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Il “salto della quaglia” di Ignazio Castagliuolo: sarà portavoce politico di Del Deo

FORIO – La notizia è di quelle clamorose. Anche se, riflettendoci meglio, utilizzare questo termine non ha più senso. E questo perché, fin dai tempi della gloriosa Prima Repubblica, non è raro che un esponente politico decida, ex abrupto, di cambiare casacca nel corso della propria carriera (ne sa qualcosa il buon Domenico Scilipoti, “maestro” in fatto di trasformismo politico). A differenza di quanto si potrebbe erroneamente ritenere, quella di gettarsi fra le braccia di colui che fino a un minuto prima era il più acerrimo dei nemici è un’abitudine che coinvolge non soltanto le alte sfere della politica nazionale, ma anche quella locale. Forio – ridente Comune dell’isola d’Ischia – ovviamente non fa eccezione: neanche a farlo apposta, proprio ieri si è consumato l’ennesimo e inaspettato “salto della quaglia”. Protagonista di questa “usanza” tanto cara alla nostra politica è Ignazio Castagliuolo, che ha accettato la nomina a portavoce politico del sindaco Francesco Del Deo.

Ebbene sì, caro lettore, hai letto bene: a poco meno di due mesi dalle elezioni del 10 giugno, uno degli oppositori del primo cittadino uscente ha deciso, in piena libertà, di rappresentare l’ex democristiano. Detto in altre parole, il già presidente de “Il Volo” (che nel 2013 ottenne 38 preferenze nell’omonima lista che sosteneva la candidatura a sindaco di Vito Iacono) perorerà la ricandidatura di Francesco Del Deo, che come si suol dire in questi casi gli ha confezionato il vestito su misura. Allo stato dell’arte non è dato ancora sapere se Castagliuolo scenderà direttamente in campo, ma una cosa è certa: il buon Ignazio (che nell’ultimo lustro è scomparso dall’agone politico) è tornato all’ovile. Eh, già, è tornato a casa come il figliol prodigo! Non bisogna infatti dimenticare che per ben dieci anni (dal 1998 al 2008) Ignazio Castagliuolo è stato il braccio destro dell’ex sindaco Gaetano Colella. L’idillio tra i due finì nel 2008 quando le loro strade, a causa di alcune frizioni, si divisero. Dopo la fallimentare esperienza maturata nel 2013, Ignazio Castagliuolo decise di abbandonare la politica attiva. La delusione per il deprimente risultato elettorale, a ben vedere, non fu l’unico motivo che lo spinse a defilarsi: a determinare lo scioglimento de “Il Volo”, infatti, contribuì l’eccessivo ego politico di Vito Iacono, che “tradì” i propri compagni d’avventura non permettendogli, di fatto, di dar vita ad un gruppo extra consiliare.

Da “papà” Gaetano Colella sarebbero inoltre tornati anche altri storici esponenti de “Il Volo” (Pasquale Calise e Vito Impagliazzo), che secondo i bene informati avrebbero dato la propria disponibilità ad essere inseriti nelle liste costruite da Colella e dal Barone in favore di Del Deo (ci riferiamo, ovviamente, a “SìAmo Forio” e “Liberi Foriani”). Un sonoro schiaffo per Vito Iacono, che starebbe cercando a tutti i costi di raggiungere un accordo con Franco Castagliuolo (la direttrice Maria Chiara Conti, da taluni ritenuta vicina a Enzo Di Maio, potrebbe entrare a far parte dell’insolito trio). Intanto Ignazio Castagliuolo, dopo tante amarezze, può godersi la propria rivincita. Leggendo il comunicato inviato dal Comune agli organi di stampa, emergono tutto l’entusiasmo e la determinazione del neo portavoce del “Papa”: «È un onere e un onore di grande impegno e responsabilità che porterò a termine al pieno delle mie capacità. Forio ha la necessità di continuare il processo di cambiamento. C’è necessità di futuro dopo tanti anni di oscurantismo, che oggi in modo paradossale e parossistico non può rappresentarsi come nuova soluzione dei problemi. Del Deo – ha proseguito il neo portavoce – ha dimostrato di avere la passione, la volontà, il coraggio di affrontare problemi che negli anni precedenti stavano facendo marcire l’intero Comune di Forio. Spero che la prossima campagna elettorale sia basata su un acceso ma corretto confronto di idee e progetti di cui la comunità ha bisogno e che vengano abbandonati personalismi, odii e rancori, perché continui la pacificazione sociale che è alla base di ogni sviluppo economico. Il potere politico – ha concluso Castagliuolo – deve essere al servizio del Paese, non oltre e non altro».

Giancarlo Bizanti

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