigli, va aggiunto che essi sono anche e diremmo soprattutto, i mesi “santi” delle Prime Comunioni. I quali mesi sono attraversati da diverse forti ricorrenze religiose: San Giorgio al Testaccio, l’Ascensione, Santa Restituta a Lacco Ameno, Sant’Antonio alla Mandra e Perrone , San Vito a Forio e San Pietro a Porto d’Ischia dove il legame con le Prime Comunione ben organizzate è primario e tradizionale nei programmi delle comunità parrocchiali d’appartenenza. Quest’ anno purtroppo tutto ciò non potrà avvenire. Fa rabbia quindi pensarci su specie se si considera che le famiglie preparano col parroco, addirittura lungo un anno intero i loro ragazzi, affidandoli alle maestre catechiste per essere poi pronti per ricevere per la prima volta l’ostia consacrata, ossia la Prima Comunione.

Sono momenti di festa che rimangono nei ricordi dell’adolescenza per tutta la vita e ne segnano il principio della propria formazione spirituale, sapendo da quel giorno, con Prima Comunione e Cresima insieme, che oltre al padre ed alla madre, hanno da rispettare anche il padrino e la madrina. Il mese in corso di aprile è ancora il mese delle fresie dal profumo forte. Alle rose del mese di maggio, si sono ispirati autori di celebri canzoni popolari e i devoti di Santa Rita da Cascia. Il mese di giugno invece più specifico, è tutto dedicato ai gigli di Sant’Antonio e di San Vito ed alle Prime Comunioni, le quali, del simbolo floreale ultimo, ne fanno l’elemento centrale coreografico e profumato del rito. Lo scorso anno la chiesa parrocchiale del Buon Pastore in via Leonardo Mazzella a Ischia fu la prima ad organizzarsi a festa per la prima cpomiuniopone dei suoi giovanissimi parrocchioami.

E di feste anche di gigli. Infatti per le Prime Comunioni dell’anno dove primeggiò come sempre il giglio attaccato alla bianca candela decorata che è parte essenziale insieme alla coccarda di raso col modello di Croce nell’abbigliamento di ogni singolo festeggiato. Lo scorso anno in questi giorni si ebbero le Prime Comunione anche per la chiesa parrochiale di Portosalvo sul Porto d’Ischia dove il parroco don Luigi De Donato somministrò per la prima volta l’ ostia consacrata ai ragazzi e ragazze della parrocchia, visibilmente emozionati. Questo tempo poi, benedetto dal Signore, si riempie con la celebrazione del rito di altre Prime Comunioni che hanno luogo nelle chiese delle diverse altre parrocchie sparse per l’isola, specie nella domenica della festività del Corpus Domini. Quindi si continua. Per questo c’è fermento, ed il ricordo di una piacevole agitazione nelle famiglie di Sant’Antonio di Ischia e Casamicciola e di san Vito a Forio ed inoltre in quelle delle altre parrocchie isolane che in casa hanno il figlioletto e la figlioletta da condurre al Sacramento della loro Prima comunione, diventa ancor più struggente e nello stesso tempo triste, perche quest’ anno niente potrà essere realizzato.

Ads

Purtroppo bisognerà rinunciare a tutto per l’emergenza sanitaria in corso che non si sa quando si arresterà del tutto. I genitori dei ragazzi si sarebbero preparati alla festa con tanta gioia, sapendo di far felice il proprio figlio o la propria figlia, avviata alla prima investitura della propria vita, nella completezza spirituale della sua religione. Un primo traguardo di vita, atteso da tutti i ragazzi e le ragazze ai primi passi del loro indirizzo formativo, in famiglia, a scuola, nella società cristiana che li accoglie. Il rito delle Prime Comunioni col suo alto significato religioso e sociale entra nelle famiglie interessate come una ventata di freschezza, il desiderio di fare le cose per bene, lo stimolo ad organizzare per il proprio bambino o bambina in età fra gli otto e i dieci anni la festa più bella, la prima della loro adolescenza, da ricordata per sempre.

Ads

Per tutto questo, a differenza dei tempi dei propri genitori e nonni, non si bada a spese. Mentre nei decenni passati, dopo la cerimonia in chiesa col Vescovo o soltanto col parroco della propria parrocchia, la festa che ne seguiva si riduceva ad un semplice pranzo speciale in famiglia a cui vi partecipava il Compare o la Commara (Padrino o Madrina) quali soli ospiti d’onore presenti alla tavola. Oggi tutto è pensato alla grande. Si comincia a scegliere il Compare e la Commara fra le persone più influenti e conosciute del paese. Negli anni ‘50 e ‘60 le famiglie più agiate invitavano il sindaco e la moglie del sindaco, l’assessore più in vista o addirittura il maestro o la maestra della propria scuola elementare a fare da Padrino o Madrina con tanto di soddisfazione della famiglia stessa che riteneva di aver portato in porto un’operazione dai possibili vantaggi sociali futuri.

Il vecchio sindaco Vincenzo Telese, scomparso nel maggio del 1970, quasi esattamente 50 anni fa, diceva di essere stato padrino, in tutta la sua carriera di sindaco di oltre 300 “comparielli”. E quando lo diceva, affermava che…non era ancora finita. Oggi, che la società ischitana si è evoluta e le famiglie locali ritengono di essere più di un gradino più su a livello sociale e culturale rispetto a quelle del passato, “pescano” il Compare o la Commara per la Cresima e Prima Comunione dei propri ragazzi, fra amici cari e parenti vicini, evitando di scegliere in alte sfere. Alla pratica-Madrina-Padrino si aggiungono quelle dell’abito e degli accessori, del ricevimento a base di coktail e pranzo allargato, del servizio fotografico e degli invitati, proprio come uno sposalizio. A tutto questo pensano in famiglia, la mamma, la zia, la sorella e l’amica più vicina.

Si contatta la sarta per il vestito originale o il negozio per i preconfezionati fra i più costosi, si scegli il ristorante di prestigio o l’albergo più importante per la festa a cui vi partecipano in media non meno di cento persone se la famiglia è di medio-alte possibilità finanziarie. Le famiglie invece, al di sotto della media in fatto di capacità economiche, se la cavano con un soddisfacente pranzo in un ristorante classificato tra la prima e la seconda fascia. In passato il Padrino e la madrina per Cresima e Prima Comunione regalavano al proprio “figlioccio” o “figlioccia” il classico orologio d’oro (?) e la comune collanina con crocifisso e medaglietta d’oro (?) a più carati. Oggi questa forma di tradizione resiste solo in parte, perché i regali delle moderne madrine e padrini consistono in cospicue somme di denaro in busta chiusa. Altri addirittura regalano biglietti prepagati per mini crociere per ragazzi, accompagnati (a pagamento) da genitori o amici fidati che se ne assumano la responsabilità. Insomma una Prima Comunione di oggi, non è roba da poco. Siamo quasi ai livelli di uno sposalizio. Il riferimento non è casuale, se si considera che alcune mamme, e non sono poche, nel vedere la propria figlia bambina indossare l’abito da prima comunione con tanto di merletti, velette, guanti, strascico e quant’altro arricchisce il vestito così sofisticatamente realizzato, pensino al futuro… abito da sposa. Quindi è naturale che la bambina si gode la sua prima festa in abito bianco e lascia alla madre, per ora, sognare…l’avvenire. Oggi a programma saltato con tutti i suoi piacevoli risvolti, coronavirus permettendo, un solo pensiero anima gòli interessati: prepararsi per il prossimo settembre.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x